Sicilia: 350.000 persone in fila per il Reddito di cittadinanza - QdS

Sicilia: 350.000 persone in fila per il Reddito di cittadinanza

Roberto Pelos

Sicilia: 350.000 persone in fila per il Reddito di cittadinanza

mercoledì 06 Marzo 2019 - 06:00
Sicilia: 350.000 persone in fila per il Reddito di cittadinanza

Da oggi possibile inviare le istanze per avere il Reddito di cittadinanza. Svimez: nella nostra Isola il 12,5% di beneficiari e un costo stimato di 929 mln per coprire i 9 mesi del 2019. Domande di 9 pagine (e certificazione quasi impossibile) presentabili online o tramite Poste e Caf

PALERMO – Ci siamo quasi, da oggi i cittadini possono presentare la domanda per il Reddito di cittadinanza; tra il 6 e il 31 marzo i Caf invieranno i dati all’Inps; questo verificherà i requisiti tra il 15 e il 25 aprile e a partire dal 26 aprile fino al 3 maggio comunicherà l’esito sulla domanda presentata via email o sms. In caso di esito positivo, sempre tramite email o sms, l’Istituto darà indicazioni per il ritiro della carta. I beneficiari saranno quindi convocati dagli uffici postali per il ritiro della card. Dai primi di maggio verranno caricati i soldi del Rdc con competenza aprile.
Ricordiamo, la misura è stata adottata dal Governo con il Decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 23 del 28 gennaio, per contrastare la povertà e facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro di un gran numero di nostri connazionali.
Tante sono ovviamente ancora le domande che ci si pongono al riguardo, vari gli interrogativi e i dubbi per un provvedimento atteso soprattutto al Meridione e particolarmente in Sicilia dove, purtroppo come sappiamo, si registrano tassi di disoccupazione altissimi e le famiglie con un reddito esiguo sono dunque molto numerose e ripongono tante speranze nel Reddito di cittadinanza.
Cerchiamo allora di fare un po’ il quadro della situazione attraverso i dati che abbiamo a disposizione. Per fare il punto delle previsioni riguardanti la cifra destinata alla nostra regione e il numero di coloro che beneficeranno del sussidio, abbiamo sentito Luca Bianchi, direttore dell’Associazione italiana dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez). “Secondo un’ipotesi di stima da noi effettuata, – ha dichiarato – in Sicilia sarebbero circa 180 mila le famiglie interessate al reddito di cittadinanza”. 180 mila famiglie che equivalgono – sempre secondo le stime Svimez – a 342.800 beneficiari. Nel dettaglio (che si può vedere in tabella), 99.800 rientranti nel gruppo con Isee da 3.000 a 6.000 euro, 98.700 nel gruppo Isee compreso tra 0 e 3.000 euro. 76.500 tra 6.000 e 9.000 euro. 67.800 beneficiari con Isee nullo.
Sempre secondo lo Svimez, per i beneficiari siciliani sarà dunque necessario un totale di 929.819.225 euro per coprire i nove mesi (da aprile a dicembre) del 2019. La Sicilia è la seconda regione d’Italia, dopo la Campania (che beneficierà di 1 miliardo e 55 milioni) in questa graduatoria.
Il direttore dello Svimez ha posto l’accento sulla necessità, per la nostra regione, di attrezzarsi in modo consono per l’entrata in vigore della misura adottata dal Governo. “Se la copertura è prevista dal bilancio nazionale – ha sottolineato il direttore dello Svimez – la gestione e l’erogazione sia del sussidio previsto per le famiglie, sia le attività di politica del lavoro dovranno essere gestite da strutture periferiche e mi riferisco soprattutto ai centri per l’impiego che, come è abbastanza noto, nella regione Sicilia sono poco adeguati per la gestione di un flusso così ampio di richieste”. Centri per l’impiego che, come sappiamo assumono un ruolo di primaria importanza per quel che attiene al reinserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro e per i quali il Governo ha comunque previsto un potenziamento proprio in vista dell’entrata in vigore del Reddito di Cittadinanza.
Ma all’orizzonte si intravedono moltissime difficoltà. Dal Comune di Palermo è stato lanciato l’allarme nei giorni scorsi. Le istanze presentate per il Reddito d’Inclusione ammontano, per il solo Comune di Palermo, ad oltre 32 mila, mentre per la nuova misura adottata dal Governo si attende una mole di richieste che coinvolgerebbe, secondo Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza solidale, tra i 20 e i 25 mila nuclei familiari, numeri che, secondo il sindaco Leoluca Orlando, mostrano che “senza correzioni operative il Reddito di cittadinanza rischia di essere ingestibile e in parte inattuabile non certo per colpa dei Comuni. Proprio per questo – aggiunge Orlando – abbiamo fatto nostre le proposte che l’Anci ha inviato al Governo e, in ogni caso, stiamo lavorando per fronteggiare al meglio un servizio che tante aspettative sta suscitando in una ampia parte della popolazione”.
Le fasce di età che nella nostra regione richiederanno maggiormente il beneficio, si possono desumere dai dati aggiornati a settembre 2018 riguardanti la disoccupazione e in questo ci viene in aiuto l’Istituto nazionale di statistica (Istat). Tra i 15 e i 24 anni di età risulta disoccupato il 52,9% dei siciliani; tra i 20 e i 24 anni il 50,2%; tra i 25 e i 34 anni il 32,5% degli isolani. Saranno presumibilmente queste tre fasce di età quelle che richiederanno maggiormente il Reddito di cittadinanza. Ancora, tra i 35 e i 44 anni risultano disoccupati il 19,7% dei siciliani, il 14,1% tra i 45 e i 54 anni e il 10,1% tra i 55 e i 64 anni.
Analizzando i dati Istat si nota anche un forte sbilanciamento tra i disoccupati di sesso maschile e quelli di sesso femminile. In generale, puntando l’attenzione sul dato dei disoccupati dai 15 anni in su (19,5%), si nota come la componente maschile sia rappresentata dal 17,9%, quella femminile dal 22,4%.
Dunque, azzardando una previsione, saranno forse le donne a richiedere in maggior numero il Reddito di cittadinanza.

