Milano, 19 ott. (askanews) – “Wine List Italia 2026” amplia il proprio progetto editoriale con una nuova curatela, cinque sommelier italiani attivi all’estero e un confronto sul futuro delle professioni di sala. La quarta edizione della guida di MWW Media, presentata nell’ambito della nona “Milano Wine Week”, raccoglie le selezioni di cento professionisti. La giornata è proseguita con il “Grand Tasting Wine List Italia”, durante il quale sono state degustate 800 bottiglie. Per la prima volta la curatela della guida è affidata congiuntamente a Marco Reitano, chef sommelier del ristorante La Pergola di Roma, Ciro Fontanesi, coordinatore della parte beverage di Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e Alberto Tasinato, titolare del ristorante L’Alchimia di Milano. Tre esperienze che riuniscono l’attività di sommellerie nell’alta ristorazione, la formazione e la gestione del servizio.
“Ci sono progetti che crescono aggiungendo pagine, nomi, numeri. E poi ci sono progetti che, crescendo, cambiano prospettiva. Quest’anno il valore di Wine List Italia compie un salto ulteriore, grazie alla visione di tre narratori straordinari del vino. Per Wine List Italia, il 2026 è stato l’anno in cui lo sguardo si è allargato” ha dichiarato Federico Gordini, presidente di MWW Group, spiegando che il progetto accoglie più territori e punti di vista, compresi quelli dei sommelier italiani che lavorano all’estero.
I cento professionisti selezionano le etichette attraverso otto categorie. Le prime tre sono dedicate a bollicine, vini rossi e bianchi; “Vino del territorio” premia la rappresentatività geografica e culturale, mentre “Talento emergente” dà spazio a produttori e progetti distintisi per ricerca e personalità. “Versatilità in abbinamento” considera la capacità di accompagnare preparazioni gastronomiche differenti, “Qualità/prezzo” il rapporto tra valore e posizionamento commerciale. Con “Libera scelta”, infine, ciascun sommelier può indicare un vino particolarmente significativo senza vincoli prestabiliti.
“Il nostro compito non è proporre il vino migliore in assoluto. È trovare quello capace di creare un incontro, perché un grande vino, da solo, non basta: deve trovare il suo momento, la sua persona, il suo spazio” ha spiegato Marco Reitano, sottolineando che la sala è il luogo nel quale il vino diventa esperienza. Per Ciro Fontanesi, “la carta dei vini diventa un prolungamento del sommelier, uno strumento di comunicazione, capace di raccontare la filosofia con cui è stata costruita e le scelte nate dalla ricerca sui territori”. Alberto Tasinato ha invece posto l’accento sull’accoglienza: “Una grande bottiglia può emozionare. Ma quando viene scelta con sensibilità, raccontata con semplicità e servita nel momento giusto, può fare qualcosa di ancora più importante: far sentire qualcuno accolto”.
Un’altra novità dell’edizione 2026 è la partecipazione di cinque professionisti italiani impegnati nella ristorazione internazionale. Grazie anche alla collaborazione con Ice Agenzia, ciascuno ha uno spazio dedicato nella guida. Il gruppo comprende Sara Checchi, responsabile vini e bevande del Rosewood Hong Kong, e Marco De Signoribus, wine director del Giardino Restaurant di Baku, in Azerbaigian. La prima valorizza la preparazione tecnica e la cultura dell’ospitalità italiana, mentre il secondo lavora alla diffusione della conoscenza dei vini italiani presso una clientela con diversi livelli di esperienza. Completano la selezione Vincent Lopresto, restaurant manager del Macakizi di Bodrum, in Turchia, Rudy Almonte, Hotel President presso Bayview by Michel Roth e Danny Khezzar a Ginevra, e Valentina Barbieri, head sommelier di Bacchanalia a Londra. Le loro esperienze offrono uno sguardo sui differenti mercati e sul modo in cui territori, vitigni e produttori italiani vengono presentati alla clientela internazionale.
Il successivo “Grand Tasting Wine List Italia” ha riunito pubblico, operatori, sommelier e Cantine partecipanti attorno alle selezioni della guida. La degustazione ha consentito di confrontare produzioni di territori differenti e di approfondire le scelte dei professionisti, attraverso il contatto diretto con chi costruisce le carte dei vini.

