L'esperienza del Teatro scolastico per imparare attraverso i sensi - QdS

L’esperienza del Teatro scolastico per imparare attraverso i sensi

Redazione in collaborazione con Istituto De Felice-Olivetti

L’esperienza del Teatro scolastico per imparare attraverso i sensi

L’esperienza del Teatro scolastico per imparare attraverso i sensi

Una grande palestra di sentimenti e reazioni

L’istruzione e la formazione diventano permanenti quando a scuola si rompono gli schemi e i processi d’apprendimento coinvolgono lo studente in un’esperienza empirica, dove la cultura passa attraverso i sensi.
È questo il fine dei laboratori teatrali a scuola, coinvolgere lo studente, attirarne e catturarne la sua attenzione a 360 gradi per vivere l’esperienza della conoscenza tramite una full immersion. La letteratura, la poesia, le canzoni lasciano la carta stampata e diventano parole, interpretazione, gioco e magia. Gli studenti non sono più solo alunni, ma protagonisti assoluti e provano il piacere della lettura, ma soprattutto dell’interpretazione.
Il teatro, è risaputo, ha un potere catartico, è l’occasione per fuggire dalla realtà quotidiana e vivere sentimenti che esulano dalla vita di ogni giorno. È una palestra di sentimenti e reazioni, è un magico gioco che ti permette di sperimentare le tue reazioni alle ipotetiche situazioni di vita che prima o poi si presenteranno durante il tuo cammino.
Dal punto di vista didattico, è l’occasione per creare competenze di comprensione e rielaborazione, è l’occasione per superare le proprie paure e le proprie ansie e per creare un processo di inclusione rapido, non raggiungibile altrimenti in un intero anno scolastico.
Occasione di potenziamento per chi già possiede delle buone capacità, occasione di recupero per chi ha bisogno di corroborarle, il teatro scolastico motiva il desiderio d’apprendere e realizza un approccio diverso tra docente e discente, facilitando le relazioni comunicative.
Quando poi i laboratori teatrali si svolgono in lingua straniera, è anche un’occasione per migliorare le competenze linguistiche della L2 o L3 che sia.
Un’esperienza unica che vale la pena “portare in scena”.

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