Milano, 13 giu. (askanews) – Bersano ridisegna le sue “Icone” e affida a un nuovo progetto di design il compito di rendere più leggibile la propria identità. La Cantina di Nizza Monferrato inaugura così una nuova fase della propria immagine partendo dalla linea che raccoglie le etichette più rappresentative della produzione aziendale, con un intervento che coinvolge bottiglia, etichetta e packaging.
Il progetto, sviluppato insieme con Mario Di Paolo dello studio Spazio di Paolo, prende le mosse da un elemento storico della casa: la bottiglia dalla silhouette “napoleonica”, già presente nella storia aziendale e ora recuperata come segno distintivo. È da questa forma che Bersano sceglie di ripartire, affidando invece all’etichetta il compito di introdurre un linguaggio più contemporaneo. “Non abbiamo cambiato l’etichetta, abbiamo reso visibile ciò che Bersano è sempre stata” afferma Federico Orione, ultima generazione della famiglia e oggi alla guida delle attività sales e marketing dell’azienda. “Siamo una Cantina fondata nel 1907, ma non viviamo la nostra storia come qualcosa da amministrare. La viviamo – prosegue Orione – come una piattaforma da cui ripartire, con energia, ambizione e una visione chiara del futuro. In questo progetto non abbiamo cercato una rottura, ma una forma di continuità consapevole: riportare in superficie elementi autentici della nostra identità e reinterpretarli con un linguaggio coerente con il tempo in cui viviamo”.
Il restyling parte dalle “Icone”, la collezione che rappresenta il nucleo più identitario del brand. Ogni referenza viene presentata come espressione di una cascina, di un’origine e di un vitigno piemontese, in una selezione che riassume il patrimonio viticolo e produttivo dell’azienda. “Le Icone rappresentano per noi l’essenza di Bersano” spiega ancora Federico Orione, ricordando che “sono il vino più rappresentativo di ogni cascina, la selezione più chiara della nostra idea di Piemonte. Partire da qui significava lavorare sul cuore stesso del brand, aggiungendo l’ultimo tassello a un percorso di valorizzazione che parte dalla vigna e arriva fino alla percezione del prodotto”.
Al centro del lavoro c’è il recupero della bottiglia ispirata alla forma “napoleonica”. La sua origine, secondo quanto ricostruisce l’azienda, rimanda a un episodio legato alla tenuta La Cremosina, dove sarebbero state rinvenute antiche bottiglie attribuite al periodo del soggiorno di Napoleone Bonaparte durante la campagna di Marengo. Una silhouette che colpì Arturo Bersano e che oggi viene riportata in primo piano come elemento di continuità storica. Sul fondo della bottiglia è incisa anche una frase storica di Arturo Bersano: “Siedi, bevi e sii lieto, ave”.
A dialogare con questa forma storica c’è però un’etichetta completamente nuova. Il progetto lavora su due etichette sovrapposte che ne compongono una sola, con un motivo traforato ispirato al pizzo che lascia intravedere il vetro della bottiglia. Carte pregiate, lavorazioni in lamina, brillantature e una capsula corta in stagno con un dettaglio ispirato alla sede storica di Nizza Monferrato completano un packaging che l’azienda descrive come costruito per accompagnare la bottiglia senza prevalere su di essa.
“L’imperfezione, quando nasce dalla mano dell’uomo e dalla storia, non è un difetto: è identità” commenta Mario Di Paolo, founder di Spazio di Paolo. “Nel ripensare questa bottiglia abbiamo scelto di partire proprio da questo principio, recuperando il linguaggio autentico delle antiche bottiglie soffiate a mano. Le leggere asimmetrie che un tempo erano il segno naturale dell’artigianalità diventano oggi un elemento distintivo e riconoscibile. In un panorama dominato dalla standardizzazione, volevamo restituire unicità, carattere e autenticità a un oggetto capace di raccontare il tempo, la memoria e il gesto umano. È lì che l’artigianalità incontra il futuro, facendo dell’imperfezione un valore e della storia una continua possibilità di innovazione”.
Per Bersano il redesign non nasce come semplice aggiornamento estetico, ma come risposta a una fase di mercato in cui il consumatore, secondo l’azienda, cerca segnali più netti di qualità, coerenza e riconoscibilità. “Il consumatore beve meno, ma meglio. Cerca qualità, sostanza, bellezza, e vuole riconoscere il valore reale di ciò che sceglie. È esattamente in questo spazio, tra concretezza e desiderabilità, che Bersano vuole rafforzare il proprio ruolo” osserva Federico Orione.
Dentro questa logica, il design diventa uno strumento per rafforzare la percezione del vino e del marchio. “La bottiglia racconta chi siamo stati” sottolinea Orione. “È un segno forte, riconoscibile, profondamente nostro. Riprenderla oggi non significa guardare indietro, ma dare nuova forza a un elemento autentico della nostra identità”. E ancora: “La bottiglia ci fa riconoscere da lontano. L’etichetta avvicina, sorprende, crea relazione. La capsula lascia un dettaglio da ricordare. Ogni elemento è stato pensato per comunicare raffinatezza senza ostentazione. Volevamo qualcosa che non si fosse ancora visto, ma che potesse durare nel tempo”.
Il restyling delle “Icone” viene presentato come il primo passo di una fase più ampia, destinata a coinvolgere progressivamente prodotto, linguaggio, distribuzione, spazi e relazione con il consumatore. “Questo progetto non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso razionale, strategico e ben definito” conclude Federico Orione. “Non abbiamo ridisegnato un’etichetta: abbiamo dato forma a una direzione. Ogni scelta che faremo da qui in avanti dovrà confermare la stessa promessa: qualità, coerenza, ambizione. Il lavoro vero sarà mantenere quella promessa, bottiglia dopo bottiglia, perché la coerenza, nel tempo, è l’unico lusso che non si può comprare”.
Fondata a Nizza Monferrato, Bersano controlla direttamente l’intera filiera produttiva attraverso dieci tenute tra Langhe e Monferrato. Accanto ai grandi vitigni autoctoni piemontesi come Barbera, Nebbiolo, Ruchè, Brachetto e Moscato, l’azienda affianca un lavoro che guarda anche alla sperimentazione e al dialogo con linguaggi contemporanei.

