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Vivibilità: per la Sicilia è un lontano miraggio

Paola Giordano

Vivibilità: per la Sicilia è un lontano miraggio

giovedì 27 Dicembre 2018 - 16:00
Vivibilità: per la Sicilia è un lontano miraggio

Le classifiche sulla qualità della vita continuano a bocciare senza appello le città dell’Isola Sindaci e amministratori locali sembrano incapaci di invertire questa decennale tendenza. Gestione dei rifiuti, trasporti pubblici, aree verdi, sanità: le eccellenze italiane non sono di casa

PALERMO – Le classifiche sono diverse, ma la musica resta sempre la stessa: anche quest’anno la qualità della vita nelle città isolane si è data alla macchia.
Le graduatorie 2018 stilate da Italia Oggi e dal Sole 24 Ore relegano infatti le siciliane nelle ultime posizioni, distanti anni luce dagli standard di qualità e di efficienza che le cugine settentrionali riescono ad assicurare ai propri cittadini.
Dalla gestione dei rifiuti alla mobilità, dall’attenzione per l’ambiente al sistema salute, le bocciature arrivano da tutti i fronti. Arginare il problema è difficile, ma non impossibile: occorre un cambio di rotta nelle priorità delle azioni dei governi locali, perché senza una seria programmazione alle nostre città non rimarrà altro che un futuro nel segno dell’invivibilità.
Gli appuntamenti, ormai fissi, con le due classifiche continuano a premiare il Nord Italia e a bacchettare il Mezzogiorno. Compresa la Sicilia che, specie dalla graduatoria di Italia Oggi – giunta a spegnere venti candeline – esce con le ossa rotte: solo Trapani e Messina riescono a registrare miglioramenti che, più o meno consistenti (+11 posti la prima, +3 la seconda), non bastano a far compiere loro un cospicuo salto di qualità: Trapani passa infatti dall’ultima posizione alla 99^, mentre la città dello Stretto va dal 100° al 97° posto.
Le restanti portano a casa performance negative, che nei casi di Catania e Agrigento risultano le peggiori: la provincia etnea scende di ben sei posizioni, piazzandosi “meglio” solo di Vibo Valenzia, che conquista la maglia nera di città più invivibile. L’antica Girgenti perde quattro posti: lo scorso anno era 97^, oggi si ritrova 101^. Siracusa indietreggia di due posizioni (da 105^ passa a 107^), così come Enna, che era all’88° posto ed è calata al 90°. Caltanissetta dalla 93^ posizione si piazza tre posti più in basso mentre Ragusa (86^), che risulta la “migliore” tra le siciliane, di gradini ne scende uno solo rispetto all’anno precedente. Non peggiora né migliora Palermo, che resta ancorata al 106° posto, così come, a livello nazionale, neanche il podio risulta immutato: Bolzano mantiene salda la prima posizione, seguita da Trento (2^) e da Belluno (3^).
Più magnanima risulta essere, per le città isolane, la 29^ edizione della classifica del Sole 24 Ore, dove a retrocedere sono solo tre province su nove: Enna perde ben 18 posizioni, raschiando il fondo della graduatoria al 102° posto. Caltanissetta si piazza a quota 100, perdendo otto posizioni, mentre Messina (96^) di posti se ne lascia sfuggire sette. Le altre sei migliorano la propria performance, seppure non riescono ad andare oltre la 73^ posizione, occupata da Ragusa, che anche in questo caso riporta il piazzamento migliore tra le isolane.
L’incremento più alto spetta a Palermo (87^) e a Trapani (89^), che scalano entrambe di ben dieci posti la classifica. Discreta anche la risalita di Catania, che dal 93° balza all’84° posto, e di Siracusa, che passa dall’88^ all’82^ postazione. Più contenuta quella di Agrigento (93^), che registra un modesto +3.
Se, nonostante i miglioramenti, il quadro delle siciliane resta stabilmente allarmante, a registrare consistenti cambiamenti è il vertice della classifica, dove al primo posto si piazza, a sorpresa, Milano, mentre Bolzano e Aosta ottengono rispettivamente la medaglia d’argento e di bronzo.
Al di là delle classifiche, quel che è certo è che le siciliane non hanno ancora imboccato la strada giusta. E che senza una decisa inversione di rotta continueranno a percorrere i sentieri – disastrati – dell’invivibilità.
Quella gestione dei rifiuti
in emergenza costante
Da sempre tallone d’Achille dell’Isola, la gestione dei rifiuti boccia sonoramente anche quest’anno le nove province, nessuno escluso, anzi: tutti sono spalmati tra le ultime venti posizioni della classifica sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani di Italia Oggi: le percentuali oscillano dal 20 per cento di Ragusa (96^) all’appena 4,75 per cento di Siracusa, che conquista il gradino più basso della graduatoria.
Agrigento, Caltanissetta, Enna e Palermo restano sotto la soglia del 10 per cento, mentre Catania e Messina la superano di poco e Trapani non sfiora per pochi decimi il 20 per cento. Cifre ancora troppo basse rispetto all’87,12 per cento registrato dalla capolista Treviso o, a seguire, dai risultati riportati da Belluno, Pordenone e Mantova, tutte sopra l’80 per cento.
Una soluzione alla spinosa questione dei rifiuti è quella degli energimpianti – impianti cioè che trasformano i rifiuti in risorse quali energia termica ed elettrica – di cui più volte nelle pagine del nostro quotidiano abbiamo parlato. Senza di essi, continueremo a scivolare sulle bucce di banana. Forse anche letteralmente.
Il trasporto pubblico
tra inefficienza e ritardi
Anche sul fronte della mobilità le siciliane spiccano in negativo: nelle nove province si usufruisce poco dei trasporti pubblici, scarseggiano le Zone a traffico limitato e le piste ciclabili restano ancora un miraggio. L’isolana più green, Agrigento, possiede appena 8,5 metri eq/abitante di piste ciclabili, vale a dire diciotto volte meno rispetto a Mantova, che di piste ciclabili ne ha 151,3 metri eq/abitante.
Se il traffico limitato resta un’utopia – basti pensare che Catania ha la bellezza di 0,4 metri per abitante destinati alle Ztl e registra con questo dato il miglior risultato dell’Isola, mentre Siena di metri a circolazione controllata ne ha ben 31,5 – l’uso del trasporto pubblico è ancora lontano dagli standard raggiunti nelle città del Nord, dove è radicata da decenni la cultura degli spostamenti con i mezzi pubblici, l’utilizzo dei quali garantisce meno traffico per le strade, meno inquinamento atmosferico e meno stress per i cittadini.
In Sicilia, invece, i mezzi pubblici non decollano, anzi: si spostano a fatica. E troppo spesso in ritardo.
Nei centri abitati
il verde scarseggia
Altra nota dolente è quella relativa all’ambiente: per trovare la prima siciliana all’interno della graduatoria “Ecosistema urbano” stilata dal noto quotidiano economico milanese sulla base del report di Legambiente, bisogna scorrere addirittura fino alla 84^ posizione, dove si incontra Caltanissetta. Seguono, ravvicinate, Enna (86^), Messina (87^) e Ragusa (89^). La classifica confina poi Catania all’ultimo posto (107^), preceduta da Agrigento (106^). Palermo, Siracusa e Trapani si piazzano sotto la 100^ posizione.
Secondo l’indicatore relativo al verde pubblico dell’indagine di Italia Oggi, Caltanissetta dispone però di soli 4,5 metri per abitante di verde pubblico, dato peggiore a livello nazionale solo a Crotone (3,5 metri/abitante).
Spalmate tra le ultime dieci posizione ci sono Enna, Siracusa e Trapani, che possiedono tutte e tre valori al di sotto dei 10 metri per abitante. Palermo è 92° con i suoi 10,8 metri/abitante, mentre Catania e Messina si posizionano a metà classifica, vale a dire rispettivamente 75^ e 86^. L’antica Girgenti è invece la mosca bianca della Sicilia: è 11^ con 79 metri/abitante.
Anche sul fronte sanità
restano troppe lacune
A conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della scarsa efficienza del sistema sanitario siciliano rispetto a quello delle regioni centrali e settentrionali, la classifica relativa al “Sistema salute” redatta da Italia Oggi piazza ben quattro città siciliane tra gli ultimi dieci posti: Trapani è 100^, seguita da Enna (101^) e, quasi sul fondo, da Siracusa (107^), mentre è Agrigento a chiudere la classifica. Piazzamenti decisamente migliori sono quelli di Caltanissetta (71^), Catania (64^), Palermo (63^) e di Ragusa (59^), mentre si accaparra un dignitoso 28° posto la città sullo Stretto. La medaglia del metallo più pregiato va a Isernia, che conferma gli ottimi piazzamenti conseguiti nelle precedenti edizioni, mentre a conquistare l’argento è Pisa, seguita, in terza posizione, dalla città capoluogo delle Marche.
Addentrandoci nelle graduatorie dei singoli indicatori, spiccano – in negativo – l’ultima posizione di Enna in merito all’organico medico e infermieristico disponibile e il penultimo posto di Agrigento relativo alle apparecchiature diagnostiche. Primati, questi, di cui non ci si può di certo vantare.

