Milano, 9 lug. (askanews) – “ViVa, Vini Valtellina” torna a Sondrio dal 12 al 14 settembre con una seconda edizione che allarga il racconto del Nebbiolo delle Alpi al paesaggio, alla cultura e all’esperienza diretta del territorio. Promossa dal Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina insieme con la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina e Fondazione Provinea, la manifestazione punta a consolidarsi come appuntamento di riferimento per la viticoltura di montagna.
Il programma si aprirà sabato 12 settembre alle 10 con esperienze diffuse tra trekking guidati nei vigneti terrazzati, tour in e-bike fra borghi e filari e visite nel centro storico di Sondrio. Dalle 14.30 alle 19.30 i palazzi storici e alcuni dei luoghi più caratteristici della città ospiteranno i banchi delle cantine partecipanti, che presenteranno in anteprima le nuove annate aziendali. La sera, dalle 19, Piazza Garibaldi accoglierà “ViVa Nebbiolo”, momento inaugurale aperto alla città con musica, dj set, cucina locale e calici di Nebbiolo.
Domenica 13 settembre il programma si sposterà nelle Cantine della valle, con iniziative su prenotazione che porteranno il pubblico dentro il lavoro quotidiano della viticoltura valtellinese. In calendario ci sono pranzi all’aperto, picnic tra i vigneti, degustazioni guidate, passeggiate nei filari con i produttori, visite in cantina, percorsi d’arte, show cooking e attività outdoor. Lunedì 14 settembre sarà invece la giornata dedicata agli operatori, con ingresso gratuito su accredito. Dalle 10.30 alle 18.30 le aziende presenteranno ai professionisti le nuove annate ai banchi d’assaggio riservati, insieme con momenti di confronto e networking.
Alla seconda edizione parteciperanno 41 aziende: Agrilu, Alberto Marsetti, Aldo Rainoldi, Alfio Mozzi, Arpepe, Ascesa, Azienda Agricola Andreoli, Balgera, Cà Bianche, Cantina Menegola, Caven Camuna, Contadi Gasparotti, Cooperativa Agricola Triasso e Sassella, Dirupi, Dislivelli, Fratelli Bettini, Francesco Folini, Giorgio Gianatti, La Grazia, La Perla, La Spia, La Trama, Le Strie, Luca Faccinelli, Mamete Prevostini/Convento San Lorenzo, Marcel Zanolari, Marco Ferrari, Marino Lanzini, Nicola Nobili, Nino Negri, Pizzo Coca, Plozza, Radis, Retica Vini, Riter, Rupi del Nebbiolo, Sandro Fay, Tenuta Scerscé, Triacca e Vita Nova.
La manifestazione si inserisce in un territorio unico nel panorama italiano. La Valtellina si sviluppa per oltre 120 chilometri lungo l’Adda, tra il Lago di Como e la Svizzera, e custodisce il più grande comprensorio vitato terrazzato d’Italia: circa 750 ettari di vigneti che salgono fino a 800 metri di altitudine, sorretti da oltre 2.500 chilometri di muretti a secco. Qui la viticoltura è insieme produzione agricola, paesaggio e patrimonio culturale, riconosciuto come Paesaggio Rurale Storico d’Italia e legato anche al riconoscimento Unesco dell’arte di costruzione dei muretti a secco.
Dentro questo quadro il Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, fondato nel 1976, riunisce oggi 57 aziende e circa 350 viticoltori e rappresenta la quasi totalità della produzione della provincia di Sondrio. È l’unico Consorzio italiano a contare due Denominazioni Docg perfettamente coincidenti per territorio e vitigno, “Valtellina Superiore” e “Sforzato di Valtellina”, accanto a “Rosso di Valtellina” Doc e “Alpi Retiche” Igt. Ogni anno da questo sistema arrivano in media 3,2 milioni di bottiglie, per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro.
Il vitigno che definisce l’identità della valle è il Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, che occupa circa il 90% della superficie vitata. In Valtellina trova una delle sue espressioni più riconoscibili grazie all’altitudine, all’esposizione, ai terrazzamenti e a un microclima segnato dalle brezze del fondo valle, dalla vicinanza del Lago di Como e dalle escursioni termiche, soprattutto nella fase che precede la vendemmia. Ne derivano vini giocati su freschezza, finezza, energia e tensione minerale, in un contesto in cui pesa anche la geologia: la matrice dei suoli è lo gneiss, mentre i terreni di riporto presenti sui terrazzi, ricchi di sabbia, ghiaia e ciottoli, spingono la vite a cercare in profondità acqua e nutrimento.
La geografia del vino valtellinese si traduce in quattro Denominazioni con profili distinti. Il “Valtellina Superiore” Docg nasce nelle aree meglio esposte tra Buglio in Monte (Sondrio) e Tirano (Sondrio) ed esprime le cinque sottozone storiche di Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. Lo “Sforzato di Valtellina” Docg, ottenuto da uve Nebbiolo appassite, è il vino simbolo di un sapere tecnico e territoriale che resta centrale nell’immagine della valle. Il “Rosso di Valtellina” Doc offre una lettura più giovane e immediata del Nebbiolo, mentre “Alpi Retiche” Igt raccoglie la parte più sperimentale del territorio, con rossi, bianchi, rosati, frizzanti, passiti, vendemmie tardive e anche Spumante Metodo Classico, compresa la tipologia Rosé.
A rafforzare il lavoro del Consorzio è stata, dal 2003, la nascita di Fondazione Provinea, creata per la salvaguardia del paesaggio terrazzato, la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e la promozione della ricerca storica e scientifica. Sul fronte dell’accoglienza, la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina collega vigne, cantine, ristoranti e strutture ricettive lungo 67 chilometri di itinerario. In una valle che supera i due milioni di presenze turistiche annue, “ViVa, Vini Valtellina” si inserisce così in un percorso più ampio, dove il vino diventa uno strumento per leggere il territorio e non soltanto un ottimo prodotto da degustare.

