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“95mila omicidi all’anno, quanto le vittime delle guerre”: il rapporto mondiale Onu sulle mafie

“95mila omicidi all’anno, quanto le vittime delle guerre”: il rapporto mondiale Onu sulle mafie

Il rapporto esamina come le mafie mondiali si siano trasformate nel periodo successivo alla Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato, sottoscritta nel 2000

In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, a Palermo è stato, così, presentato il primo rapporto globale dell’Unodc sulle organizzazioni criminali mondiali. “Dal 2000 a oggi le mafie mondiali hanno ucciso 95mila persone all’anno, pari al numero delle vittime annuali delle guerre, un dato decisamente allarmante che non conferma il mito secondo cui le organizzazioni criminali hanno cambiato il modus operandi ricorrendo meno alla violenza”. Lo ha dichiarato Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Ufficio delle Nazioni unite contro il crimine organizzato.

Insieme a Gallo, alla commemorazione ha partecipato su invito della Fondazione Falcone a palazzo Jung. anche Gabriele Aiello, funzionario per la prevenzione del crimine e la giustizia penale presso l’ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine di Vienna.

Il rapporto Onu sulle mafie

Il rapporto esamina come le organizzazioni mafiose transnazionali si siano trasformate nel periodo successivo alla Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato, sottoscritta nel 2000, mettendo in evidenza gli elementi rimasti invariati, le nuove dinamiche emerse e le strategie adottate per contrastarne l’evoluzione. “La Convenzione di Palermo, che alla fine del 2025 ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario con un evento di alto livello a Vienna alla presenza del Presidente Mattarella, rappresenta ancora oggi il principale strumento internazionale di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale”, ha dichiarato l’Ufficio dell’Onu.

Cosa è emerso dallo studio

Dallo studio sulle mafie mondiali sono emersi diversi aspetti. Tra i punti cruciali figurano l’elevato numero di omicidi dei gruppi criminali, lo sviluppo delle tecnologie con l’ampliamento del ventaglio delle vittime perché chiunque è un potenziale bersaglio di estorsioni e frodi online in larga scala. Inoltre, viene indagata l’attività più redditizia delle mafie: il traffico di sostanze stupefacenti. Basti pensare che lungo la rotta balcanica ogni anno gli affari illeciti di eroina e metanfetamina genera proventi per tra i 3 e i 7 miliardi di dollari e quello di cocaina almeno 10 volte tanto nonostante la diversificazione del business in reati ambientali, traffico di opere d’arte, nel disboscamento illecito. Altri elementi del rapporto sono il ricorso continuo alla violenza e alle intimidazioni per affermare il potere – in media un omicidio volontario su 5 al mondo è legato alle organizzazioni criminali e il dato sale in America latina dove 1 omicidio su 2 porta la firma dei cartelli del narcotraffico.

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