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Controcorrente e la notte barricati in Commissione Bilancio, botta e risposta tra Galvagno e La Vardera sul riordino

Controcorrente e la notte barricati in Commissione Bilancio, botta e risposta tra Galvagno e La Vardera sul riordino
L’occupazione della Commissione Bilancio. Foto dal profilo Facebook di Ismaele La Vardera

La vicenda Controcorrente riaccende il dibattito. Anche la Lega interviene: “Le regole vanno rispettate, ma la rappresentanza parlamentare va garantita”

Un nuovo motivo di tensione nell’ambito della politica siciliana. Nel tardo pomeriggio di ieri il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e i colleghi deputati del gruppo hanno letteralmente occupato l’aula della Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana. “Siamo pronti a dormire qui”, aveva annunciato l’ex Iena sui social, lamentando la mancata presenza di un rappresentante del gruppo Controcorrente nella Commissione.

“Il parlamento siciliano, il parlamento più antico al mondo, rispetti la democrazia, noi da qui non ci muoviamo“, continua La Vardera in una nota divulgata nelle scorse ore. Il primo rappresentante di Controcorrente – assieme agli onorevoli Alessandro De Leo, José Marano e Carlo Gilistro – si è barricato in Commissione e lì ha trascorso tutta la notte, dormendo a terra con dei sacchi a pelo.

Controcorrente non molla: “Almeno un componente in Commissione Bilancio”

“Non molliamo finché non ci assicurano che avremo un componente nella commissione”, dice La Vardera sulla motivazione dell’occupazione della Commissione. “Crediamo che i diritti vadano difesi anche con azioni eclatanti, dopo 2 mesi di silenzio. Abbiamo seguito tutte le vie istituzionali. Lettere, riunioni, interventi in aula, nulla. Il regolamento dice che nella commissione più importante i gruppi devono essere rappresentati, siamo l’unico gruppo dell’opposizione a non esserci”, continua.

Galvagno risponde: “Proporrò riordino”

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, nel giorno in cui la terza sezione penale del Tribunale di Palermo ha deciso che il processo a suo carico per peculato, corruzione, falso e truffa resterà nel capoluogo regionale, ha commentato la vicenda ai colleghi dell’Adnkronos.

E la sua risposta a Ismaele La Vardera è netta. “Non è che ogni qualvolta c’è un gruppo che cambia casacca, noi inseriamo un deputato all’interno della Commissione, in questo caso Bilancio…”, dice. E aggiunge: “I deputati possono partecipare tutti, possono anche intervenire. Non possono votare ma possono comunque votare in aula perché come tutti sapranno, il primo tempo si fa in commissione ma la partita decisiva, la partita vera, si fa in aula. Quindi, nessuno sta togliendo niente al gruppo di Controcorrente. Quando loro, invece, si vorranno sedere e fare un ragionamento complessivo, noi saremo ben lieti di accoglierlo. In tutti i casi, per venire incontro alle loro esigenze ho già scritto informalmente alla collega Jose Marano un messaggio abbastanza lungo, in cui mi sono messo a disposizione e ho detto che comunque proporrò di far un riordino delle commissioni a carattere generale. Se questa cosa a maggioranza viene votata, bene, diversamente le regole sono queste”.

“Cambiare partito è legittimo – sostiene Galvagno, spiegando il caso che ha portato alla protesta -. Loro cosa hanno fatto? Si sono portati in grembo il loro posto che gli era stato assegnato dal partito di appartenenza, in questo caso a Marano il M5S, a La Vardera quello di Sud chiama Nord, e non si sono dimessi dal ruolo che gli ha dato quel partito. Pertanto creano comunque uno squilibrio, cioè a pretendere pretendono a dare non danno. E in tutti i casi la commissione bilancio è composta da 13 componenti, perché lo dice sempre quel regolamento che gli ho chiesto più volte più volte di cambiare perché si deve modificare”.

