Milano, 18 ott. (askanews) – Fattoria Sardi celebra quest’anno i cento anni di produzione vinicola sulle Colline Lucchesi. La Tenuta, alle porte di Lucca, appartiene da oltre due secoli alla famiglia Sardi ed è oggi guidata dagli enologi Matteo Giustiniani e Mina Samouti, marito e moglie, che hanno scelto di puntare sull’agricoltura biologica e biodinamica e sulla produzione di vini rosati. L’azienda si estende per 45 ettari, di cui 18 vitati, e produce circa 160mila bottiglie all’anno, affiancando alla viticoltura l’olivicoltura, la ristorazione agricola e l’ospitalità.
Il centenario richiama il 1926, quando i vini di Fattoria Sardi erano già conosciuti nel territorio lucchese. La proprietà apparteneva a Giovanni Sardi e alla moglie Maria Antonella Mazzei, la cui figlia Maria Adelaide sposò Sebastiano Giustiniani, portando le terre alla famiglia Giustiniani. Fu Sebastiano, oltre cinquant’anni fa, a impiantare nuovi vigneti e ad avviare negli anni Ottanta il restauro della villa-fattoria. A lui è dedicato il Colline Lucchesi Doc “Sebastiano”, da Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Nel 2002 Maria Adelaide lasciò la proprietà ai nipoti Jacopo e Matteo. Cresciuto frequentando i vigneti assieme al nonno Sebastiano, Matteo Giustiniani studiò enologia a Firenze e Bordeaux, dove lavorò con l’enologo francese Denis Dubourdieu e conobbe Mina Samouti, originaria della Grecia settentrionale e specializzata in viticoltura ed enologia. Dopo le esperienze professionali a Chateau Margaux e Chateau La Tour Blanche, Mina si trasferì con Matteo a Lucca nel 2012 per assumere la guida della Fattoria.
La specializzazione nei rosati è diventata uno degli elementi distintivi della loro attività, in un territorio toscano tradizionalmente legato soprattutto ai vini rossi. La scelta nasce anche dalle caratteristiche della Lucchesia, dove la vicinanza del Tirreno e la presenza dei rilievi montuosi contribuiscono a creare condizioni climatiche che, per alcuni aspetti, richiamano quelle di altre aree viticole mediterranee, dalla Provenza alla Corsica e alla Liguria.
La proprietà si trova tra i fiumi Freddana e Serchio, ai piedi delle Alpi Apuane, e comprende vigneti con caratteristiche differenti. Nelle zone pianeggianti prevalgono suoli limo-sabbiosi e ciottolosi, mentre in collina aumenta la presenza di argilla e scheletro. Le esposizioni variano da sud-est a sud-ovest e le correnti fresche che attraversano la Valfreddana contribuiscono a mitigare le temperature, soprattutto durante le notti estive. Sono condizioni che Matteo e Mina hanno considerato nella scelta dei vitigni e nella definizione delle tecniche di vinificazione.
Nel 2006 Fattoria Sardi adottò l’agricoltura integrata, mentre nel 2011 arrivarono la certificazione biologica e la scelta del metodo biodinamico. La Tenuta possiede anche la certificazione Biodynamic Farmers of the World (BDFarmers), relativa all’adozione di specifiche pratiche biodinamiche. Nei vigneti il lavoro comprende il sovescio, le lavorazioni superficiali del terreno e l’impiego di preparati biodinamici. Le prime due tecniche, utilizzate anche in altri sistemi agricoli, contribuiscono rispettivamente alla gestione della fertilità del suolo e al controllo delle erbe spontanee.
“Quando hai la fortuna, come famiglia, di essere ‘custodi’ di un pezzo di terra da generazioni, viene naturale guardare al futuro più che al passato” ha affermato Matteo Giustiniani, spiegando che “il futuro, per noi, è lasciare alle prossime generazioni suoli e persone migliori di quelli che abbiamo trovato o incontrato. Da qui la scelta di coltivare i suoli e le persone, e tramite loro le piante. La biodinamica è per noi un forte aiuto in questo”.
Oltre a Sangiovese, Syrah e Vermentino, la Cantina coltiva Trebbiano, Merlot e Cabernet Sauvignon, destinati alle altre tipologie aziendali. Accanto al vino si producono olio extravergine di oliva, miele millefiori e di acacia e succo di mela. Nella proprietà vivono anche asini, galline e api. Dal 2021 Fattoria Sardi ospita “Il Ristoro”, progetto di ristorazione agricola guidato dallo chef Damiano Donati, mentre l’ospitalità si sviluppa negli edifici storici della proprietà, a partire dai sette appartamenti ricavati dal Podere Orfanello, antico borgo contadino del XVIII secolo. A questi si aggiungono Villa Renaissance, dimora ottocentesca con nove camere affacciata sul giardino storico, sui vigneti e sulla cappella di famiglia, e Casa Sardi, villa in stile toscano con sei camere, recentemente ristrutturata.