RAGUSA, LA MIGLIORE TRA LE PEGGIORI
Il sindaco ibleo, Giuseppe Cassì: “L’obiettivo è migliorarci”
La città capoluogo che, tra le siciliane, registra le performance migliori è ancora una volta Ragusa, che però resta in ogni caso ancorata alla seconda metà delle classifiche, ancora troppo lontana dalle prime venti posizioni: è, infatti, 86^ nella graduatoria di Italia Oggi e 73^ in quella del Sole 24 Ore. Abbiamo intervistato Giuseppe Cassì che, battendo il candidato pentastellato Antonio Tringali al ballottaggio del 24 giugno scorso, è il nuovo sindaco della città iblea.
Qual è l’obiettivo che si pone di raggiungere, entro la fine del suo mandato, in merito alla qualità della vita nella sua città? Pensa di riuscire a portare Ragusa almeno tra le prime venti?
“Consideriamo le attuali posizioni raggiunte non dei traguardi ma dei punti di partenza. Ragusa ha competenze, energie e risorse per emergere su tutto il territorio nazionale e non solo al Sud. Riteniamo, anzi, che la nostra posizione geografica debba essere una peculiarità e non un limite, reale o presunto. Fermo restando che queste classifiche hanno ambiti provinciali, e che quindi Ragusa può e deve essere locomotiva ma non è unico vagone del territorio, l’obiettivo è certamente quello di migliorarci. Non tanto guardando ai posizionamenti in graduatoria, quanto agli effettivi risultati delle nostre azioni e al riscontro della cittadinanza”.
Su quali settori si concentreranno maggiormente le energie della sua amministrazione (rifiuti, verde pubblico, manutenzione strade, piste ciclabili, ecc…)?
“Abbiamo individuato tre ambiti di riferimento che sono, in questa prima fase di azione amministrativa, i punti saldi della nostra politica: decoro urbano, comprensivo quindi di ambiente, rifiuti, verde pubblico e manutenzioni; urbanistica, con interventi strutturali per il rilancio del centro storico; cultura, con un progetto forte che metta finalmente in rete le grandi risorse della nostra città e le valorizzi attraverso competenze manageriali”.

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