Home » Askanews » Vino, Federdoc: fermiamo l’aumento dell’1% annuo di nuovi impianti

Vino, Federdoc: fermiamo l’aumento dell’1% annuo di nuovi impianti

Regione Veneto: in autunno legge su enoturismo in Consiglio

Milano, 10 lug. (askanews) – Il vino italiano ha bisogno di fermare l’aumento annuo dell’1% del potenziale vitato, evitare estirpi inefficaci e difendere le risorse destinate alla promozione sui mercati internazionali. È la linea indicata da Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Federdoc, intervenuto al forum “L’economia del vino a Verona: strategie per sostenere la filiera e governare il cambiamento”, ospitato dalla Camera di Commercio di Verona.

“Verona è una capitale del vino e un punto di riferimento per il settore ma non tutta l’Italia può contare sulle stesse condizioni. Per questo le sfide del comparto vanno affrontate con una visione nazionale. Tra le priorità c’è il tema delle autorizzazioni ai nuovi impianti: dobbiamo chiederci se sia ancora sostenibile continuare ad aumentare ogni anno dell’1% il potenziale vitato o se non sia arrivato il momento di sospendere questo meccanismo per ristabilire il rapporto tra domanda e offerta” ha affermato nel suo intervento il presidente di Federdoc, affrontando anche il delicato e discusso tema degli estirpi, invitando a misure che producano effetti strutturali. “Anche il tema degli estirpi va affrontato con pragmatismo: in passato sono già stati realizzati con un importante impiego di risorse pubbliche, senza risolvere definitivamente il problema. Dove gli estirpi sono necessari – ha proseguito – bisogna essere coerenti: se si decide di estirpare, non si può pensare di ripiantare dopo pochi anni. Se lo Stato investe risorse economiche deve farlo per risolvere il problema in modo strutturale, non per rinviarlo”. Nello stesso ragionamento rientra la difesa dei fondi per la promozione. “Se destiniamo risorse agli estirpi e le sottraiamo alla promozione sui mercati internazionali, rischiamo di commettere un errore” ha dichiarato Gallarati Scotti Bonaldi, spiegando che “oggi si stanno aprendo nuove opportunità, dal Mercosur all’Australia fino al Far East e ad altri mercati emergenti, che richiedono investimenti. Se disperdiamo le nostre risorse, rischiamo di compromettere la capacità di crescita del settore”.

Accanto al nodo produttivo, dal forum è emerso anche il capitolo enoturismo. L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Dario Bond ha annunciato che la Regione sta lavorando a una legge dedicata e che il testo, nelle intenzioni, sarà portato all’esame del Consiglio regionale tra settembre e ottobre. “Dobbiamo lavorare per valorizzare le nostre aziende, riducendo la burocrazia e dando loro la possibilità di offrire un’accoglienza sempre più completa ai visitatori” ha detto Bond, ricordando che “l’enoturismo rappresenta un’opportunità importante per il territorio e va sostenuto con strumenti adeguati. Allo stesso tempo dobbiamo interrogarci su come avvicinare le nuove generazioni al mondo del vino, perché le abitudini di consumo sono cambiate e serve un approccio nuovo. Come istituzioni siamo pronti ad ascoltare il territorio e a fare la nostra parte”.

A chiudere i lavori è stato Alex Vantini, componente di Giunta della Camera di Commercio di Verona e presidente Coldiretti Verona, secondo cui, in una fase segnata da consumi in calo e redditività compressa, servono scelte nette. La prima riguarda proprio il blocco dell’aumento annuo dell’1% delle autorizzazioni ai nuovi impianti. “Se le Denominazioni veronesi stanno già dimostrando senso di responsabilità nel contenere il potenziale produttivo – ha rimarcato – non è ammissibile che in altre aree del Paese si continui ad aumentare le superfici coltivate, alimentando ulteriormente gli squilibri di mercato”. La seconda chiama in causa la ristorazione, “dove in alcuni casi si registrano ricarichi sulle bottiglie che superano il 400% e rischiano di allontanare il consumatore dal vino”. Da qui la richiesta di un confronto più serrato tra i soggetti del comparto per distribuire in modo meno squilibrato la redditività del sistema.