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Vino, Ferraris Agricola: fatturato +6% e vendite di Ruché +15%

Vino, Ferraris Agricola: fatturato +6% e vendite di Ruché +15%

Nel primo semestre 2026 la Docg supera mezzo milione di bottiglie

Milano, 3 ago. (askanews) – Ferraris Agricola chiude il primo semestre 2026 con un aumento del fatturato del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita del 15% nelle vendite di Ruché. Nei primi sei mesi dell’anno l’azienda di Castagnole Monferrato (Asti) ha commercializzato 100mila bottiglie del vino della Docg, mentre la Denominazione ha registrato un incremento dell’1% negli imbottigliamenti, superando ampiamente il mezzo milione di bottiglie.

Il dato della Docg si accompagna alla riduzione delle giacenze. Tra giugno 2025 e giugno 2026 sono diminuite di quasi 1.200 ettolitri, pari al 12%. Il Ruché è l’unica Denominazione del Monferrato sopra il milione di bottiglie annue ad avere registrato un andamento positivo negli imbottigliamenti nel primo semestre del 2026. “Il lavoro continuativo che stiamo facendo sta generando i frutti sperati, nonostante il quadro economico, geopolitico e di settore rimanga incerto” ha commentanto Luca Ferraris, alla guida di Ferraris Agricola, evidenziando che “questa è la conferma che grazie a una gestione lungimirante e attenta, il mondo del vino può avere un andamento positivo”.

Per Ferraris, i risultati del Ruché offrono anche l’occasione per affrontare la gestione delle imprese e delle Denominazioni in una fase complessa per il settore vitivinicolo. “Credo che il comparto vitivinicolo abbia bisogno di una riflessione strutturale sul proprio modello di gestione: oggi molte realtà, soprattutto in alcune regioni, continuano a essere governate con un’impostazione che non è più attuale” ha sottolineato, aggiungendo che “in tutti i settori agroalimentari e industriali la guida delle imprese è passata a modelli in cui marketing, vendite e finanza sono diventati gli strumenti con cui si interpretano i mercati e si costruisce il futuro delle aziende. Nel vino questa evoluzione, in molti casi, è avvenuta troppo lentamente e con un’impostazione sbilanciata sulla funzione tecnica. La produzione però, senza strategia, non ha futuro”.

Sulle misure adottate per gestire le eccedenze, l’imprenditore ha spiegato di ritenere che “interventi emergenziali come la distillazione o altre misure per la gestione delle giacenze possano avere un’utilità contingente, ma non rappresentino la soluzione del problema. Allo stesso modo, una riduzione generalizzata delle rese del 5-10% rischia semplicemente di aumentare il costo unitario di produzione, trasferendo il peso economico sui viticoltori senza affrontare le vere esigenze del mercato. Serve invece un cambiamento culturale e manageriale del settore” ha ribadito, ricordando che “le Denominazioni che oggi performano meglio sono spesso quelle che hanno saputo dotarsi di una governance moderna, orientata al mercato e alla costruzione del valore del brand”.

Ferraris ha indicato il Prosecco come esempio di questa impostazione: “Il suo successo nasce dall’aver costruito un marchio che il consumatore percepisce prima di tutto come una bevanda legata a uno specifico momento di consumo, e non semplicemente come un vino. È questo approccio che, a mio avviso, dovrebbe guidare anche l’evoluzione di molte altre Denominazioni, in particolare in Piemonte”.

In merito al suo vino, il produttore ha messo in risalto che “da anni il mio lavoro non è soltanto produrre Ruché, ma raccontarlo, raccontarne la piacevolezza, la qualità e il legame profondo con le colline del Monferrato. Promuovere il Ruche’ significa promuovere il territorio da cui nasce. Lo vediamo ogni settimana in Cantina, arrivano visitatori da tutta Italia e dall’estero che scelgono il Monferrato come destinazione – ha precisato – contribuendo in alcuni periodi a registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive e nella ristorazione, uno scenario impensabile fino a pochi anni fa. Chi arriva qui cerca un’esperienza autentica, più rilassata, più a misura d’uomo, lontana dai ritmi del turismo di massa” ha continuato, sottolineando che “proprio questa autenticità stia rendendo il Monferrato una delle realtà più interessanti dell’enoturismo piemontese e che il Ruche’ sia una delle sue espressioni più rappresentative”.

Ferraris Agricola dispone di 35 ettari di vigneti di proprietà. Al nucleo originario di Castagnole Monferrato si sono aggiunti Vigna del Parroco, Ca Mongross a Montegrosso d’Asti e Tenuta Santa Chiara a Monastero Bormida.