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Vino, “Antinori Art Project”: Armin Linke nel percorso al Bargino

Vino, “Antinori Art Project”: Armin Linke nel percorso al Bargino

L’opera “Sampling the Vineyard” entra nella Tenuta di San Casciano

Milano, 1 giu. (askanews) – “Antinori Art Project” ha inserito nel percorso permanente della Cantina Antinori nel Chianti Classico “Sampling the Vineyard”, il nuovo progetto commissionato ad Armin Linke e curato da Ilaria Bonacossa, è visibile negli spazi del Bargino, a San Casciano in Val di Pesa (Firenze). L’opera entra in dialogo con i lavori già presenti di Yona Friedman, Rosa Barba, Jean-Baptiste Decavèle, Tomás Saraceno, Giorgio Andreotta Calò, Nicolas Party, Jorge Peris, Stefano Arienti, Sam Falls ed Elisabetta Benassi.

Il progetto nasce da un’osservazione ravvicinata delle Tenute della famiglia Antinori e affronta il vigneto non come immagine del paesaggio, ma come sistema complesso in cui si intrecciano conoscenze agronomiche, ricerca scientifica, osservazione del clima, tecnologie agricole e tradizione. Il lavoro si sposta così dalla rappresentazione della campagna alla struttura di saperi, pratiche e decisioni che rende possibile la produzione del vino nel XXI secolo. Invitare l’artista, fotografo e filmmaker nato a Milano nel 1966, a lavorare nella Cantina Antinori nel Chianti Classico “nasce dalla sua capacità di operare come un antropologo della società contemporanea attraverso la fotografia, documentando le trasformazioni della società” ha dichiarato Ilaria Bonacossa, aggiungendo che “attraverso immagini al tempo stesso monumentali e intime, il suo lavoro restituisce un efficace ritratto dell’era dell’Antropocene”.

Dagli archivi storici ai laboratori fino al lavoro quotidiano nei vigneti, Linke costruisce una lettura della viticoltura contemporanea che tiene insieme trasmissione intergenerazionale delle competenze, ricerca scientifica e normative europee legate all’origine e all’autenticità del vino. In questa prospettiva il vigneto diventa anche uno strumento capace di registrare la storia geologica e climatica del territorio. “Ho cominciato a pensare al vigneto non solo come luogo di produzione – ha spiegato l’artista – ma quasi come una partitura musicale, una partitura cartografica, una sorta di antenna che registra la storia geologica e climatica”.

La serie fotografica rinuncia alle vedute panoramiche e si concentra invece su dettagli, processi e tracce dell’organizzazione invisibile del vigneto. Mappe storiche e immagini satellitari convivono con fotografie dei laboratori, dove i diversi lotti di vino vengono analizzati nei loro parametri qualitativi, e con pratiche tradizionali come la preparazione del Vin Santo. Una parte centrale del lavoro riguarda anche l’uso della fotografia nei processi agricoli, dal momento che gli agronomi la utilizzano per monitorare le piante e interpretare il territorio.

“Armin Linke è un fotografo internazionale che agisce come sociologo raccontando la realtà contemporanea e le sue trasformazioni” ha affermato Alessia Antinori, esponente della 26esima generazione della famiglia della nobilità fiorentina, evidenziando che “il progetto è nato dall’idea di raccontare come il cambiamento climatico e la modernizzazione abbiano trasformato la nostra attività ma mantenendola sempre artigianale”. Nelle fotografie selezionate, ha aggiunto, emerge il valore umano come elemento fondamentale e imprescindibile del lavoro aziendale.

Per “Antinori Art Project” il progetto segna anche un passaggio ulteriore nel modo di raccontare la produzione vitivinicola, perché porta in primo piano materiali tecnici e aspetti normalmente poco visibili: dati, annotazioni, gesti quotidiani e procedure di controllo. Il risultato è una lettura del vigneto come sistema dinamico in cui qualità, ricerca e sostenibilità si confrontano con un contesto climatico in trasformazione.

Il nuovo intervento si inserisce nella storia di questo progetto artistico, avviato nel 2012 con l’inaugurazione della nuova Cantina come prosecuzione contemporanea della tradizione di collezionismo della famiglia. Dopo il primo ciclo curato da Chiara Parisi, dal 2014 la direzione artistica è affidata a Ilaria Bonacossa. La Cantina del Bargino ospita parte della collezione storica della famiglia e un programma di commissioni site-specific rivolto ad artisti italiani e internazionali.