Alla fine, dopo il clamore di questi giorni, Wired Italia chiude sul serio, e ad annunciarlo è stata proprio la redazione del CEO Nast Roger Lynch, che già lo scorso 16 aprile aveva parlato di uno stato di blocco della pubblicazione.
“Oggi Wired Italia chiude. E questo messaggio è per te. No, non ci conosciamo. Perché tu arrivi sulla scena quando noi siamo andati via. Noi abbiamo finito il trasloco, chiuso gli scatoloni, spento la luce, chiusa la porta a doppia mandata. Poi arrivi tu. Chissà dopo quando. Apri la porta. Accendi la luce. Spalanchi le finestre. E ti domandi cosa fosse questo posto, prima” – spiega la redazione della rivista di tecnologia, innovazione, cultura digitale, nata nel 2009.
Wired Italia chiude, la redazione che curava la rivista annuncia la chiusura
“Comprenderai che, avendo spento i motori il 30 giugno 2026, ci rimangono tante domande su cosa si sarebbe svelato dopo l’ennesima curva. Chissà se nel tempo in cui ci stai leggendo i robot sono diventati compagni quotidiani di vita e colleghi di lavoro. Chissà se il paesaggio fuori dalla finestra è tornato a colorarsi di un sano azzurro e di un verde brillante – prosegue la lettera a cura della redazione di Wired Italia – e siamo riusciti a impedire le peggiori catastrofi climatiche”.
E ancora, spiega la testata, ormai dunque chiusa fino a data da destinarsi. “Chissà se abbiamo messo radici sulla Luna. E se siamo riusciti a far passare il messaggio che non è vero che chi non ha nulla da nascondere non deve aver paura di essere controllato in ogni momento. Chissà se stiamo usando l’AI per il bene comune? E se siamo tornati a riporre la giusta fiducia nella scienza e nei suoi progressi? Dove viaggiamo, cosa mangiamo, in quali casi abitiamo”.
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