Milano, 6 mag. (askanews) – La Cina ospiterà dal 12 al 16 ottobre 2026 il 47esimo Congresso mondiale della vite e del vino e la 24esima Assemblea generale dell’Oiv. Le due riunioni si terranno a Yinchuan, nella regione del Ningxia, su invito del governo della Repubblica Popolare Cinese.
Il Congresso ruoterà attorno a un tema che mette insieme trasformazione del settore, innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di affrontare le questioni scientifiche, tecniche ed economiche che oggi riguardano il comparto vitivinicolo mondiale. Le sessioni previste sono quattro. La prima sarà dedicata alla viticoltura e agli approcci integrati per una produzione resiliente e sostenibile. La seconda riguarderà l’enologia e l’adattamento tecnico del settore al vino del futuro. Una terza sessione affronterà economia e diritto, guardando ai modelli giuridici ed economici in un mercato che cambia. La quarta sarà centrata su sicurezza e salute, con attenzione alla qualità della produzione, al consumo e alla sostenibilità sociale della filiera.
L’Organizzazione internazionale della vite e del vino (Oiv) ha già aperto il bando per i contributi scientifici, e per l’invio degli abstract il termine è fissato al 31 maggio 2026, mentre le versioni finali delle presentazioni accettate dovranno invece arrivare entro il 30 settembre.
Per la Cina il Congresso avrà anche un valore simbolico: il Paese è infatti entrato nell’Oiv nel 2024 ed è il membro più recente dell’Organizzazione, oltre a essere il primo nuovo ingresso nel secondo secolo di attività dell’ente. La Cina ha la terza superficie vitata più estesa al mondo, è l’undicesimo consumatore e importatore di vino e guida la produzione mondiale di uva da tavola con il 43% del totale. Negli ultimi decenni ha inoltre sviluppato una produzione di vini di qualità legata alla diversità dei propri terroir.
L’Oiv conta oggi 51 Stati membri tra Paesi produttori e consumatori di uva e vino. Rappresenta il 90% della superficie vitata mondiale, l’88% della produzione globale di vino e il 75% del consumo mondiale. Da cent’anni è il riferimento scientifico e tecnico del settore e riunisce ogni anno oltre 500 esperti chiamati a discutere e approvare risoluzioni su viticoltura, enologia, diritto, economia, sicurezza e salute dei consumatori.