Le istanze presentabili direttamente sul sito internet www.redditodicittadinanza.gov.it o presso gli uffici postali e i Caf
Una domanda di nove pagine e autocertificazione quasi impossibile
Da oggi, come già detto, è possibile presentare la domanda per il beneficio previsto dal Governo, online sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it, presso tutti gli uffici postali e i caf, secondo un comunicato diramato il primo marzo dall’Inps.
Fino al 31 di questo mese si potrà richiedere il contributo che sarà erogato i primi di maggio (500 euro come integrazione al reddito, 280 euro come contributo alloggio se si è in affitto, 150 euro se si paga un mutuo, ndr).
Come si legge sullo stesso sito dedicato, può accedere al nuovo beneficio chi è cittadino italiano o europeo o a lungo soggiornante o residente in Italia da almeno dieci anni di cui, gli ultimi due, in via continuativa.
Il beneficio assume la denominazione di Pensione di cittadinanza se il nucleo familiare è costituito solo da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni. Per avere diritto alla nuova misura varata dal Governo è necessario avere un Isee aggiornato inferiore a 9.360 euro annui, un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di abitazione non superiore a 30 mila euro, un patrimonio finanziario non superiore a sei mila euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso.
Occorre inoltre un reddito familiare inferiore a sei mila euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nel caso in cui il nucleo familiare risieda in un’abitazione in affitto.
Secondo la procedura per ottenere il reddito di cittadinanza, l’Inps verifica se si è in possesso dei requisiti necessari e dopo l’accettazione il beneficiario verrà contattato dai centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da mettere in atto.
Il Reddito di cittadinanza verrà erogato attraverso una normalissima prepagata di Poste Italiane. A parte 100 euro prelevabili in contante (per i quali c’è il rischio che alcuni li utilizzino per il gioco d’azzardo, espressamente vietato dalla legge), la quota più consistente del sussidio potrà essere impiegata per acquisti solo in determinate categorie merceologiche. Sono le stesse in vigore per il Rei (Reddito di inclusione), essendo anche la Carta Rdc emessa dalle Poste italiane, in continuità con la precedente convenzione. Si tratta di prodotti della grande distribuzione, dei negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie. Mentre non si possono effettuare acquisti online, né si può utilizzare la Card fuori da confini nazionali.
Il versamento del beneficio decorre dal mese successivo alla richiesta e viene erogato per un periodo continuativo massimo di 18 mesi. Si potrà rinnovare, previa sospensione di un mese, prima di ogni rinnovo. Nel caso della Pensione di Cittadinanza non è prevista sospensione.
Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni; è inoltre prevista la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi è prevista la decadenza del beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito. Se l’interruzione dell’erogazione del Reddito di cittadinanza avviene per motivi diversi dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto.
Il modulo per richiedere il Reddito di cittadinanza, consta di nove pagine (nelle prime quattro viene spiegato come compilare il modulo) ed è presente già da qualche giorno sul sito dell’Inps anche se la versione definitiva è più probabile che si trovi online da oggi. Difficile prevedere attraverso quali strade verrà prevalentemente richiesto il sussidio, ma nascerebbero sicuramente dei problemi qualora grandi flussi di richiedenti dovessero recarsi presso le sedi abilitate alla ricezione soprattutto nei casi in cui non dispongano di un programma per l’invio delle istanze e non siano stati supportati da un’adeguata formazione.

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