Home » Editoriale » 90 miliardi all’Ucraina, regalo non prestito

90 miliardi all’Ucraina, regalo non prestito

90 miliardi all’Ucraina, regalo non prestito

Soldi gettati nel pozzo

La vittoria di Péter Magyar alle elezioni ungheresi ha messo fuori causa il precedente presidente, Viktor Orbán, il quale aveva messo il veto al prestito di novanta miliardi che l’Unione europea voleva fare all’Ucraina. Cosicché, eliminato tale veto, la presidente von der Leyen è pronta a far erogare tale importo, che arriverà graziosamente nelle casse del governo ucraino.

Ecco perché il “prestito” Ue è in realtà un regalo a uno Stato fallito

Ora, ai cittadini europei questa somma che si trasferisce dall’Unione all’Ucraina viene presentata come “prestito”, ma non vi è chi non veda che si tratta di una bufala. Infatti, quando mai si è visto che a un fallito si prestino soldi? Chi è fallito dovrà affrontare una gravosa procedura, ma senza alcun intervento finanziario dall’esterno. La similitudine non vi sorprenda perché di fatto l’Ucraina è fallita economicamente e finanziariamente, non ha più risorse neanche per gli armamenti.

Cosicché, questo cosiddetto “prestito”, cioè un omaggio, viene a rinfrancare le casse di quello Stato fallito. Ma con quale destinazione?

Zelensky e la legge marziale: chi gestirà i 90 miliardi senza controllo parlamentare

Ecco il punto nodale della questione che oggi vi sottoponiamo. Quando il governo presieduto da Zelensky riceverà questa somma, essa sarà gestita all’interno da poche persone in quanto, com’è noto, il Parlamento ucraino è chiuso e gli oppositori sono stati cacciati per l’effetto della legge marziale.

E a chi andrà tale somma? Evidentemente agli amici degli amici, cioè a coloro che forniranno direttamente al governo ucraino materiali di qualunque genere. Fra questi materiali avranno prevalenza le armi. E chi fornisce le armi? Le industrie europee, che così aumenteranno il loro fatturato e quindi i propri utili.

Ma nessuno dà niente per niente. Le industrie che riceveranno parte delle somme saranno munifiche e riconoscenti nei confronti dei loro ordinanti. Non solo, ma tutte le altre forniture che serviranno al Governo ucraino, non essendovi alcun controllo del Popolo in quel Paese, saranno procurate secondo interessi di parte e non secondo interessi generali.

Ovviamente non abbiamo prove provate di quanto precede, ma in base ai fatti è facile fare tali deduzioni.

Von der Leyen e la Commissione: perché si sceglie il denaro contante invece delle infrastrutture

La von der Leyen e la Commissione europea, nonché il Consiglio d’Europa (formato dai ventisette Capi di Stato e di governo), avrebbero dovuto prendere una decisione totalmente opposta a questa e cioè concordare con Kiev forniture per ripristinare infrastrutture energetiche, strade, vie ferrate, ospedali e altro. Ma questa iniziativa sarebbe stata anch’essa improvvida per il permanere dei bombardamenti russi, di cui nessuno più si occupa, ma non perché siano cessati, bensì perché l’informazione occidentale evita di parlarne. Forse ha ricevuto ordini. Probabilmente in questo breve periodo storico non conviene a certe lobby e a certe parti che si parli dell’Ucraina.

Il silenzio dell’informazione italiana sulla guerra in Ucraina e le lobby di potere

Ma lì la guerra non è finita, tutt’altro. I danni e le privazioni che la popolazione subisce continuano, ma tutto tace. Un silenzio disdicevole che nasconde una realtà altrettanto disdicevole.

La parte incomprensibile (ma non tanto) è che anche l’informazione italiana si è uniformata a questo silenzio, per cui i nostri concittadini non sanno più niente di quello che accade in quella parte d’Europa.

Anche quest’argomento rientra in quello più vasto della corruzione dilagante – anche se sotterranea – introdotta dai gruppi di potere, i quali hanno sempre governato nel mondo.

Nel famoso romanzo di Ian Fleming, creatore di 007, appare quell’organizzazione criminale internazionale segreta denominata Spectre. Orbene, di Spectre nel mondo ve ne sono tante, ben nascoste, che agiscono all’oscuro, ma che condizionano i governi e quindi fanno soggiacere le popolazioni a tante angherie e privazioni, di cui certo non avrebbero bisogno.

Se i governi fossero formati da personaggi capaci e competenti, sarebbero in grado di resistere alle pressioni delle lobby. Ma essendo spesso formati da membri poco colti e incapaci di analizzare la realtà, oppure egoisti, le prevaricazioni di interessi particolari sui cittadini inermi, che non capiscono, proseguono.