Palermo – E’ stato dimostrato recentemente, l’export in Sicilia è uno dei capisaldi di un mercato che, complice la crisi, stenta decollare. I prodotti siciliani, specialmente gli agro alimentari, costituiscono un bene che il resto dell’Europa apprezza e sceglie di voler far proprio, ma non è da nascondere la difficoltà che la stessa Regione Siciliana ha nel garantire questa fetta di mercato per via delle proprie contraddizioni interne unite ai problemi nazionali. L’amministrazione frena l’export, o per lo meno lo spinge solo verso particolari tipo di latitudini. Ucraina, Emirati Arabi, Cina, Germania, India sono tutti Stati che costituiscono un mercato nuovo e florido, ma varrebbe la pena non frenare l’espansione siciliana in zone che per tradizione costituiscono un grande bacino di sbocco del marcato: l’Africa subsahariana. Vicina come nessun altro Paese alla nostra Isola, eppure così lontana, snobbata da imprenditori locali e governo regionale, che poco o niente fa per sfruttarne le potenzialità legate alla prossimità territoriale. (continua)

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Mentre la Regione ha bloccato ogni progetto di espansione dall’agosto 2012, Confindustria preme per nuove sinergie. Crollo del 41,9% dell’export verso la Tunisia. Anche Algeria, Libia ed Egitto dimenticate
