La Russia prosegue senza sosta i raid sull’Ucraina. Uno degli ultimi ha causato la morte di almeno 27 persone ieri sera contro un magazzino vicino a Kiev. Le esplosioni hanno provocato un vasto incendio. Il bilancio delle vittime, tuttavia, potrebbe non essere definitivo, ha spiegato il responsabile dell’amministrazione militare regionale, Timour Tkatchenko.
Zelensky: “No munizioni vicino alle case”
“Ci sono regolamenti in vigore, le munizioni non possono essere vicino alle case o ad altre aree residenziali”, ha scritto in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando come da ieri sera vadano avanti le operazioni nella località di Myla, vicino a Kiev, per le conseguenze di “un attacco russo con droni”.
Il presidente ha proseguito: “È stato colpito un magazzino, c’è stata un’esplosione. Purtroppo, le infrastrutture circostanti hanno subito danni significativi, sono stati danneggiati edifici residenziali, una struttura per anziani e persone con disabilità”, confermando il bilancio che parla di “27 persone uccise” e di “decine” di feriti.
Una delle vittime, ha spiegato Zelensky, “era il capo della comunità di Dmytrivka, Taras Didych” e “stava soccorrendo le persone” colpite dall’attacco. Il presidente ha precisato di avere aggiornamenti dal primo ministro Sergii Koretskyi e dal ministro degli Interni Ivan Vyhivskyi.
“Coloro che hanno permesso che questo accadesse devono essere ritenuti responsabili per le loro decisioni”, ha aggiunto, annunciando indagini di “Polizia Nazionale e Servizio di Sicurezza” e “l’apertura di procedimenti penali per accuse di negligenza”. “Saranno certamente tratte le conclusioni”, ha sottolineato.
Attaccate anche altre regioni
Nel post Zelensky ha segnalato anche attacchi in altre regioni, Odessa, Dnipro, Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Kherson, Kharkiv, Mykolaiv, Donetsk e Chernihiv. “L’Ucraina – ha concluso – non può essere lasciata sola nel trovare soluzioni per difendersi da tali attacchi”.
Il piano di Kiev, 1.000 droni al giorno contro Putin
La strategia di Kiev, intanto, non cambia. L’Ucraina punta a lanciare 1.000 droni al giorno contro la Russia secondo i piani illustrati dal presidente Volodymyr Zelensky secondo quanto riferisce Rbk. Attualmente l’Ucraina produce in media 300 droni al giorno. E per raggiungere l’obiettivo lo Stato maggiore generale dell’esercito ucraino ha fissato come target per l’industria della difesa ucraina un significativo aumento della produzione di droni d’attacco a lungo raggio: la produzione di 1.000 velivoli al giorno consentirebbe di aumentare la pressione sulla Russia.
In uno degli ultimi messaggi pubblicati su Telegram, Zelensky ha inoltre chiesto di accelerare significativamente la produzione di droni intercettori, destinati in particolare a contrastare i droni Shahed a propulsione a reazione utilizzati massicciamente dalla Russia. Secondo il presidente ucraino, gli attacchi ucraini a lungo raggio stanno già producendo importanti effetti economici e logistici in Russia. Zelensky sostiene in particolare che le scorte e le esportazioni russe di benzina sono diminuite, che la logistica sta incontrando difficoltà e che Mosca ha iniziato, per la prima volta, a importare benzina e a sostenere finanziariamente le proprie compagnie petrolifere. Secondo Zelensky queste perdite aumenteranno se la Russia si rifiuterà di negoziare seriamente per porre fine alla guerra.
L’attacco a 1.000 chilometri
Uno degli ultimi attacchi con droni è arrivato a colpire una delle più grandi raffinerie di petrolio della Russia, nella città di Yaroslavl. “I nostri combattenti delle Forze di difesa dell’Ucraina hanno colpito una raffineria di petrolio nella regione di Yaroslavl. La distanza è di 1.000 chilometri dalla linea del fronte”, la conferma di Zelensky.
L’esercito ucraino ha dichiarato di aver colpito anche la raffineria Slavneft-Yanos, sostenendo che l’impianto fornisce carburante e lubrificanti alle forze armate russe. Zelensky ha confermato l’attacco e ha aggiunto che i servizi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno colpito un aereo da guerra Tu-95MS, utilizzato per il trasporto di missili, nella città di Engels, nella regione di Saratov.

