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Crisi ortofrutta in Sicilia, dall’incontro dei trasportatori con Salvini passa anche il futuro agricolo

Crisi ortofrutta in Sicilia, dall’incontro dei trasportatori con Salvini passa anche il futuro agricolo

Lunedì i carichi ortofrutticoli dovrebbero riprendere ma con viaggi esclusivamente via terra

Il fermo degli autotrasportatori partito venerdì sta ulteriormente penalizzando il settore dell’ortofrutta siciliano, soprattutto per il comparto dell’uva Italia che si trova in una fase strategica della stagione commerciale. Il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, è attivamente impegnato in una complessa mediazione con gli autotrasportatori.

Le conseguenze del fermo degli autotrasportatori

Il fermo dei tir, proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) per protestare contro il caro carburanti, rischia di provocare danni incalcolabili ai produttori agricoli se dovesse proseguire a oltranza. Per scongiurare il collasso economico delle aziende, il vicepresidente Sammartino ha operato con la massima urgenza per favorire un incontro tra i rappresentanti del Cts e il Ministro Salvini. Colloquio che ci sarà martedì 20 ottobre: l’obiettivo prioritario è la sigla di un protocollo d’intesa che permetta l’immediata revoca del blocco stradale in atto in Sicilia e nel resto del Mezzogiorno.

Da lunedì ripartenza dei carichi ortofrutticoli

I rappresentanti degli autotrasportatori aderenti al Cts si sono detti pronti a collaborare, impegnandosi a sensibilizzare i colleghi del settore ortofrutticolo per consentire la ripartenza dei carichi già da lunedì. In questa prima fase, i viaggi avverranno esclusivamente via terra attraverso lo Stretto di Messina. Si tratta di una misura di emergenza fondamentale, che permetterà finalmente di svuotare le celle frigorifere sbloccando la merce già raccolta, evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero.

Resta invece temporaneamente in stand-by la situazione logistica legata al settore intermodale, per il quale si attende la firma definitiva sul protocollo d’intesa da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le richieste degli autotrasportatori

Il Comitato Trasportatori Siciliani chiede lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati, con l’erogazione dei fondi per il Sea Modal Shift (SMS) relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un valore di circa 104 milioni di euro. Lo stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027).

Per quanto riguarda il redito d’imposta sul gasolio, gli autotrasportatori chiedono lo sblocco immediato di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, che devono essere rese subito spendibili nel cassetto fiscale e lo stanziamento di ulteriori 400 milioni di euro per coprire i mesi rimasti ancora privi di tutele (almeno 4 mesi).

Le altre due richieste che saranno rappresentate martedì al ministro Salvini riguardano il contributo a fondo perduto per abbattere di almeno il 30% il costo del traghetto 3 milioni di euro per 3 anni e la rappresentanza istituzionale: il CTS chiede l’inclusione in tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova Consulta, per garantire la tutela delle aziende del Meridione d’Italia.

Autotrasportatori: “Senza firma protocollo, lo stop proseguirà”

“Nonostante il Ministro ci abbia assicurato che darà seguito a tutte le nostre richieste, esigiamo un impegno sottoscritto.”, il CTS mantiene alta la guardia. “Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare”, fa sapere il comitato in una nota. “Tutti i punti sopra descritti devono essere ratificati attraverso atti ufficiali del Ministero e formalizzati dalla firma del Ministro. Per tali ragioni, lo stato di fermo dei trasporti proseguirà a oltranza fino alla sottoscrizione formale degli impegni presi”.

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