Iniziative concrete per difendere il personale sanitario dalle violenze - QdS

Iniziative concrete per difendere il personale sanitario dalle violenze

Redazione in collaborazione con Cimo

Iniziative concrete per difendere il personale sanitario dalle violenze

venerdì 11 Maggio 2018 - 01:00
Iniziative concrete per difendere il personale sanitario dalle violenze

Cimo al lavoro su una piattaforma informatica con la quale si potranno segnalare le aggressioni 

PALERMO – Il Coordinamento dell’emergenza urgenza Cimo, rilancia l’urgenza di ottenere il riconoscimento di un’area omogenea del settore dell’Emergenza su tutto il territorio nazionale ed un ruolo unico per i medici che lavorano in queste Unità operative. Si sottolinea inoltre la necessità di dover garantire luoghi di lavoro sicuri e di gestire il rischio migliorando la qualità della risposta sanitaria nell’emergenza-urgenza, consentendo una maggior appropriatezza dei servizi. In questo ambito, la prevenzione e la gestione del rischio da aggressioni devono essere in cima alle priorità dei decisori amministrativi e politici.
L’impegno del coordinamento dell’emergenza-urgenza di Cimo è quello di intraprendere tutte le iniziative necessarie per la tutela ed il miglioramento della protezione del personale sanitario, sottoposto a crescente stress correlato a tali atti violenti, aumentando i mezzi di prevenzione.
In tal senso va la decisione del Coordinamento di creare una piattaforma informatica con specifica applicazione scaricabile gratuitamente con la quale si potrà segnalare qualsiasi forma di violenza subita da parte del personale sanitario al fine di poter quantificare la problematica creando una banca dati nazionale. Appena pronta, l’applicazione verrà “sponsorizzata” ai medici attraverso i vari coordinatori regionali in tutta Italia.
Il coordinamento ha inoltre ribadito la necessità di:
1. Incrementare le dotazioni organi che del personale nelle aree di crisi


2. Potenziare gli impianti di video sorveglianza rendendoli tecnologicamente avanzati


3. Rafforzare il servizio di vigilanza privata


4. Inasprire sanzioni amministrative


5. Formare il personale sanitario al riconoscimento e controllo di comportamenti aggressivi e ostili


6. Riconoscere la figura di pubblico ufficiale al personale in servizio in tale settore.
Il presidente nazionale Guido Quici, nel condividere tutte le iniziative del Coordinamento, ha annunciato che Cimo nazionale inoltrerà una comunicazione a tutti i direttori generali delle Aziende sanitarie italiane per richiamare al rispetto degli obblighi previsti dalla norma di sicurezza nei luoghi di lavoro (legge 81/2008) e delle raccomandazioni ministeriali per prevenire gli atti di violenza a danno di qualunque operatore sanitario.
Cimo Sicilia

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