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Chi di competenza

Chi di competenza

Burocrazia e responsabilità nella Pubblica amministrazione

Al mondo burocratico non manca certamente la fantasia. O meglio, tutto si ripete regolarmente nel rispetto del sacro “precedente”, che è sempre più ricco di espressioni fantasiose e trovate che sostengono e rafforzano l’intento di “non essere responsabili” di qualsiasi cosa sia accaduta. Il mondo muta, si aggiorna, sforna costantemente nuove opportunità e nuovi rischi e la risposta che il nostro sistema amministrativo ha trovato non è quella più logica, cioè puntare sul perseguimento del risultato, assicurando flessibilità nell’iter procedurale, ma esattamente il contrario: produzione gigantesca di schemi e procedure rigide, senza alcun interesse sul conseguimento del risultato.

Pubblica amministrazione, procedure e risultati

Nel mondo sanitario questo atteggiamento si traduce con la frase “l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”. E ciò descrive in pieno la direzione degli investimenti normativi, organizzativi e gestionali. I dirigenti sono diventati soggetti responsabili di procedure definite altrove, i dipendenti sono operatori di compiti e azioni e il tutto senza alcuna attenzione agli esiti dell’azione amministrativa.

Capita spesso, infatti, di imbattersi in situazioni in cui un cittadino lamenta di avere subito un torto o la lesione di un diritto e sentirsi ripetere da un operatore che, dal punto di vista procedurale tutto è andato secondo le prescrizioni.

Quando la burocrazia risponde “dal punto di vista procedurale”

Quindi, quella che un tempo poteva essere una richiesta di aiuto a trovare qualche interlocutore, adesso viene vista come un’anomalia per la quale è prevista un’altra specifica procedura da rivolgere a un soggetto diverso. Perché quello che abbiamo di fronte, dopo avere consultato uno schermo, dirà che la sua sfera di azione si ferma lì, circoscritta dai campi dell’applicativo che ha davanti e secondo le funzionalità per le quali è abilitato.

“Chi di competenza” e il problema della responsabilità

La questione deve essere portata all’attenzione di “chi di competenza”. E viene da immaginare una serie infinita di personaggi, chini sulla propria competenza, attenti al rispetto di meticolose procedure che qualcuno ha pensato e definito uguali per tutti.

Senza mai nessuno che di quella procedura abbia una visione completa o risponda del risultato conseguito o mancato.

Tutto si sussegue con modelli, adempimenti, dichiarazioni e la sola responsabilità è quella connessa al semplice adempimento prescritto. Sarà sufficiente avere realizzato ciò che era prescritto, secondo le modalità previste, per avere la certezza di non incappare in sanzioni o altre forme di responsabilità.

Burocrazia italiana e cultura dell’adempimento

Una sorta di “paratio tergarum” direbbero i latini, cioè una corsa a pararsi le terga e fare il minino indispensabile per garantirsi la massima tranquillità. In fondo, nessuno è mai stato accusato di non avere soddisfatto un bisogno, se ha dimostrato di avere fatto ciò che gli competeva. E nessuno è mai stato premiato per avere risolto un problema discostandosi dalle prescrizioni procedurali.

Pubblica amministrazione, cittadini e responsabilità

Il nostro sistema organizzativo è strutturato in modo “sedativo” e “rassicurante”, non per i cittadini, ma per gli operatori.

Ai cittadini rimane la speranza che come si sa è l’ultima a morire.