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Palermo – Gestione dei rifiuti e futuro della Rap, i sindacati pressano per un confronto

Gaspare Ingargiola

Palermo – Gestione dei rifiuti e futuro della Rap, i sindacati pressano per un confronto

martedì 19 Marzo 2019 - 05:00
Palermo – Gestione dei rifiuti e futuro della Rap, i sindacati pressano per un confronto

Sul piatto ci sono Piano industriale, contratto di servizio ed equilibrio economico-finanziario. Appello nei confronti del sindaco Orlando e del neo assessore all’Ambiente Catania

PALERMO – Uno dei temi caldi che la nuova Giunta – dopo il profondo rimpasto voluto dal sindaco Leoluca Orlando – si troverà ad affrontare è quello dei rifiuti. Sul tavolo del nuovo-vecchio assessore all’Ambiente e alla Mobilità Giusto Catania (alla sua terza esperienza in un esecutivo guidato dal Professore) un dossier corposo che racconta di sindacati sul piede di guerra, conti in rosso della Rap e una discarica stracolma di rifiuti.
Sono soprattutto Bellolampo e gli affanni economici dell’azienda di igiene ambientale a turbare i sogni dei rappresentanti sindacali, che dicono “basta ai continui attacchi mediatici contro le maestranze, che meriterebbero invece un plauso e sicuramente tanto rispetto in più da parte della politica e della cittadinanza stessa”. A scriverlo sono stati i sindacati Fit Cisl con Vincenzo Traina, Uiltrasporti con Francesco Sinopoli, Fiadel con Antonino Vaccaro e Filas con Carmelo Giallombardo, che chiedono “un incontro urgente alla presenza del sindaco, del nuovo assessore al ramo e dei vertici della Rap per definire le tematiche relative al piano industriale, al nuovo contratto di servizio e all’equilibrio economico-finanziario della società”.
Secondo le parti sociali, sul piano economico “non è più sostenibile che Rap continui a vantare crediti nei confronti del Comune per oltre 50 milioni di euro e contestualmente non possa pagare con regolarità fornitori e manutentori, erario ed Enti pubblici previdenziali, la previdenza complementare e anche gli stipendi dei lavoratori nei tempi contrattuali previsti. Inoltre, non è tollerabile che la società chiuda, a causa di un contratto di servizio da rivedere immediatamente, con una perdita di esercizio il bilancio consuntivo del 2018 di circa 10 milioni di euro, cifra che erode quasi l’intero capitale sociale”.
In realtà secondo la relazione sul quarto trimestre 2018 redatta dal Settore Partecipate del Comune la perdita sarebbe anche più alta, di circa 12 milioni, in pratica un milione al mese. Alla crisi economica secondo il consigliere comunale del M5s Antonino Randazzo si aggiunge quella dei servizi, “malgrado l’incremento di lavoro straordinario e circa 1.900 dipendenti”.
Tuttavia, Traina, Sinopoli, Vaccaro e Giallombardo non vogliono sentir parlare di dipendenti che battono la fiacca: “Dal 2013 a oggi il personale è diminuito di circa 600 unità e quindi va da sé che molti servizi resi non possano avere standard qualitativi degni della quinta città d’Italia. I servizi di manutenzione strade e di spazzamento manuale, per scelta politica, sono stati praticamente dimezzati ma ciononostante i lavoratori di queste aree nonché le maestranze dell’intera azienda ogni giorno continuano ad espletare con grande senso di responsabilità la propria attività in condizioni di sicurezza al limite della decenza, in autoparchi ormai vetusti e con un parco mezzi notevolmente sottodimensionato rispetto alle esigenze della città”.
L’altro punto esclamativo è sull’impianto di Bellolampo. Fino a dieci giorni fa il segretario generale della Fit Cisl Sicilia Dionisio Giordano ricordava “non è stata ancora messa a gara la realizzazione della settima vasca. Il 20 marzo (domani, ndr) scade l’ordinanza del Comune di Palermo che ha acconsentito alla Rap di continuare a conferire nella sesta vasca. A metà aprile dovrebbero terminare i lavori di ampliamento dell’argine della stessa sesta vasca che consentiranno la prosecuzione del conferimento in discarica almeno fino a settembre e questa era la data entro la quale almeno la prima porzione della settima vasca avrebbe dovuto essere pronta, e così non sarà. Ci chiediamo: tra il 20 marzo, data di scadenza dell’ordinanza comunale, e metà aprile, data di probabile utilizzo del nuovo argine della VI vasca, dove verranno conferiti i rifiuti? E ancora più grave, dal mese di settembre come si affronterà il problema della mancanza della settima vasca?”.

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