Sulla possibilità di riordino, il presidente dell’Ars dichiara: “Un riordino di un’unica commissione può avvenire solo se tra i capigruppo di opposizione – perché loro fanno parte dell’opposizione e non si può alterare l’equilibrio tra maggioranza e opposizione della prima fotografia che è stata fatta, quando sono state costituite le commissioni – che vuole cedere un componente al gruppo di Controcorrente lo possono fare. Il regolamento dice che a metà legislatura, quindi dopo due anni e mezzo si fa il riordino delle commissioni proprio perché ci può essere una fotografia differente da quella che è stata fatta precedente e originariamente. Allo scadere dei due anni e mezzo, in tutti i casi, non c’è un terzo tempo“.

La risposta di La Vardera: “Valuteremo”

Non tarda ad arrivare la replica di Controcorrente alle parole di Galvagno. Una replica che nasconde delusione, sorpresa ma anche una possibile apertura al confronto. “Il presidente Galvagno rilegga le sue parole, che sono gravissime, forse è troppo impegnato in altre questioni e non ha seguite le nostre richieste precise nelle ultime settimane. Poteva aprire e leggere la nostra ultima mail, inviata stamattina, e si sarebbe reso conto che noi, tra le cose, abbiamo chiesto una rimodulazione di tutte le commissioni parlamentari, così come prevede il regolamento. Restiamo sbigottiti dall’intrusione circa le scelte democratiche dei singoli deputati che si determinano non secondo le regole dell’obbedienza che vigono nel suo partito (Fratelli d’Italia) ma scelgono con coscienza. Visto che parla di messaggi, ci costringe a dire cosa ci ha scritto, tra le cose, in quella nota su WhatsApp, definendo la nostra protesta democratica ‘un gesto teatrale’. Rispediamo al mittente l’idea che la ricomposizione delle commissione debba avvenire tra le opposizioni, anche perché visto che era troppo impegnato con altre vicende, si sarà perso la nota del coordinatore regionale della Lega che chiede esattamente le nostre stesse cose. Ci siamo persi qualcosa? La Lega è forse uscita dalla maggioranza?”, si legge nella nota firmata da La Vardera, Marano, De Leo e Gilistro.

Prendiamo atto dell’apertura alla rimodulazione e valuteremo nelle prossime ore se sospendere la protesta per riprenderla martedì, all’inizio della Commissione Bilancio, che molto democraticamente non inizierà a lavorare senza un nostro componente. Suggeriamo inoltre al presidente Galvagno che anziché risponderci attraverso la stampa, questi da lei definiti ‘teatranti’ attendono riscontro formale attraverso i canali istituzionali”, aggiungono i quattro.

La Lega chiede di affrontare il tema “con serietà e non come una gara”

Sulla vicenda Controcorrente e Commissione di Bilancio è intervenuto anche Nino Germanà, senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia. “Il tema della rappresentanza dei gruppi parlamentari all’interno della Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana è una questione reale e merita di essere affrontata con serietà, ma senza trasformarla in una gara a chi alza di più i toni”, commenta.

“Anche la Lega – prosegue Germanà – si è trovata e si trova nella condizione di non avere oggi un proprio rappresentante nella Commissione Bilancio. Lo abbiamo evidenziato nelle sedi opportune, ma abbiamo scelto di non occupare commissioni, di non inscenare proteste eclatanti e di non mettere in discussione il rispetto delle istituzioni. Abbiamo preferito porre il problema con senso di responsabilità e nel rispetto delle regole dell’Ars”.

“Proprio perché il tema esiste – sottolinea il segretario regionale della Lega – credo sia necessario trovare una soluzione istituzionale che consenta di garantire una rappresentanza il più possibile equilibrata a tutte le forze presenti in Parlamento. La Commissione Bilancio è il luogo nel quale si esaminano bilancio, programmazione, finanze e controllo della spesa regionale. Non può diventare terreno di scontro o di protagonismi”.

Germanà rivolge quindi un appello a Galvagno affinché “si assuma un impegno preciso per coinvolgere anche i gruppi che oggi non sono rappresentati nella Commissione Bilancio, individuando, nel rispetto del regolamento, una modalità che permetta a tutte le forze parlamentari di avere voce nei lavori di un organismo così importante. Le regole vanno rispettate, ma la rappresentanza parlamentare va garantita”.

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