Milano, 13 mag. (askanews) – Sono otto le startup selezionate per la “Wine Tech Challenge”, il programma di open innovation nato dentro il Verona Agrifood Innovation Hub e costruito sulle richieste di quattro aziende del vino italiano: Mack & Schuhle Italia, Paladin Giovanni Cantine, Pasqua Vini e VasonGroup.
La presentazione si è tenuta ieri, 12 maggio, a Verona. Il progetto è guidato da Eatable Adventures con il sostegno di UniCredit e punta a portare in azienda tecnologie già abbastanza mature da affrontare una validazione industriale. La selezione è partita da 80 candidature internazionali. Alla fine il gruppo scelto ha tenuto insieme sei startup italiane e due estere, una del Lussemburgo e una degli Stati Uniti. Il quadro che ne esce dice già molto delle priorità del settore: da una parte il commercio e l’export, dall’altra la gestione del vigneto, il risparmio idrico, la riduzione degli input chimici e il capitolo, sempre più osservato, dei vini low e no alcol.
Sul versante commerciale sono entrate Prefe, che monitora quotidianamente oltre 8.000 punti vendita per aiutare le aziende a leggere distribuzione e prezzi nella Gdo, Direct From Italy, piattaforma SaaS che automatizza compliance doganale e calcolo delle accise in 46 Paesi per facilitare la vendita diretta all’estero, e Dolia, società lussemburghese che propone un sistema operativo basato sull’intelligenza artificiale per accentrare i processi commerciali, gestire ordini complessi e seguire lo stock in tempo reale. Un secondo gruppo di soluzioni riguarda invece cantina e prodotto. Asteasier – AlgaVitis, spin-off dell’Università di Verona, lavora sulla trasformazione di anidride carbonica e acque reflue di cantina in biomassa microalgale ad alto valore aggiunto attraverso fotobioreattori. Dagli Stati Uniti arriva ALTR, selezionata per una tecnologia brevettata di dealcolazione a nano-membrane che opera a temperatura ambiente e che, nelle intenzioni del progetto, consente di ottenere vini low e no alcol senza comprometterne il profilo aromatico.
Le altre tre startup si muovono più direttamente sul terreno del vigneto. Weed Laser Cleaner sviluppa sistemi laser di precisione integrati nei trattori per il controllo delle infestanti senza erbicidi chimici. BeadRoots propone un idrogel naturale biodegradabile derivato dalle alghe, pensato per trattenere l’acqua nel suolo e affrontare meglio le fasi di siccità. PlantVoice ha messo a punto biosensori IoT inseriti nel fusto della vite per analizzare la linfa in tempo reale e intercettare prima che si manifestino all’esterno stress idrici o malattie. “La Wine Tech Challenge ci permette di tradurre rapidamente idee ad alto potenziale in progetti industriali concreti” ha dichiarato Alberto Barbari, Regional VP Italy di Eatable Adventures, spiegando che “attraverso l’open innovation rispondiamo a sfide specifiche identificate dalle aziende partner, accelerando l’evoluzione del settore verso un futuro più competitivo e portando il know-how italiano sui mercati mondiali”.
Ora per le startup si apre la fase più delicata, quella della prova sul campo. Le tecnologie selezionate verranno testate assieme alle aziende partner in contesti operativi reali, passaggio decisivo per capire quali strumenti possano essere integrati stabilmente nella filiera. Le quattro imprese coinvolte rappresentano profili differenti del comparto. Mack & Schuhle Italia opera nella produzione e distribuzione di vini Made in Italy e presidia l’intera filiera con stabilimenti in Puglia e Friuli-Venezia Giulia. Paladin Giovanni Cantine, azienda familiare veneta, produce vini Docg, Doc e Igt tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia con una marcata vocazione internazionale. Pasqua Vini, fondata nel 1925, è una delle realtà storiche di Verona. VasonGroup, attivo dal 1966, lavora invece sul fronte delle tecnologie, delle biotecnologie e degli impianti per l’industria del vino e del beverage.
La “Wine Tech Challenge” rientra nelle attività del Verona Agrifood Innovation Hub, l’ecosistema promosso da Fondazione Cariverona insieme con UniCredit, Eatable Adventures, Comune di Verona, Università degli Studi di Verona, Confindustria Verona, Veronafiere, Mulino Padano, VasonGroup, Università di Padova e Zeep! Agency.

