Si fa sempre più chiaro il quadro delle due sparatorie che in poche ore si sono verificate a Palermo riaccendendo l’allarme sicurezza in città. La prima in via don Minzoni e poi in via Montalbo dove è stato ferito Daniele D’Ignoti 37 anni: per quest’ultimo episodio sono finiti in carcere per tentato omicidio con l’aggravante dell’associazione mafiosa, Giovanni Gioè, 20 anni, Rosario Sposito, 28 anni e Salvatore Gioè. Il gip ha convalidato gli arresti, non ha riconosciuto sussistente il pericolo di fuga, ma ha deciso per entrambi la custodia cautelare in carcere.
La prima sparatoria nella notte in via Don Minzoni
I primi colpi di arma da fuoco si sono registrati alle 2 di notte del 30 aprile in via don Minzoni, nella zona della Fiera del Mediterraneo. Un uomo, con il volto coperto, scende da un’auto bianca e apre il fuoco contro una Fiat 595 Abarth nera, parcheggiata davanti a un edificio al civico 2. Circa venti colpi crivellano la carrozzeria e i vetri del veicolo, intestato a una giovane, e raggiungono anche la vetrata dell’abitazione collegata al nucleo familiare Gioè-Sposito.
I proiettili sono partiti da un kalashnikov. La polizia giunge sul posto trovando diverse persone, alcune delle quali però si allontanano velocemente. La proprietaria dell’auto racconta di essersi svegliata per il rumore degli spari e sostiene che le telecamere condominiali non funzionino. In realtà i poliziotti accertano che le videocamere sono attive e registrano tutto.
Dalle immagini emerge un dettaglio chiave: pochi minuti prima dell’attacco, nel cortile ci sono Rosario Sposito, la compagna C.G. e altri soggetti. Sposito si allontana e rientra poco prima dell’arrivo dell’auto da cui partono i colpi. Subito dopo la sparatoria arriva anche Giovanni Gioè, visibilmente agitato.
Le foto delle sparatorie
L’agguato in via Montalbo, la possibile vendetta
Alle 19 dello stesso giorno scatta il secondo episodio. un pregiudicato di 37enne viene ferito alla gamba dopo essere fuggito all’attacco di due persone. L’uomo si presenta in ospedale per farsi curare, fortunatamente il proiettile è entrato ed uscito. Nella sparatoria viene colpita per sbaglio anche un’anziana, M.M.
Le telecamere di videosorveglianza riprendono la scena: in due scendono da altrettanti scooter e inseguono D’Ignoti che riesce a scappare svoltando in via Venanzio Marvuglia. Su uno degli scooter ci sono proprio Rosario Sposito alla guida e Giovanni Gioè come passeggero. Il riconoscimento arriva dal confronto tra le immagini del pomeriggio e quelle della notte precedente: stessi volti, stessi tratti, stessi movimenti.
Gli arresti e la pista della droga
Dopo l’agguato scatta la caccia agli autori. Giovanni Gioè si presenta spontaneamente in questura poco dopo mezzanotte, accompagnato dal suo avvocato. Rosario Sposito viene rintracciato qualche ora dopo: quando vede gli agenti, alza le mani.
Alla base delle sparatorie ci sarebbero contrasti e debiti nel traffico di droga, maturati all’interno di gruppi criminali radicati nella zona Fiera-Acquasanta.
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