Migranti 2021, sbarcati in 42 mila, emergenza nascosta dal Covid - QdS

Migranti 2021, sbarcati in 42 mila, emergenza nascosta dal Covid

Paola Giordano

Migranti 2021, sbarcati in 42 mila, emergenza nascosta dal Covid

martedì 05 Ottobre 2021 - 03:15

Già raddoppiati i dati rispetto al 2020. Nel mese di agosto il picco degli arrivi, con oltre diecimila persone giunte dall’Africa. Il sindaco di Lampedusa chiama l'Ue, latitante, e accusa Salvini

Quella degli sbarchi resta un’emergenza che pare non avere soluzioni. O per la quale una soluzione non si vuole trovare.

L’ultimo grosso sbarco risale ad appena una decina di giorni fa: 686 migranti, trasportati da un peschereccio di 15 metri partito dalla Libia, sono approdati a Lampedusa nella notte del 27 settembre e sono stati portati all’hotspot dell’isola, dove si sono ritrovate 1.091 persone a fronte dei 250 posti disponibili. Le piccole imbarcazioni, invece, continuano ad arrivare a decine, giornalmente, senza sosta.

Secondo gli ultimi dati resi noti dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, dal 1° gennaio al 15 settembre di quest’anno i migranti sbarcati sulle coste nazionali sono stati oltre 42 mila: 42.186 per la precisione. Il doppio rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (21.073) e sette volte di più a confronto con il 2019 (6.236).

Il numero dei migranti approdati in Italia – e in Sicilia in particolar modo – cresce quindi in modo esponenziale, ma la questione nell’ultimo anno sembra scomparsa tanto dall’agenda politica quanto dalle pagine dei giornali, dai telegiornali, dai siti di informazione online, surclassata dagli ormai onnipresenti temi del Covid e dei vaccini.

Eppure i numeri raccontano un’altra storia: il fenomeno non è in diminuzione, anzi è in costante aumento e ad agosto ha raggiunto il picco, superando la soglia delle 10 mila persone sbarcate. Nello stesso mese dell’anno precedente erano state la metà e due anni prima erano state poco più di un decimo.

Sulla base delle cifre registrate dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, al 15 settembre, in Italia sono presenti quasi 80 mila immigrati, accolti tra hot spot (quattro attualmente, allestiti solo in due regioni, Sicilia e Puglia, con quest’ultima che alla data del rilevamento del Dipartimento non ha nessun immigrato nel suo hot spot di Taranto), centri di prima accoglienza e centri Sai (Sistema di accoglienza e integrazione).

A livello regionale svetta la Lombardia con 10.081 immigrati (il 13 per cento del totale), seguita dall’Emilia Romagna con 8.107 immigrati (10 per cento). Alla Sicilia – con la metà degli abitanti della Lombardia – spetta la medaglia di bronzo con 7.401 immigrati (9 per cento) ripartiti come segue: 891 negli hot spot, 2.542 nei centri di prima accoglienza e 3.968 nei centri Sai.

Di fronte a questi numeri viene spontaneo chiedersi se la linea dura dei “porti chiusi” e dell’“aiutiamoli a casa loro” portata avanti dal leader della Lega Matteo Salvini prima, durante e dopo l’incarico di ministro dell’Interno nel primo Governo Conte, non abbia contribuito a limitare gli arrivi. Ma questa è una tesi che il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, sentito in esclusiva dal QdS, respinge con fermezza perché “le cose che lui (Salvini, nda) diceva sui mass media non corrispondevano alla verità: parlava di porti chiusi e i porti erano aperti, parlava di rimpatri e non ha rimpatriato nessuno”.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Salvatore Totò Martello

Martello, sindaco di Lampedusa: “L’Ue prenda coscienza del tema. Da Salvini solo polemiche, senza soluzioni concrete al problema”

“Ponte” tra le coste nordafricane e il Sud d’Europa, Lampedusa è da anni, proprio per la sua strategica posizione geografica, una delle principali mete delle rotte dei migranti africani nel Mediterraneo. Abbiamo interpellato il primo cittadino, Totò Martello, per capire come l’isola stia affrontando e gestento quella che ormai è diventata un’emergenza cronica.

Sindaco Martello, partiamo dai numeri. I migranti sbarcati quest’anno sono raddoppiati rispetto al 2020. Può tracciarci un quadro dell’attuale situazione?
“Il problema è sempre lo stesso, nel senso che non cambia ormai dall’inizio dell’anno: ogni qualvolta c’è bel tempo, arrivano migranti. L’altro giorno c’è stato una specie di shock nel vedere arrivare un’unica imbarcazione che portava all’incirca settecento persone. Parlo di shock relativamente al quantitativo di persone trasportate in un’unica soluzione, anche perché nell’arco di un giorno, avendo 20-25 sbarchi di barchette piccole, riusciamo ad avere seicento-settecento persone in totale, quindi non cambia nulla dal punto di vista della quantità. Venerdì scorso c’è stato uno sbarco di tredici persone con una pecora al seguito”.

Qual è l’iter che viene seguito non appena i migranti arrivano sull’isola?
“Il sistema che abbiamo è un sistema sicuro, perché le persone che arrivano vengono portate all’interno del centro, vengono sottoposte a tampone e riconosciute. Da due settimane a questa parte facciamo loro anche i vaccini e poi vengono trasferite sulle navi quarantena, all’interno delle quali osservano i dieci giorni di isolamento: se sono negativi vengono sbarcati, se sono positivi continuano a restare sulle navi”.

Ha trovato nel Governo Draghi un interlocutore attento al problema?
“Abbiamo collegamenti diretti e quotidiani con il ministero dell’Interno, però quello che stiamo affrontando attualmente in Italia è solo il fenomeno dell’accoglienza. Per quanto riguarda invece il problema delle migrazioni questo non viene affrontato né dall’Italia e neanche dall’Europa. Ancora oggi si fa una distinzione fra rifugiati e migranti economici: l’Europa si interessa dei primi e non si interessa dei secondi quindi fondamentalmente il problema resta uguale identico a come era prima”.

Lei ha più volte criticato l’atteggiamento dell’Ue su questo tema. Cosa si aspetta dall’Europa per cercare di risolvere questa emergenza diventata ormai cronica?
“Continuo a criticare l’atteggiamento dell’Europa sul tema. Mi aspetto che si prenda coscienza che il fenomeno delle migrazioni è un problema che riguarda l’intera Europa e l’intero continente europeo: devono prendere atto che il movimento delle persone non riuscirà a fermarlo nessuno, neanche i populisti che stanno nascendo o che sono nati in Europa”.

Una domanda provocatoria: alla luce dei dati che registrano un raddoppiamento dei migranti sbarcati dal 2020 al 2021 e addirittura un aumento di sette volte rispetto al 2019, aveva ragione Salvini?
“No, non aveva ragione per un semplice motivo: perché le cose che lui diceva sui mass media non corrispondevano alla verità, nel senso che parlava di porti chiusi e i porti erano aperti, parlava di rimpatri e non ha rimpatriato nessuno. Ancora oggi continua a fare polemica sul fenomeno dei migranti senza avere mai il coraggio di presentare un disegno di legge concreto in Parlamento e non all’opinione pubblica”.

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