Milano, 13 apr. (askanews) – “Radici. Storia di un’impresa familiare” di Piero Mastroberardino è stato presentato al “Vinitaly”, nella sala meeting del Masaf al PalaExpo di Verona, in un incontro che ha riunito istituzioni, operatori del settore e stampa. Il volume, pubblicato da RCS Mediagroup Solferino, ricostruisce la storia della famiglia Mastroberardino e dell’omonima impresa vitivinicola dalle origini nel Settecento fino al secondo dopoguerra, seguendo in parallelo l’evoluzione del territorio irpino, dei mercati e del sistema economico italiano. Alla presentazione, oltre all’autore, è intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, mentre il confronto con l’autore è stato moderato da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera. Il libro affronta la vicenda familiare come una storia d’impresa di lungo periodo, costruita su materiali originali d’archivio e sviluppata con un impianto narrativo che tiene insieme documentazione e racconto.
Mastroberardino segue tre secoli attraversati da cambiamenti politici, economici e sociali profondi. La ricostruzione parte dalla fine del sistema feudale, passa per il periodo borbonico e per la parentesi napoleonica a Napoli, attraversa l’Unità d’Italia e arriva alle guerre e alle crisi del Novecento. La traiettoria dell’azienda si misura così con i passaggi decisivi della storia nazionale, ma anche con quelli dello scenario internazionale.
Uno degli elementi centrali del volume è l’uso esteso di fonti archivistiche originali. Atti notarili, corrispondenze commerciali, documenti istituzionali, lettere e fotografie consentono di leggere la crescita dell’impresa dentro un contesto più ampio. Non emerge soltanto la storia di una famiglia del vino, ma quella di una realtà imprenditoriale del Mezzogiorno che ha saputo mantenere continuità attraverso stagioni molto diverse, adattandosi ai mutamenti senza spezzare il legame con la propria area di origine.
Durante l’incontro è tornato più volte il tema del rapporto tra impresa e territorio. Il libro mostra come, tra Settecento e Ottocento, la famiglia Mastroberardino abbia accompagnato il passaggio verso una nuova borghesia agraria, cogliendo le opportunità aperte dalle riforme e contribuendo alla definizione di un modello produttivo fondato sulla valorizzazione della viticoltura irpina. In questa prospettiva la terra non è una semplice base materiale dell’attività aziendale, ma il punto di equilibrio tra radicamento economico, identità locale e capacità di sviluppo.
Accanto al radicamento territoriale, il volume mette in luce una proiezione internazionale sviluppata con anticipo rispetto a molte altre esperienze del settore. La documentazione richiamata nel libro racconta la costruzione di una rete commerciale che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, raggiunge Nord e Sud America, Africa e Asia. La presenza su mercati lontani viene descritta come il risultato di una strategia attenta alla qualità, alla riconoscibilità del prodotto e al suo posizionamento.
Nel corso della presentazione è stato evidenziato anche il modo in cui l’impresa familiare abbia affrontato passaggi particolarmente difficili. Il libro ricostruisce gli effetti del proibizionismo negli Stati Uniti, le restrizioni dei mercati europei, le tensioni commerciali e geopolitiche, l’interruzione dei traffici internazionali e i problemi logistici legati ai conflitti. Da queste pagine emerge un’azienda che tiene insieme prudenza e visione di lungo periodo, adattando strumenti e strategie senza rinunciare alla propria direzione.
Ampio spazio è dedicato alle grandi crisi del Novecento. La Prima guerra mondiale, gli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale mettono sotto pressione l’attività produttiva e commerciale, ma il volume riconduce la continuità aziendale a una combinazione precisa di fattori: coesione familiare, conoscenza del territorio e apertura verso l’esterno. Tra gli episodi documentati compare anche la costruzione di un rifugio antiaereo nelle cantine aziendali nel 1943, richiamata durante l’incontro come uno dei segni più concreti della capacità di proteggere insieme impresa e comunità nelle condizioni più estreme.
Nel suo intervento l’autore ha ribadito una visione del vino che supera la sola dimensione economica. Nel libro il vino appare come espressione culturale e identitaria, risultato di una sedimentazione storica lunga e di un rapporto profondo con il territorio. È su questo terreno che “Radici” allarga il proprio raggio oltre la memoria familiare e propone una riflessione sul ruolo dell’impresa vitivinicola italiana come soggetto economico e insieme culturale.
La presentazione al “Vinitaly” ha chiuso il confronto su un piano attuale. Il volume offre infatti una chiave di lettura anche per questioni oggi centrali nelle imprese familiari di lungo periodo, come il passaggio generazionale, la continuità aziendale e il rapporto tra tradizione e innovazione. In questo senso “Radici” non si esaurisce nella ricostruzione storica della famiglia Mastroberardino, ma si propone come uno strumento utile per leggere il presente del vino italiano e una parte significativa della storia imprenditoriale del Paese.

