Milano, 20 apr. (askanews) – Fonzone presenta “Colpo di Coda Irpinia Coda di Volpe Doc 2024” prodotto a Villamaina (Avellino), nelle colline interne dell’Irpinia. Il nuovo bianco della Cantina riporta l’attenzione su uno dei vitigni più antichi della Campania, a lungo rimasto in secondo piano e oggi al centro di una rilettura legata ai territori interni della regione.
La Coda di Volpe deve il nome alla forma del grappolo, allungata e compatta, già conosciuta in epoca romana. Fonzone ne propone una versione con l’obiettivo di mettere in evidenza la capacità del vitigno di esprimere in modo riconoscibile il carattere dell’Irpinia. La nuova etichetta nasce da vigne poste a circa 500 metri di altitudine, con esposizione a Nord-Est, su terreni complessi attraversati da sabbie scure e vene sulfuree. In queste condizioni la Coda di Volpe raggiunge una maturazione equilibrata, conservando freschezza e precisione. Il profilo del vino si lega così a un ambiente collinare in cui altitudine, suolo ed esposizione incidono in modo diretto sul risultato finale.
Il lavoro in vigna e in cantina segue una linea essenziale. Le uve vengono raccolte a mano nei primi giorni di ottobre, poi sottoposte a riposo a freddo e pressatura soffice. La fermentazione si svolge tra acciaio e legno, mentre l’affinamento prosegue in tonneaux, acciaio e bottiglia. Ogni passaggio punta a mantenere l’identità del vitigno e a dare profondità senza appesantire la lettura del vino.
Il progetto si inserisce nel lavoro di Fonzone sulle varietà autoctone irpine: la Cantina affianca infatti alla tradizione dei rossi da Aglianico un percorso sui bianchi del territorio, con una lettura che privilegia riconoscibilità, precisione e legame con i luoghi di origine.
Fondata nel 2005, l’azienda agricola si trova nelle campagne di Paternopoli (Avellino), uno dei 17 Comuni della Docg Taurasi, nel cuore dell’Irpinia. La Cantina sorge su un colle nella sottozona “Campi Taurasini” ed è circondata da vigneti posti tra 360 e 430 metri di altitudine. Fonzone, che si avvale della consulenza del celebre enologo Luca D’Attoma, produce 10 etichette con un approccio orientato alla sostenibilità e alla valorizzazione delle varietà autoctone Aglianico, Falanghina, Fiano d’Avellino e Greco di Tufo.

