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Sì all’immigrazione ma che sia regolare

Sì all’immigrazione ma che sia regolare
Migranti. Foto repertorio

Servono leggi europee

Da decenni i vari governi delle diverse parti politiche del nostro Paese continuano a discettare sulla questione dell’immigrazione, passando da un populistico accogliere in qualunque modo a un altrettanto populistico creare barriere di fuoco nel Mediterraneo per fermare i barconi della morte.
Ovviamente in mezzo ci sta la virtù e cioè la soluzione equa rispetto a questo problema mondiale, perché avviene in tutti i continenti, da cui partono le persone o in cui vengono accolte.
È normale che la gente povera, che muore di fame, di malattie, per le guerre o vittima dei cambiamenti climatici cerchi di migliorare il suo stato. Queste condizioni sono dovute al fatto che non si è stati capaci di formare di formare una classe dirigente che mettesse ordine nella Comunità e soprattutto attivasse tutti quei meccanismi virtuosi dell’economia, per produrre ricchezza, prima in piccole dimensioni e poi in dimensioni più ampie, atta a eliminare gradualmente la povertà e pian piano a fare crescere il benessere della popolazione stessa.

Immigrazione regolare e sviluppo economico nei Paesi di origine

D’altro canto, in molti Paesi poveri, soprattutto nel continente africano, si è verificata una situazione ancora più odiosa perché gli speculatori occidentali sono sbarcati colà e hanno saccheggiato tutti i beni, fra cui le risorse naturali.
Invece, le economie occidentali sarebbero potute andare in quei Paesi per portare conoscenze e capitali, costruendo infrastrutture, insediando industrie, insegnando la cultura di impresa e altre attività che avrebbero innestato un processo di crescita economica e sociale.
Tutto questo, però, non è accaduto, per cui umanamente si comprende perché centinaia di migliaia di persone si spostino per cercare un futuro migliore.
L’Italia è la frontiera dell’Europa che guarda l’Africa, il che spiega la massa di immigrati irregolari che è arrivata nel nostro Paese, approdando principalmente a Lampedusa. Inoltre, avendo sia la Francia che la Spagna chiuso i confini, gli sbarchi in quei Paesi sono stati ridotti. Cosicché, il nostro Paese ha subito una sorta di invasione dannosa perché è costata risorse economiche e umane notevoli.
In Italia, come in altri Paesi occidentali, vi è sia una regressione demografica continua, perché nascono sempre meno bambini, sia un aumento dell’età media delle persone (ci sono più persone anziane). Di conseguenza vi è un incremento degli oneri della sanità e della previdenza, sempre meno alimentata dal lavoro attivo.
È vero che questo Governo ha superato il record di tutti i tempi dei ventiquattro milioni di occupati, ma teniamo conto che essi rappresentano meno della metà di tutta la popolazione. Quindi vi sono milioni di poveri e fra questi gli immigrati irregolari, che si sono mimetizzati, sparendo dalla circolazione.
Un’Europa ordinata e funzionante dovrebbe stabilire regole certe sull’immigrazione, proteggendo i confini italiani, francesi, greci e spagnoli e stabilendo anche un meccanismo per l’immigrazione regolare, che invece è indispensabile.

Integrazione degli immigrati regolari in Italia

Ovviamente, gli immigrati regolari dovrebbero essere accolti come si deve, con l’obiettivo di integrarli nella vita della comunità della quale faranno parte, indirizzandoli nelle scuole per imparare l’italiano, le regole civiche più importanti, la Costituzione e così via, in modo da essere in condizione in un tempo ragionevole di entrare nel mondo del lavoro di tutti i settori, da quello agricolo, ai servizi, all’industria, al commercio, alla ricettività, al digitale e via enumerando.
Quindi, c’è bisogno degli immigrati regolari, a condizione che siano canalizzati verso la naturalizzazione italiana sotto tutti i punti di vista. Per contro, vanno bloccati i confini per impedire agli immigrati irregolari di attraversarli, rispedendoli al loro Paese, assicurandosi che arrivino sani e salvi. Infatti la questione dell’immigrazione va risolta alla radice, aiutando queste persone nel loro Paese, che probabilmente non vorrebbero dover lasciare.
Purtroppo quest’Unione europea è fatiscente, non decide sulle questioni importanti come l’immigrazione clandestina, né su altre questioni che meriterebbero decisioni concrete, il che peggiora lo scenario economico e sociale dei ventisette Stati, soprattutto quelli mediterranei.