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Morte Noemi Impellizzeri, l’indagato: “Non avrei mai immaginato”. Cosa ha rivelato sulla vittima

Morte Noemi Impellizzeri, l’indagato: “Non avrei mai immaginato”. Cosa ha rivelato sulla vittima
La tragedia della povera Noemi Impellizzeri

“Gli inquirenti dovrebbero fare il loro lavoro e trovare la verità”, ha detto Toni Proietto nel corso dell’intervista

“Tutto quello che so e che penso l’ho già detto“. Lo ha dichiarato Toni Proietto, ad oggi unico iscritto nel registro degli indagati per la morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto ad agosto scorso. Nel corso di un’intervista, l’uomo ha detto che la vittima non aveva nemici o che, comunque, non orbitassero nella sua vita persone che avrebbero potuto ucciderla: “Per la tipa che era, nessuno le avrebbe fatto del male“.

Le indagini della Procura continuano verso una direzione che appare sempre più definita e che fanno tramontare l’ipotesi del suicidio dopo il ritrovamento di nuovi elementi, in corso di analisi. Tuttavia, si parla ancora del movente dell’assassino, che resta un’incognita.

Le dichiarazioni dell’indagato

“Chi può averla uccisa?”. La domanda rivolta dal giornalista Milo Infante all’indagato Toni Proietto. Nel corso dell’intervista andata in onda per la trasmissione di Rete Quattro ‘Verità nascoste’, l’uomo si è dichiarato sorpreso di quanto accaduto alla vittima, parlando di un dramma quasi incomprensibile: “Nessuno le avrebbe fatto del male”. Ne parla come di un delitto del tutto inatteso.

“Non so dire chi l’ha uccisa. Gli inquirenti dovrebbero fare il loro lavoro e trovare la verità”, ha detto.

Il referto dell’autopsia

L’autopsia sul corpo di Noemi Impellizzeri, la giovane trovata morta lo scorso agosto nella sua casa di Riposto nel Catanese avrebbe rivelato segni compatibili con lo strangolamento.

La ragazza era stata trovata impiccata nella sua abitazione dall’amico, Tony Proietto, ora indagato per la vicenda. L’uomo ha raccontato di essere uscito dalla casa in cerca dei familiari della donna, ma al suo ritorno ha trovato la casa in fiamme.

La sorella di Noemi

Tramonta sempre di più l’ipotesi del suicidio per la morte di Noemi Impellizzeri. Si discute sul movente e a tal riguardo la sorella della vittima ha di recente dichiarato a ‘Dentro la notizia’: “Non c’è una motivazione adatta per la quale tu decidi di togliere la vita a una persona”. Ha poi continuato: “Qualunque sia il motivo, non è così che si risolvono le cose”.

La famiglia ha escluso la pista del suicidio sin dalle prime ore.

Le possibili tracce di sangue e impronte

La casa di Noemi Impellizzeri è stata di recente, e nuovamente, al vaglio dei Ris per accertamenti tecnici irripetibili che potrebbero rivelare cosa è successo a Noemi Impellizzeri. Sotto la lente degli inquirenti anche le tracce di sangue ritrovate sulla canotta della vittima. L’indiscrezione si aggiunge ai segni sul collo di Noemi che portano a ipotizzare uno strangolamento.

Inoltre, si cerca il punto in cui è stato innescato l’incendio e cosa è stato utilizzato per appiccarlo. Si procede con gli interrogatori e ad ascoltare amici, parenti e persone vicine alla vittima.

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La madre: “Almeno due persone erano in casa”

La madre, così come tutta la famiglia, è convinta che non si tratti di omicidio – ipotesi, oltretutto, dichiarata da Tony Proietto, attualmente unico iscritto nel registro degli indagati. La madre ha di recente rivelato che secondo lei potrebbero esserci state almeno due persone a casa di Noemi quando è morta.

Nel frattempo, gli accertamenti in corso potrebbero portare a una svolta nel giallo di Riposto.

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