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Vino, Terre Cevico rilancia il Trebbiano: crescono export e consumi

Vino, Terre Cevico rilancia il Trebbiano: crescono export e consumi

A Alfonsine 600 presenze. Bene Horeca, spumanti e mercati esteri

Milano, 1 giu. (askanews) – Terre Cevico, uno dei più importanti gruppi vitivinicoli cooperativi italiani, ha rimesso il Trebbiano al centro della propria strategia e lo ha fatto nella Cantina di Alfonsine (Ravenna), dove oltre 600 persone hanno partecipato a un evento dedicato al vitigno simbolo della viticoltura romagnola. Il mercato accompagna questa scelta con segnali di crescita: il canale ristorazione in Italia segna un +8%, mentre negli ultimi 12 mesi Giappone e Svezia hanno assorbito un milione di bottiglie ciascuno di spumante.

Il Trebbiano è stato proposto nelle sue diverse versioni, dalle Bollicine Romagnole al fermo, fino alle referenze a base vino per l’aperitivo, in abbinamento al pesce dell’Adriatico grigliato dai Pescatori della Cooperativa di Cesenatico. La giornata ha riunito base sociale cooperativa, esperti, enologi, stampa e appassionati, mettendo al centro la versatilità del vitigno e la sua capacità di muoversi tra consumi tradizionali e nuovi segmenti.

“Sino a qualche anno fa pensare ad un progetto che mettesse al centro il Trebbiano era un atto di coraggio, noi insieme alla nostra base sociale ci abbiamo creduto, e i risultati ci confortano. Penso sia nostro dovere come imprenditori e dirigenti cooperatori comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta verso i giovani di oggi che saranno consumatori di domani” ha dichiarato il presidente Franco Donati, sottolineando che “l’obiettivo è produrre comunicare e internazionalizzare il Trebbiano e andarne fieri”

Il direttore generale Paolo Galassi ha ricostruito l’evoluzione del confezionato, passato da meno di 700mila litri nel 2001 a oltre 9 milioni oggi. La crescita è partita dal vino convenzionale in brick, è proseguita con il Trebbiano da agricoltura biologica e si è allargata poi ad altre tipologie di formato e a una presenza crescente su altri mercati. “La fortuna del Trebbiano infatti sta nell’essere un vino eclettico in quanto può essere declinato in diverse tipologie, fermo, frizzante, mixology, e contenitori” ha spiegato.

Il peso del Trebbiano si misura anche nello sviluppo di linea. Terre Cevico dichiara oltre 10 milioni di bottiglie prodotte nell’ultimo anno nel settore delle bollicine e una crescita che si consolida anche nella mixology, dove il Trebbiano è la base di 16 referenze stabilmente a rotazione. Dal 2024 il gruppo ha inserito anche versioni analcoliche o low alcol, i “NO.LO”, per intercettare nuovi stili di consumo associati soprattutto alla generazione Z.

All’evento sono intervenuti anche Valter Bighini, Guido Cavina, Luca Frulli e Vincenzo De Luca. L’ospite Giovanni Solaroli ha richiamato il peso del vitigno in Romagna: il Trebbiano Romagnolo conta 14.000 ettari coltivati, pari al 50% della superficie regionale, che raggiunge complessivamente 28.000 ettari. In questo quadro Terre Cevico vanta 3.616 ettari di vigneto in Romagna, per il 90% a Trebbiano, 992 soci tra viticoltori e Cantine associate e un fatturato consolidato 2024-2025 di 213,2 milioni di euro.

Nel panorama dei principali gruppi del vino italiano, Terre Cevico si colloca al nono posto fra i 12 top player per incremento di fatturato, con un +3,4%, dato attribuito a Mediobanca nel maggio 2026. Il bilancio 2024/2025 riporta inoltre un utile netto di 1,98 milioni di euro, un plusvalore per i soci di 8,3 milioni e un patrimonio netto di 78,5 milioni.

La presenza internazionale del gruppo copre 90 Paesi e passa anche attraverso il network Galassia, che riunisce la forza vendita delle controllate Medici Ermete e Cantine Giacomo Montresor. L’export di vini confezionati raggiunge 70,9 milioni di euro, mentre il mercato Italia cresce a 55,8 milioni nella grande distribuzione, con un +11%, e a 16,3 milioni nel canale horeca, con un +10,9%. Alla produzione della base sociale si affiancano 32 Cantine socie conferenti vino e il controllo di aziende come Orion Wines, con sede a Lavis (Trento), e Masseria Borgo dei Trulli a Maruggio (Taranto), controllata indiretta del gruppo attraverso Orion Wines, dove si trovano cantina e vigneti.