Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di giovedì 9 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 9 luglio 2026
L’esercito iraniano reso noto di aver effettuato attacchi con droni contro basi statunitensi nel Golfo circa un’ora fa. Gli attacchi hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito di antenne satellitari di l’allerta in Qatar e magazzini di carburante appartenenti all’esercito statunitense in Bahrein. I Pasdaran hanno dichiarato di aver utilizzato “un gran numero di droni di vario tipo” negli attacchi.
Il comunicato trasmesso dalla televisione di Stato afferma che le Forze Armate iraniane “non permetteranno in alcun caso che gli obiettivi e le aspirazioni dello sciocco presidente degli Stati Uniti si realizzino e difenderanno gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale”.
“Non abbiamo chiesto il permesso a nessuna parte per entrare in Libano e non abbiamo bisogno del permesso per rimanervi”. Ha risposto con queste parole il ministro della Difesa israeliano Israel Katz alla dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Israele si ritirerà dal Libano nell’ambito degli accordi.
“È nostro diritto e nostro dovere – ha aggiunto Katz – proteggere gli abitanti della Galilea e i cittadini di Israele dalle minacce dell’organizzazione terroristica jihadista Hezbollah, che cerca di distruggere lo Stato di Israele. Come, sia io che il primo ministro Benjamin Netanyahu, abbiamo chiarito, continueremo a rimanere nella zona di sicurezza in Libano e a operare da lì, se necessario, finché Hezbollah non sarà disarmato in tutto il Libano e la minaccia per gli abitanti del nord non sarà eliminata”.
Un raid americano nell’Iran occidentale ha causato tre morti e diversi feriti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna, citando Valiollah Hayati, vicegovernatore della provincia del Khuzestan, che ha dichiarato ai giornalisti che tre persone erano state uccise e diverse altre ferite durante un attacco americano alla periferia della città di Ahvaz.
“L’8 luglio, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana. Gli ultimi attacchi fanno seguito alla riuscita esecuzione di offensive in Iran la notte precedente”. Lo scrive su X il Centcom statunitense.
“Il 7 luglio, le forze del Centcom hanno colpito circa 80 obiettivi militari iraniani, tra cui oltre 60 imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, per infliggere pesanti sanzioni all’Iran per aver violato il cessate il fuoco attaccando tre navi mercantili che navigavano nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi rimangono vigili, letali e pronte a eseguire operazioni dirette dal Comandante in Capo”.
“L’America non ha ancora imparato che il bullismo e la slealtà non sono più privi di costi. Lo dico chiaramente: colpite, e verrete colpiti. Non agitate inutilmente braccia e gambe, che affonderete ancora di più: lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli ‘accordi iraniani’, non con le minacce americane”. Lo scrive su X il capo negoziatore iraniano, il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf. Lo riporta Adn.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato in mattinata, poco dopo le 4 ora italiana, di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai nuovi attacchi americani, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib. Le Guardie hanno affermato di aver colpito “infrastrutture e impianti chiave” nelle basi statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Hanno inoltre avvertito che la loro risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi. Fonte Adnkronos.
Un raid americano nell’Iran occidentale ha causato tre morti e diversi feriti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna, citando Valiollah Hayati, vicegovernatore della provincia del Khuzestan, che ha dichiarato ai giornalisti che tre persone erano state uccise e diverse altre ferite durante un attacco americano alla periferia della città di Ahvaz. Lo riporta Adnkronos.
Oggi è la giornata in cui è prevista la sepoltura di Ali Khamenei, l’ex Guida Suprema iraniana vittima dei primi raid USA-Israele dello scorso 28 febbraio. I giorni dedicati ai funerali sono stati segnati dalla retorica dell’odio e della violenza. E nello Stretto di Hormuz è nuovamente caos: gli USA hanno risposto agli attacchi iraniani contro delle petroliere e i nuovi raid rischiano di mandare in fumo i risultati raggiunti con il memorandum e con i colloqui Washington-Teheran.
Anche in Libano la situazione rimane difficile. Con i colloqui di Roma con Israele dietro l’angolo, quanto sta accadendo tra USA e Iran potrebbe incidere negativamente sull’evoluzione del conflitto.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Torna “calda” la situazione sullo Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense Donald Trump non ha perso tempo e, dopo gli attacchi iraniani ad alcune petroliere nella rotta dell’Oman dello Stretto, ha autorizzato nuovi raid contro Teheran direttamente dal vertice NATO di Ankara. Un gesto che naturalmente nel giro di poche ore ha dato vita a una nuova escalation, l’ennesima. L’Iran conferma che chiunque supporti gli Stati Uniti nelle operazioni sarà un “bersaglio legittimo”; il Centcom statunitense annuncia su X annuncia nuovi raid USA contro le forze iraniane “per degradare ulteriormente la loro capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.
Anche se i colloqui non sarebbero sospesi, almeno per ora, regna la tensione. Non va diversamente sul fronte libanese. La prossima settimana si attendono nuovi colloqui Israele-Libano a Roma, ma quanto sta accadendo in Iran potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Libano chiede il ritiro delle truppe israeliane dal Sud, per il presidente statunitense Trump Israele potrebbe autorizzarlo. Gli attacchi, però, continuano, e la tensione crescente nell’area del Golfo non aiuta di certo.
In migliaia hanno partecipato alle celebrazioni dei funerali dell’ex Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, tra Iran e Iraq. La salma è rientrata in Iran e in giornata è prevista la tumulazione nella città natale dell’Ayatollah, a Mashhad. Proprio in occasione dei funerali, con cartelli di minaccia contro USA e Israele, la rabbia è tornata a prevalere sul desiderio di dialogo. I prossimi giorni saranno fondamentali per determinare la portata e l’impatto della nuova escalation. Dalla Cina all’Onu, la voce della comunità internazionale è unita per chiedere la de-escalation. Molto, però, dipenderà dalle decisioni delle autorità statunitensi e iraniane.
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