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Wwf: Quest’anno il Plastic Overshoot Day 2026 arriva il 6 settembre

Wwf: Quest’anno il Plastic Overshoot Day 2026 arriva il 6 settembre

Plastica prodotta supera capacità pianeta di gestirla in sicurezza

Roma, 4 set. (askanews) – Il 6 settembre segna a livello globale il Plastic Overshoot Day, la data in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla e trattarla in modo sicuro, determinando un accumulo di plastica destinata a disperdersi nell’ambiente. Nell’anno del suo sessantesimo anniversario, il WWF Italia, da sempre impegnato a proteggere la natura e ridurre le principali pressioni sugli ecosistemi, ricorda che il Plastic Overshoot Day rappresenta una problematica che non può essere affrontata da un solo attore, ma richiede una responsabilità condivisa e un’azione collettiva, e lancia il paper “Plastica, una rivoluzione da arginare”.

Dal 2021 a oggi, si legge in una nota, la data del Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostata di alcuni giorni verso la fine dell’anno, indicando un lieve miglioramento nella capacità di gestione dei rifiuti di plastica. Tuttavia, questo progresso è vanificato dall’aumento della produzione di plastica e, di conseguenza, dei rifiuti generati: negli ultimi 5 anni, la quantità di rifiuti di plastica gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate. Senza interventi che agiscano anche a monte della filiera, riducendo la produzione e il consumo, il volume di plastica che rischia di essere disperso nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.

Secondo l’elaborazione annuale di EA – Earth Action, nel 2026 circa un terzo (31,6%) della plastica prodotta e consumata nel mondo verrà gestito in modo improprio. Ciò significa che circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici andranno a contaminare suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera. La crisi interessa ormai tutto il Pianeta ma non è uniforme. Dodici Paesi, con i Cina, Russia, India, Brasile e Messico ai primi posti, sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale. Allo stesso tempo, secondo EA circa due terzi della popolazione mondiale vive già in territori dove la quantità di rifiuti prodotti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza.

L’Italia si colloca in una posizione intermedia nel confronto internazionale: il Plastic Overshoot Day nazionale cade il 5 novembre, meglio della media mondiale, ma ancora lontano dalle migliori performance europee, come quelle di Svizzera, Francia e Spagna. Con circa 61 kg di rifiuti plastici prodotti pro capite ogni anno, l’Italia, come molti altri Paesi europei, rientra nella categoria degli “Overloaders”, ovvero dei Paesi che generano elevati volumi di rifiuti plastici. Per ridurre la quantità di plastica che sfugge a una gestione sicura, è necessario rafforzare politiche e pratiche di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, promuovendo al tempo stesso il riutilizzo e il riciclo effettivo dei materiali.

L’inquinamento da plastica non rappresenta soltanto una minaccia per gli ecosistemi, ma solleva crescenti preoccupazioni anche per la salute umana. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha documentato la presenza di micro e nanoplastiche in numerosi organi e tessuti umani, tra cui cervello, placenta, sistema cardiovascolare e apparato riproduttivo. Sebbene gli effetti a lungo termine sull’organismo siano ancora oggetto di studio, cresce l’attenzione scientifica anche per le migliaia di sostanze chimiche utilizzate nella produzione e trasformazione della plastica, molte delle quali possono avere effetti nocivi sulla salute.

Un esempio dell’attenzione crescente verso questi rischi è rappresentato dai PFAS, sostanze per- e polifluoroalchiliche utilizzate in numerosi prodotti e applicazioni industriali. Dal 12 agosto 2026, è in vigore il divieto di immettere sul mercato dell’Ue imballaggi alimentari contenenti PFAS al di sopra dei nuovi limiti di sicurezza stabiliti dal Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, PPWR.

Per il WWF, il Plastic Overshoot Day non rappresenta un’emergenza isolata, ma un ulteriore segnale della crescente pressione esercitata dalle attività umane sui sistemi naturali, che in molti casi supera la capacità del Pianeta di assorbire gli impatti e rigenerare le risorse, una dinamica che trova un parallelo anche nell’Earth Overshoot Day.

“Invertire questa tendenza richiede un cambiamento profondo nelle strategie e nei modelli produttivi. È necessario ridurre la produzione di plastica vergine, eliminare progressivamente le sostanze chimiche più pericolose, progettare prodotti per essere riutilizzati e realmente riciclati e rafforzare la responsabilità dei produttori lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti”, dichiara Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert del WWF Italia.

Un ruolo decisivo spetta alle città dove si concentrano popolazione, consumi e produzione di rifiuti e dove sistemi di gestione inadeguati possono aumentare il rischio di dispersione della plastica nell’ambiente. Investire in prevenzione, riuso, raccolta differenziata di qualità, infrastrutture adeguate e sistemi di gestione efficaci ed efficienti significa ridurre l’inquinamento alla fonte e impedire che i rifiuti raggiungano fiumi, laghi e mari.

In questo contesto, il WWF rinnova l’appello ai governi affinché riprendano il percorso negoziale verso un Trattato globale sulla plastica ambizioso e giuridicamente vincolante, capace di affrontare l’intero ciclo di vita della plastica e di incidere sulle cause strutturali dell’inquinamento.