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Concerto di Tony Boy a Palermo, Lagalla dopo l’arresto del rapper: “Prendiamo le distanze ma attendiamo gli sviluppi giudiziari”

Concerto di Tony Boy a Palermo, Lagalla dopo l’arresto del rapper: “Prendiamo le distanze ma attendiamo gli sviluppi giudiziari”
Tony Boy, foto dal profilo Instagram dell’artista

L’esibizione è fissata al 27 agosto al Velodromo. Il sindaco: “Affermiamo fin d’ora che la città non intende dare spazio a comportamenti incompatibili con la nostra comunità”

Mancano tre giorni al concerto di Tony Boy a Palermo, previsto il 27 agosto al Velodromo Paolo Borsellino. L’esibizione è però a rischio: il rapper è stato arrestato ieri dalla polizia a Milano con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione di armi clandestine.

Si attende la decisione del Gip

Contestazioni gravissime arrivate con un arresto che è stato anche in diretta social avviata dal cantante, al secolo Antonio Hueber. In base alla decisione del giudice per le indagini preliminari l’evento potrebbe essere annullato.

L’arresto è scattato in seguito a una perquisizione effettuata sabato mattina all’alba in un appartamento dove il rapper ventiseienne – all’anagrafe Antonio Hueber – con un milione di follower su Instagram e un suo amico sudanese erano entrati chiudendosi dietro il portone.

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, è intervenuto con una nota ufficiale sull’argomento. Queste le sue parole: “Palermo è una città che crede nella cultura, nella musica e nella libertà di espressione, ma proprio per questo non può essere indifferente ai comportamenti di chi sale su un palco e diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani”.

“Prendiamo le distanze da qualsiasi comportamento incompatibile col rispetto della legge”

Il primo cittadino prosegue: “Alla luce delle notizie relative all’arresto di Tony Boy e alle accuse contestate dalla magistratura, riteniamo doveroso ribadire con chiarezza che l’Amministrazione comunale e la città di Palermo prendono le distanze, senza ambiguità, da qualsiasi comportamento che possa risultare incompatibile con il rispetto della legge e delle regole della convivenza civile”.

La magistratura accerterà la responsabilità e fatti

Lagalla continua: “Siamo naturalmente consapevoli che esiste un procedimento giudiziario in corso e che sarà la magistratura, nelle sedi competenti, ad accertare responsabilità e fatti. Non intendiamo quindi anticipare alcun giudizio di colpevolezza. Ma, proprio in attesa che questa vicenda venga chiarita, riteniamo che Palermo non possa accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità”.

“Una posizione di responsabilità istituzionale”

La riflessione del sindaco è la seguente: “La nostra posizione è innanzitutto una posizione di responsabilità istituzionale: la cultura e lo spettacolo devono rappresentare valori di libertà, creatività, rispetto delle regole e responsabilità, soprattutto nei confronti dei più giovani”.

“Attendiamo gli sviluppi”

E conclude: “Per queste ragioni, in relazione al concerto previsto al Velodromo, attendiamo gli sviluppi dell’autorità giudiziaria e le determinazioni degli organizzatori, riservandoci ogni valutazione di competenza dell’Amministrazione. In ogni caso, riteniamo doveroso affermare fin d’ora che Palermo non intende dare spazio né legittimazione a comportamenti che, qualora confermati, sarebbero del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità. La città può e deve essere aperta alla musica e ai grandi eventi, ma apertura non significa assenza di responsabilità. Palermo è una città che accoglie, ma sa anche prendere le distanze da ciò che non condivide”.

Rini: “Non sono graditi artisti che fanno di droga, armi e illegalità un modello”

L’assessore comunale alla Cultura Antonio Rini sottolinea inoltre: “Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e senza anticipare giudizi sulle responsabilità personali, ritengo che Palermo debba essere molto chiara sui modelli culturali che intende promuovere, soprattutto quando questi si rivolgono ai più giovani. Da assessore alla Cultura e da segretario cittadino di Fratelli d’Italia dico con altrettanta chiarezza che artisti associati a messaggi o comportamenti che rischiano di rendere normali droga, armi, violenza e disprezzo delle regole non sono i modelli di cui Palermo ha bisogno”.

E conclude: “La cultura non è censura, ma è anche capacità di scegliere e proporre riferimenti. Io sto dalla parte degli artisti che attraverso la musica raccontano la bellezza, il talento, il rispetto, la speranza e la voglia di vivere. Palermo deve essere una città aperta ai grandi eventi e ai giovani, ma deve avere anche il coraggio di affermare quali valori vuole trasmettere alle nuove generazioni».

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