Zona industriale allagata, Dusty: "Insostenibile" - QdS

Zona industriale allagata, Dusty: “Insostenibile”

Dario Raffaele

Zona industriale allagata, Dusty: “Insostenibile”

lunedì 21 Dicembre 2020 - 16:59
Zona industriale allagata, Dusty: “Insostenibile”

Il problema reale - spiega l'amministratore Rossella Pezzino - non è l'eccessiva pioggia, ma l'annoso disinteresse delle istituzioni preposte a garantire l'accesso in sicurezza degli operatori alla propria sede di lavoro in caso di condizioni meteo avverse.

“Il weekend appena trascorso, caratterizzato da maltempo e diluvi, ha portato con sé anche una nuova pioggia di esasperazione alla Zona industriale di Catania“. Lo afferma l’amministratore di Dusty, Rossella Pezzino de Geronimo, lanciando “un nuovo segnale d’allarme sugli allagamenti presenti nell’area che impediscono l’accesso alle aziende”.

“Il problema reale – spiega – non è l’eccessiva pioggia, ma l’annoso disinteresse delle istituzioni preposte a garantire l’accesso in sicurezza degli operatori alla propria sede di lavoro in caso di condizioni meteo avverse. Già da settimane, dai primi temporali della stagione, la via Alfredo Agosta è allagata ed impraticabile. Una strada che ospita numerose realtà imprenditoriali, a cui fanno capo centinaia di lavoratori. Eppure, l’unico intervento effettuato dalle amministrazioni responsabili è stata la chiusura della via con le transenne, come avviene ogni volta dopo un acquazzone. È forse una messa in sicurezza? O un invito a chiudere le fabbriche e tornare a lavorare in primavera?”.

Strada dissestata in seguito alla pioggia (zona industriale di Catania)

L’amministratore di Dusty parla di “silenzio assordante da parte degli enti pubblici responsabili della gestione dell’area”. “Oltre le transenne – aggiunge tutto rimane fermo per settimane, in attesa che il lago d’acqua piovana lungo un chilometro si asciughi naturalmente – continua l’amministratore Dusty. Nel frattempo, le nostre aziende non ricevono i corrieri postali, non sono raggiungibili né con le jeep né a piedi, e i lavoratori sono costretti a usare accessi secondari tra mille disagi, o a parcheggiare lontano le macchine e proseguire a piedi lungo gli argini del fossato”. “Uno scenario insostenibile, una situazione letteralmente stagnante che – conclude Rossella Pezzino de Geronimo – non può e non deve continuare, perché compromette il diritto e il dovere di fare impresa in sicurezza all’interno di un territorio vocato allo sviluppo economico”.

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