La Sicilia rivendica un cambio di rotta economico e strutturale che punta a segnare un punto di svolta rispetto al passato. A tracciare il bilancio dell’azione di governo è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso del suo intervento al convegno dell’Udc intitolato “Costruire il centro che serve all’Italia”, svoltosi ad Alcamo, in provincia di Trapani.
Il governatore ha scandito con determinazione come la Sicilia abbia intrapreso una nuova direzione, supportata da indicatori e serie storiche. Al centro della sua relazione sono finiti il completo risanamento della finanza pubblica, il trend positivo del mercato del lavoro, l’incremento del Prodotto interno lordo e una pianificazione straordinaria per il ricambio generazionale all’interno della pubblica amministrazione regionale.
La svolta finanziaria di Palazzo d’Orleans
Il cuore dell’intervento di Schifani si è concentrato sulla trasformazione del quadro contabile della Regione. Rispetto alla situazione del 2022, caratterizzata da un pesante disavanzo strutturale che toccava la cifra di 4 miliardi di euro, l’amministrazione è riuscita a invertire la rotta fino a registrare un avanzo stimato in 5,2 miliardi. Un risultato economico ottenuto attraverso un forte incremento del gettito fiscale — cresciuto di ben 5 miliardi di euro — senza tuttavia intaccare le tasche dei cittadini o incrementare la pressione tributaria locale.
La ritrovata solidità finanziaria ha trovato immediato riscontro nei mercati internazionali e nelle agenzie di valutazione, con Standard & Poor’s che ha riconosciuto all’ente un doppio miglioramento del rating d’affidabilità. Tra i successi rivendicati dalla giunta figura inoltre la continuità amministrativa e contabile: la Regione è riuscita infatti ad approvare tre manovre finanziarie consecutive nei tempi previsti, scongiurando il ricorso al paralizzante esercizio provvisorio. Un riordinare le casse pubbliche che, nelle intenzioni del governatore, serve a porre le basi per attrarre nuovi capitali e sostenere il tessuto produttivo.
La spinta di turismo, Pil e nuove imprese
I dati presentati al consesso politico delineano un quadro di marcata espansione per il sistema economico siciliano. Dal 2022 a oggi, il Prodotto interno lordo regionale ha registrato un’impennata del 13,3 per cento, collocando la Sicilia ai vertici nazionali per tasso di sviluppo. Questo dinamismo ha prodotto effetti diretti sul fronte dell’occupazione, con l’immissione nel mercato del lavoro di 178 mila nuovi occupati e un indice di occupabilità salito al 47,3 per cento.
A sostenere la spinta espansiva vi è anche la forte vivacità del tessuto imprenditoriale locale. Le nuove attività iscritte si attestano a oltre 87 mila unità, spingendo il tasso di crescita delle imprese all’1,34 per cento, un valore ben superiore alla media nazionale (ferma allo 0,96 per cento). Contestualmente, il settore turistico continua a rappresentare un motore trainante: l’Isola ha toccato il tetto dei 23 milioni di presenze, registrando una netta prevalenza di visitatori internazionali, arrivati a coprire il 56 per cento dei flussi complessivi.
Piano assunzioni e politiche sociali: il programma per i prossimi anni
Oltre all’economia reale, il piano della Regione punta al potenziamento della macchina burocratica e al rafforzamento della rete di protezione sociale. Sfruttando lo sblocco dei concorsi reso possibile dal riequilibrio di bilancio, la Regione ha già inserito oltre 1.300 nuove risorse umane dal 2023 a oggi. La programmazione per il triennio 2026-2028 alza l’asticella, prevedendo fino a 3.641 nuove assunzioni — con un incremento di 724 posti rispetto alle previsioni iniziali — con l’obiettivo di ammodernare la macchina amministrativa e velocizzare i servizi destinati ai cittadini.
Sul versante del welfare e del sostegno alle fasce deboli, il quadro finanziario tracciato comprende risorse dedicate all’inclusione e alla solidarietà: 15 milioni di euro destinati alla legge contro la povertà per l’emergenza alimentare, il contrasto alla povertà educativa e la prima accoglienza, 41 milioni di euro riservati alle misure di sostegno al reddito, a beneficio di oltre 10 mila aventi diritto e ulteriori 15 milioni di euro per il finanziamento dei voucher destinati all’attività sportiva, una misura pensata per coinvolgere più di 50 mila giovani nell’accesso alle strutture sportive e alle palestre dell’Isola.

