“Will you still love me tomorrow?” di Bios Vincent al Riso di Palermo - QdS

“Will you still love me tomorrow?” di Bios Vincent al Riso di Palermo

redazione

“Will you still love me tomorrow?” di Bios Vincent al Riso di Palermo

giovedì 25 Novembre 2021 - 02:00

Si inaugura oggi la mostra che resterà in Sicilia fino al prossimo 31 dicembre: protagonisti duemila cuori di cemento

PALERMO – Si inaugura oggi alle 9.00 al Museo d’arte Contemporanea della Sicilia – Palazzo Riso, di Palermo la mostra “Will you still love me tomorrow?” di Bios Vincent, promossa da VerticaLinea, associazione culturale nata allo scopo di promuovere creativi che orientano la loro attività nel contesto sociale. La mostra è curata da Angelo Crespi.

La performance, presentata per la prima volta a Milano nell’ottobre del 2020, resterà in Sicilia fino al 31 dicembre 2021 dando un forte contributo al dibattito sulla violenza contro le donne, argomento che l’artista ha sempre affrontato con determinazione.

Protagonisti dell’edizione 2021 sono duemila cuori di cemento che riportano, sulle frecce che li trafiggono, i messaggi che il pubblico ha voluto affidare in questi mesi all’artista attraverso la piattaforma www.iamyou.it , esprimendo liberamente emozioni e pensieri sull’amore. Sono tasselli di una lunga narrazione con cui Bios Vincent, disponendo ogni singolo pezzo fisicamente nello spazio, compie un atto di sensibilizzazione e coinvolgimento degli spettatori all’interno di una liturgia in grado di restituire, attraverso tutti i sensi, l’importanza del gesto. Un messaggio che è al contempo un invito alla speranza e alla rinascita contro la violenza perpetuata nei secoli nei confronti delle donne.

La performance, che fa parte del progetto espositivo più ampio e articolato “Love Always Wins” sarà allestito nelle sedi di Palermo – Museo Riso e Cappella dell’Incoronata – e di Terrasini, Museo D’Aumale.

L’installazione di Bios Vincent che nella giornata internazionale contro la violenza nei confronti delle donne, coinvolge la Cappella dell’Incoronazione, il Museo Riso a Palermo e il Museo D’Aumale a Terrasini – evidenzia l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – si muove all’interno della dialettica amore/morte ricordandoci come l’amore vince sempre. L’evento performativo ‘Will you still love me tomorrow?’ con il coinvolgimento diretto dei giovani e dei presenti, riporta l’arte contemporanea alla sua essenza di richiamare ciascuno di noi all’impegno personale, ci interroga sul senso della vita e rappresenta il punto cardine di un progetto che vuole attivare un processo di partecipazione e riflessione. In un momento in cui siamo pervasi da un amore malato che degenera in morte, l’arte richiama alla responsabilità e all’impegno attraverso una forma espressiva in cui l’artista si fa esecutore di un’opera corale realizzata insieme a quanti a lui hanno affidato pensieri e riflessioni. Ancora una volta l’arte ci invita ad essere osservatori e attori della realtà attraverso un monumento contemporaneo di bellezza che vuole esaltare la nostra capacità di trasformare il mondo”.

Nella sede di Palazzo Riso saranno realizzate due installazioni inedite dal titolo “A shot of the heart” (un gong a forma di cuore che il pubblico potrà far risuonare durante la performance) e la scultura in ceramica smaltata “The last supper”.

La Cappella dell’Incoronata ospiterà, invece, il lavoro che dà il titolo a tutta la rassegna: “Love Always Wins”, costituito da una figura angelica che giunge dall’altrove e che, nel suo viaggio fantastico, intercetta detriti del vissuto umano: schegge di emozioni dolorose come colpi di fucile e, allo stesso tempo, gioiose come cuori palpitanti.

Sempre all’interno della Cappella sarà, inoltre, realizzato un nuovo allestimento del progetto “Ma-Donne”: un esercito di 169 Vergini rappresentate come martiri trafitte da chiodi che impongono un momento di riflessione profonda; opera esposta per la prima volta a Como nel 2013 presso la Fondazione Ratti. Nella corte di Palazzo d’Aumale di Terrasini troverà posto, infine, “Fragments of love”, ricerca archeologica che scava fino alle origini dell’Amore: sentimento che molti di noi sembrano aver perso o dimenticato.

“La forza dell’installazione/performance di Bios Vincent sta proprio nella leggera pesantezza, anzi nella pesante leggerezza espressa dai cuori trafitti in cemento che, plasticamente, rappresentano l’estatico e doloroso sentimento dell’amore – sottolinea il curatore Angelo Crespi -. Quell’amore che si esprime talvolta in passioni sconvolgenti e che, se malato, sfocia nella più turpe violenza e nell’odio, che ne è il contrappasso. Amore che è generatore di vita (l’eros che tutto muove), di fratellanza e comunanza (l’agapè di cristiana memoria) e di ascesi quasi divina nell’adesione dell’uomo al Tutto che lo circonda”.

“L’indifferenza uccide più della violenza – sottolinea Luigi Biondo, direttore del Museo Riso – l’abitudine all’ascolto quasi quotidiano delle notizie legate a femminicidi annichilisce la nostra forza di reazione e di riscatto. Troppi atti sconsiderati sono ormai senza voce perché non ‘fanno più notizia’ e non sollevano clamore mediatico. L’arte cura, non lascia cicatrici né ha effetti collaterali, lenisce i dolori del cervello, del cuore e dell’anima. Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, con le sue sedi distribuite sul territorio, non poteva dunque rimanere silente, o peggio ancora estraneo, ad una battaglia per i diritti civili delle donne. Il museo ha creduto nel lavoro di Bios Vincent, alla sua sensibilità, al suo volere donare un segno di speranza, un sorriso a chi non ne possiede più uno”.

Il progetto ha visto impegnato anche il Museo d’arte Contemporanea e Zonta International Palermo Zyz, in un progetto di promozione didattico-educativa che ha coinvolto alcuni studenti sull’uso delle parole e dei linguaggi espressivi dell’arte nella definizione di relazioni sane e simmetriche. Studenti che, questa mattina, collaboreranno con l’artista nella realizzazione della performance.

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