Pian piano emerge la vera natura della figura di Volodymyr Zelensky, cioé quella di un ex attore comico che per sua fortuna (non per quella degli ucraini) è diventato presidente dell’Ucraina. Pian piano viene fuori la verità e cioé che egli, in questo disgraziato quadriennio di guerra, si è comportato più da dittatore che da padre nobile, perché ha speculativamente portato avanti una situazione che, ripetiamo per l’ennesima volta, obiettivamente poteva e doveva essere chiusa con l’accordo del 29 marzo 2022 a Istanbul, cioé qualche settimana dopo la proditoria invasione dell’esercito russo nel territorio ucraino.
Corruzione, sospensione dei diritti democratici e guerra senza sbocchi
Continuano a emergere fatti negativi non ancora provati e cioè corruzione diffusa, tangenti sulle forniture, soprattutto quelle di armi e altri elementi che si manifestano come malattie in un Paese ove non esiste la democrazia da lungo tempo.
Al riguardo dobbiamo ricordare che non appena scoppiò la guerra, Zelensky si premurò di sospendere i diritti democratici, espellendo contestualmente da quel parlamento decine e decine di deputati dell’opposizione.
Egli è stato lo strumento degli industriali delle armi statunitensi, che attraverso il debole (si fa per dire) presidente dell’epoca, Joe Biden, lo indussero ad affrontare una guerra il cui esito era già scontato, ma che, proditoriamente, fu dichiarata con un esito vincente per l’Ucraina.
Cosicché, fino all’elezione di Donald Trump (5 novembre 2024) Zelensky è stato “rifocillato” con dollari e armi, che ha utilizzato per una resistenza priva di sbocchi.
L’Unione europea e le sanzioni alla Russia: una mossa che si è ritorta contro i Ventisette
In questo quadro, con lo stesso comportamento irresponsabile, è entrata l’Unione europea, la quale ha avuto molteplici manifestazioni di affetto da parte di quasi tutti i Capi di Stato dei Ventisette nei confronti dello stesso Zelensky, quasi fosse un parente.
Gli imprevidenti Capi di Stato dell’Ue hanno anche loro finanziato questa inutile guerra e in più hanno applicato le sanzioni alla Russia, come quella della cessazione della fornitura di gas, che si è ritorta contro i ventisette Stati e i popoli europei: non certo una mossa vincente.
Sentiamo subito qualcuno che ci accusa di essere putiniani. Niente di più falso; siamo semplicemente realisti. Abbiamo scritto decine di volte come l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin sia stata un’azione totalmente condannabile e senza alcuna attenuante.
Tuttavia, non è possibile nascondere la verità e cioè che i territori conquistati dall’esercito russo hanno maggioranze di popolazioni russe, che praticano la religione ortodossa russa, che parlano russo e che, in buona sostanza, vedono favorevolmente il loro passaggio a quel Paese. Se Putin avesse tentato di ottenere lo stesso risultato con la diplomazia non ci sarebbe riuscito. Ovviamente, lo ripetiamo ancora una volta, questo non giustifica mai l’uso delle armi.
Da “pace giusta” a “pace dignitosa”: il cambio di rotta di Zelensky dopo lo stop di Trump
Ma tant’è, la frittata è stata fatta e ora è il momento di spazzarla via. Una volta che Trump non ha più finanziato Zelensky, chiudendogli il rubinetto di dollari e armi, quest’ultimo si è convinto che con il solo aiuto dell’Unione non può reggere a lungo l’urto sempre più massiccio dell’esercito russo; per cui è passato dalla “Pace giusta” alla “Pace dignitosa”.
Subito dopo la chiusura di tale Pace, definita, ripetiamo, “dignitosa”, cioè possibile, dovrà indire le elezioni e immaginiamo che sarà cacciato dagli elettori, i quali si stanno rendendo conto della superficialità e incapacità di quell’Attore, che pensava di essere nella realtà come in “Truman Show”, ma in effetti stava conducendo il suo popolo verso il disastro.
Gli ottantaquattro miliardi di debiti e la chimera dell’ingresso nell’Ue
Tale disastro si può condensare negli ottantaquattro miliardi di debiti che l’Ue gli ha coperto con il prestito (cioè regalo) di novanta miliardi, prestito che verosimilmente non verrà mai restituito perché l’Ucraina è ormai in uno stato di povertà.
E poi c’è la boutade dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue: impossibile. Tutti i trattati dell’Unione non consentono tale ingresso perché pongono condizioni socio-economiche, istituzionali e altre, tassative, da cui l’Ucraina è lontana almeno cinquant’anni.
Basta con le menzogne. I media se ne facciano una ragione!

