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La famiglia cacciata dallo Zen 2, alloggio presidiato: “Stanchi di vedere Palermo girarsi dall’altro lato”

La famiglia cacciata dallo Zen 2, alloggio presidiato: “Stanchi di vedere Palermo girarsi dall’altro lato”

La violenza e il terrore davanti agli occhi di bambini innocenti, felici di essere nella nuova casa, è intollerabile. Un biscotto mangiato a metà, un peluche lasciato a terra e la fuga da quel luogo che per una famiglia di origine romena doveva rappresentare un nuovo inizio allo Zen 2 di Palermo. E invece non è stato così: sono passate le 20.30 di giovedì sera quando nell’abitazione inizia ad andare via la luce, pochi istanti dopo vengono rotti i vetri di una veranda da dove due uomini entrano in casa cominciando ad urlare contro la famiglia: “Ve ne dovete andare da qui”, il padre viene spinto e minacciato. I bambini sono terrorizzati ed a quel punto i genitori decidono di scappare impauriti.

Ferrandelli insieme a quattro amici presidia l’appartamento

L’assessore all’Emergenza Abitativa Fabrizio Ferrandelli, però, non ha voluto cedere alla prepotenza di chi vorrebbe gestire illegalmente gli affitti delle case popolari e da ieri sera ha occupato l’abitazione insieme a tre amici: la giornalista Stefania Petyx, il direttore del dipartimento di Scienze Politiche Costantino Visconti, il professore di Scienze psicologiche Gioacchino Lavanco dell’Università di Palermo. Un’azione che non è stata presa bene da chi ha costretto la famiglia assegnataria a fuggire via, infatti nella notte si sono registrate delle interruzioni di luce anomale.

Noi del QdS.it li abbiamo incontrati e nel loro volto c’è la voglia di cambiare questa situazione di illegalità con fatti concreti. “Non arretriamo di un passo, non la daremo vinta a loro – dicono -. Siamo pronti ad organizzare le staffette per presidiare l’appartamento”. Sabato e domenica notte ci saranno altre persone che si sono offerte di dormire lì e presidiare l’appartamento.

“Stanchi di vedere Palermo voltarsi dall’altra parte quando si parla di Zen”

Il messaggio che l’assessore Ferrandelli ed i suoi amici vogliono lanciare con questa azione è chiaro: “Siamo stanchi di vedere Palermo girarsi dall’altro lato – ha sottolineato il professore di Scienze psicologiche Gioacchino Lavanco -. Non possiamo più permetterci di pensare che la debbano risolvere da soli. Qui c’è tanta gente che vuole emergere, che lotta e non può essere abbandonata dalla città. Non ci si può più girare dall’altra parte”. A testimone di ciò c’è l’appoggio ricevuto dai quattro da parte di alcuni residenti del quartiere per una battaglia che si può vincere solo facendo squadra.

L’assalto nella casa popolare: IL VIDEO dallo Zen 2

Famiglia assegnataria aggredita allo Zen, Lagalla: “Palermo sa fare rete nei momenti delicati”

Su quanto sta accadendo in queste ore allo Zen 2 è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla: “È importante sottolineare oggi, ancora una volta, il senso di responsabilità e la determinazione dimostrati dall’amministrazione comunale sul fronte dell’emergenza abitativa. L’assessore Ferrandelli ha scelto di presidiare personalmente l’immobile per impedirne l’occupazione. La sua presenza, insieme a quella di rappresentanti della società civile e del mondo accademico, testimonia un coinvolgimento autentico e corale della nostra comunità”.

“Il fatto che accanto alle istituzioni vi fossero anche docenti universitari, professionisti e volontari è un segnale importante: Palermo – continua Lagalla – sa fare rete nei momenti delicati, unendo istituzioni e cittadinanza attiva nella difesa della legalità e dei diritti. Questo gesto non è soltanto simbolico, ma rappresenta l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che non intende voltarsi dall’altra parte di fronte a situazioni complesse. Siamo e saremo presenti, con fermezza e responsabilità”.

Una storia bella dietro il passato della casa dello Zen 2

L’abitazione in questo momento presidiata dall’assessore Ferrandelli ed altri amici ha una bella storia alle spalle, infatti era stata riconsegnata al Comune di Palermo da una famiglia di un’anziana che viveva lì. “Si tratta di un segnale fondamentale: esiste una parte significativa della cittadinanza che collabora con le istituzioni e riconosce il valore della legalità e del rispetto delle regole – ha sottolineato Lagalla -. Questo è un patrimonio civico che va riconosciuto e rafforzato”

Nelle prossime ore Lagalla potrebbe recarsi a trovare l’assessore Ferrandelli e gli amici che insieme a lui stanno presiedendo l’alloggio: “Sto seguendo costantemente la vicenda insieme all’assessore Ferrandelli e all’assessore al Patrimonio Alaimo. In queste ore ho sentito il questore e il comandante della polizia municipale per garantire la prosecuzione di un’attività di presidio anche nelle prossime ore, che saranno strategiche per assicurare stabilità e sicurezza. Rivolgo un sentito ringraziamento alla Polizia, all’Arma dei carabinieri e ai vigili per il sostegno e la collaborazione assicurati in questa operazione. La difesa della legalità e la tutela delle famiglie assegnatarie sono e resteranno una priorità assoluta per questa amministrazione”.

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