Meno di settemila firme e la proposta di legge che prevede l’aumento di 5 euro sul prezzo di sigarette e prodotti a base di nicotina potrebbe approdare in Parlamento. Per chi non la conoscesse, si tratta della campagna lanciata dall’associazione oncologi che ha come obiettivo quello di ridurre il fumo e finanziare il Servizio sanitario nazionale.
La petizione online, aperta lo scorso 20 gennaio, ha superato quota 43.700. L’obiettivo e arrivare a 50mila entro il 23 luglio.
Mancano meno di diecimila firme per l’approdo in Parlamento della proposta di legge che prevede l’aumento di 5 euro sul prezzo di sigarette e prodotti a base di nicotina.
Cosa prevede la proposta
La campagna intitolata 5 euro contro il fumo è partita circa tre mesi fa. Ad oggi la proposta ha superato l’85% delle sottoscrizioni necessarie per essere presentata in Parlamento. La legge d’iniziativa popolare prevede un incremento di 5 euro delle accise su sigarette, trinciato, e-cig e altri prodotti da tabacco riscaldato.
L’imposta farebbe salire a 11/12 euro il prezzo medio di un pacchetto di sigarette. Il gettito andrebbe destinato interamente al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.
Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, promotori della campagna spiegano: “Nel nostro Paese circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco. In 4 anni è quasi raddoppiato l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025”.
E ancora: “Prese sia singolarmente che in associazione, le due tipologie di prodotto sono più diffuse tra i giovani. Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%). Da qui l’importanza di una norma che porti a un drastico aumento del prezzo non solo delle sigarette tradizionali, ma di tutti i prodotti da fumo. Ridurre il numero di fumatori è il primo obiettivo della proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina”.
Come aderire e firmare per la campagna
Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire. Per firmare occorre collegarsi sulla piattaforma del ministero della Giustizia e accedere utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi).
I prossimi passaggi
In questo momento la campagna ha ottenuto più di 43mila firme. Per le proposte di legge d’iniziativa popolare il quorum è fissato a 50mila, da raggiungere entro sei mesi dalla data di inizio della raccolta. In questo caso quindi, c’è tempo ancora fino al 20 luglio per mettere la propria firma. Una volta raccolte le sottoscrizioni necessarie, il disegno di legge approderà in Parlamento, che dovrà discuterlo.
“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto finora, serve un ultimo sforzo per raggiungere quanto prima l’obiettivo delle 50mila firme”, affermano i promotori.
“La campagna, che può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo, ha ottenuto il supporto di 52 società scientifiche e Istituzioni e di 30 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Secondo le stime, un aumento di cinque euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo può determinare nel medio periodo una riduzione del consumo complessivo del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo”.
Infine: “Il fumo è il principale fattore di rischio oncologico ed è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e BPCO. Queste evidenze mostrano la necessità di intervenire quanto prima con politiche fiscali efficaci. Inoltre, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

