Milano, 6 mag. (askanews) – Aldo Tagliaferro è il nuovo presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli. L’assemblea ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione e affidato la guida al giornalista, che succede ad Angela Maculan dopo dieci anni di mandato. La scelta di Tagliaferro arriva nell’anno in cui il Seminario compie 40 anni e ricorre il centenario della nascita di Luigi Veronelli. Fondato nel 1986 dal celebre intellettuale ed enogastronomo, il Seminario è un’associazione senza fini di lucro nata “per la cultura del vino e degli alimenti” e per proseguire nel tempo sulla strada dei valori e degli insegnamenti veronelliani. Riunisce vignaioli, ristoratori, enotecari e appassionati di vino e gastronomia.
Tagliaferro, giornalista professionista da oltre trent’anni, cultore e appassionato del vino, sedeva già nel Consiglio dal 2024. “È un onore poter presiedere il Seminario fondato da un maestro come Luigi Veronelli, una figura a cui l’Italia deve moltissimo ma a cui non ha sempre dato il giusto riconoscimento” ha affermato Tagliaferro, aggiungendo che “se associare il nome di Veronelli al vino è quasi un automatismo, credo sia doveroso preservarne la lezione ampia e profonda di comunicatore, giornalista, scrittore, filosofo, saggista, interprete, attraverso il calice e i piatti, della natura più intima del Paese e delle sue radici legate alla terra”.
Nel suo primo intervento da presidente ha richiamato anche la fase che attraversa il settore e il lavoro svolto dalla sua predecessora: “Ringrazio Angela Maculan per lo straordinario lavoro svolto alla guida del Seminario, la sua presenza in Consiglio sarà una bussola importante per orientarci in un momento particolarmente delicato per il mondo del vino”. Maculan lascia la presidenza ma resta nel gruppo dirigente dell’Associazione, in un passaggio che punta a dare continuità e a confermare l’adesione all’approccio veronelliano.
Nel nuovo assetto viene riconfermato vicepresidente Mario Danesi, che con l’azienda di famiglia nel Montenetto, altopiano vocato in provincia di Brescia, viene indicato dal Seminario come una figura del vignaiolo veronelliano. Resta consigliere anche Alessio Fornasetti, alla guida di un piccolo podere ad Azzate (Varese), altra presenza che richiama quella stessa idea di viticoltura radicata nel territorio. Entra invece Giuseppe Luciano Aieta, che insieme con Davide Zoppi conduce Cà du Ferrà a Bonassola (La Spezia), custodendo antichi suoli e antichi vitigni a ridosso delle Cinque Terre. Il suo ingresso rafforza la volontà del Seminario di continuare a dare voce ai vignaioli, la figura che Veronelli contribuì a portare al centro del racconto del vino italiano.
Nato a Treviso nel 1964, Tagliaferro ha iniziato il mestiere tra la “Tribuna di Treviso” e “Il Gazzettino”, lavorando nelle redazioni di Treviso, Mestre e Pordenone. Alla “Gazzetta di Parma” è arrivato nel 1993. Oggi è vice caporedattore vicario e dal 2016 è responsabile del sito del quotidiano. Nella sua carriera si è occupato soprattutto di economia ma anche di motori e vino. Nel 2025 ha pubblicato “Senza Esagerare” per Mattioli 1985.
Il nuovo Consiglio entra in carica con l’obiettivo di proseguire nel solco tracciato negli ultimi anni, mantenere la Guida Oro “I Vini di Veronelli” come riferimento del settore e rafforzare la presenza del Seminario attraverso incontri, degustazioni e approfondimenti, coinvolgendo sempre di più gli associati.

