Sfratti bloccati fino a giugno 2021, ma poi? - QdS

Sfratti bloccati fino a giugno 2021, ma poi?

Pietro Vultaggio

Sfratti bloccati fino a giugno 2021, ma poi?

venerdì 12 Febbraio 2021 - 00:00
Sfratti bloccati fino a giugno 2021, ma poi?

Milazzo, segretario regionale del Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari (Sunia). Blocco sfratti per morosità incolpevole posticipato al 30 giugno 2021. E poi?

PALERMO – È sempre più palpabile il timore, per migliaia di famiglie in affitto, che gli sfratti sbloccati diventino esecutivi. Ed è allarme sociale per le conseguenze che ne potrebbero derivare, non solo in Sicilia ma in tutto il Paese. Ma è così difficile mettere in atto un sistema di tutela, adottarne uno chiaro e semplice per mettere in salvo il futuro, tramite le tanto appellate ‘potenze di fuoco’? Evidentemente sì. Con il decreto Milleproroghe è stato posticipato il blocco degli ‘sfratti per morosità incolpevole’ prima al 31 marzo e poi al 30 giugno 2021, ma poi? Da considerare anche la categoria dei proprietari degli immobili, i quali manifestano notevole disagio per gli affitti non percepiti.

In esclusiva per il QdS, abbiamo intervistato Giusi Milazzo, segretaria regionale di Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari, che tutela il diritto alla casa).

“Sarebbe impensabile ed inumano mettere sulla strada migliaia di famiglie con esecuzioni forzate degli sfratti, in assenza di alternative immediate con passaggio da casa a casa – commenta. Bisogna cercare strumenti per aiutare le famiglie in affitto in notevole difficoltà, bisogna aumentare le risorse del fondo inquilini morosi incolpevoli, bisogna cercare strumenti per aiutare i piccoli proprietari che non ricevono le somme, bisogna opporsi fermamente a qualsiasi tentativo di modifica della norma sulla sospensione già in vigore, senza immediate e praticabili alternative”.

Quali sono i numeri dell’Isola?
“Come famiglie in difficoltà intendiamo considerare anche coloro che hanno affitti arretrati di uno o due mesi – dice la segretaria regionale. In questo modo, su una scala di 400 mila famiglie in affitto, circa 100 mila hanno difficoltà. In qualità di segretaria regionale di Sunia Sicilia e componente del direttivo nazionale, abbiamo inoltrato una lettera al Governo per espletare meglio le esigenze ed i bisogni”. Com’è di dominio pubblico, il Covid-19 ha acuìto il problema, ma “i provvedimenti di sfratto in essere sono quasi tutti riconducibili al periodo pre-pandemia, che dal prossimo mese di marzo, ancora in piena emergenza, saranno eseguiti inesorabilmente – si legge nella lettera citata da Milazzo e indirizzata al Governo Centrale a firma di Sicet, Sunia, Uniat e Unione Inquilini”.

Anche l’apertura della crisi di Governo tra incertezze e dubbi sui possibili esiti, che impegna tutte le istituzioni in queste ore, accentua le preoccupazioni sulle prospettive. Qual è la soluzione al problema?
“Coesione! Coesione! Coesione! – dichiara la segretaria regionale Sunia. La sospensione degli sfratti non è la soluzione, che va ricercata invece nel contributo di tutti i soggetti: Governo, Parlamento, Regioni, Comuni e parti sociali di rappresentanza dell’inquilinato e della proprietà, a cui si rivolge un appello a far presto, al fine di evitare che a giugno si presenti una situazione inalterata e che imponga il ricorso a nuove sospensioni che nessuno auspica. Davvero crediamo che a giugno possa terminare l’emergenza? Bisogna trovare soluzioni durature”.

Nella lettera indirizzata al Governo Centrale, i sindacati sono disponibili ad un tavolo di confronto.

Le idee sono chiare: “Uso rapido ed efficace dei fondi esistenti e delle risorse del Recovery Fund, misure a favore della proprietà per il ripiano del debito accumulato e ristori e detrazione di imposta ai locatori colpiti dalle situazioni di morosità – si legge. Da oggi fino a giugno, nelle more della sospensione degli sfratti, chiederemo di avviare immediatamente presso il Mit, a crisi risolta, un tavolo finalizzato alla prevenzione. Parallelamente – continuano i firmatari – intendiamo promuovere, con le nostre strutture territoriali, soluzioni di possibile graduazione delle esecuzioni e un uso virtuoso del patrimonio di edilizia pubblica. Lavoreremo – concludono – sui canoni di locazione adeguandoli alla mutata situazione economica e sociale”.

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