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Irca, svolta dal 2027: meno burocrazia, finanziamenti più rapidi e nuovi aiuti alle imprese siciliane

Irca, svolta dal 2027: meno burocrazia, finanziamenti più rapidi e nuovi aiuti alle imprese siciliane
Raffaella Tregua e Roberto Rizzo

Forum con Roberto Rizzo, commissario straordinario Istituto regionale per il credito agevolato (Irca)

Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza della direttrice del QdS.it, Raffaella Tregua, il commissario straordinario dell’Irca, Roberto Rizzo.

L’obiettivo dell’Irca, dopo la fusione di Crias e Ircac, è rafforzare il ruolo pubblico nel sostegno alle imprese della Sicilia. Come valuta questa prima fase di rodaggio?
“Col necessario ottimismo, a conclusione di un iter fondativo piuttosto sofferto. Il mondo degli artigiani e quello delle cooperative sono difatti molto diversi in termini di aspettative, capacità di far sintesi sul territorio e di proiettarsi in avanti. Assemblare Crias e Ircac sotto una logica e una dinamica lavorativa unitaria non è un’operazione scontata. La situazione di Irca presenta un personale di 78 dipendenti, numero risultante dai sessanta rimasti alla Crias, il cui personale negli anni precedenti superava le duecento unità, e dagli appena 18 di Ircac, laddove erano 120. L’età media di questo attuale organico supera i cinquant’anni e non sarà semplice farlo adattare in tempi brevi all’esigenza di innovare nei metodi di indirizzo dei finanziamenti. Nel mio ruolo di commissario straordinario, che è di matrice politica, porto un background che resta di natura tecnica, burocratica: quello che in assessorato mi ha consentito di conoscere a fondo le pieghe di un mondo complesso come quello delle attività produttive. E, per conseguenza, di individuare molte criticità alle quali porre rimedio”.

Quali sono le difficoltà principali?
“Senz’altro quelle legate al fatto che, a differenza dell’Irfis, Irca proviene da due enti che hanno sempre agito al di fuori di logiche comunitarie, senza quindi valorizzare a sufficienza la variabile ‘tempo’, da gestire con cronoprogrammi precisi. Il risultato è stato il perpetuarsi di una lentezza amministrativa spesso esasperante nell’esitare le pratiche di finanziamento. Ciò ha prodotto un’incredibile mole di arretrati, aggravando in particolare la fase del soccorso istruttorio, l’istituto giuridico-amministrativo che permette all’ente di chiedere all’impresa di integrare, regolarizzare o chiarire la documentazione presentata all’interno della sua istanza di finanziamento. Per questo tra le mie prime azioni vi è stata quella di individuare un primo intervento di assistenza tecnica, alla stessa stregua di come operano tutte le strutture regionali che erogano aiuti alle imprese, composto da un personale giovane, in grado di lavorare secondo logiche di risultato atteso. Si tratta di mettere assieme procedure comuni, rivisitate in chiave organizzativa e standardizzate all’interno di piattaforme informatiche che sostituiscano le imbarazzanti quantità di faldoni pieni di carte che ho trovato nei giorni del mio insediamento. Con questo nuovo corso, basato su regole più chiare, indurremo lo stesso utente a far pervenire documentazioni complete in tempi brevi. Occorre insomma sfoltire, creare un approccio al lavoro più agile e univoco, anziché dover gestire ritardi anche di 18 mesi sui pagamenti, dopo avere alimentato aspettative nei confronti di chi ha bisogno di sostegno finanziario rapido, specialmente in un momento storico come l’attuale”.

Come si profila il futuro di Irca?
“All’insegna della continuità e soprattutto dell’innovazione. Stiamo percorrendo ‘l’ultimo miglio’ di questo percorso di trasformazione, rivelatosi laborioso. Dal 2027 agiremo in maniera completamente diversa rispetto a come avevano proceduto Ircac e Crias. La chiave di volta sarà una procedura razionalizzata e facilitata grazie all’avvio di una piattaforma informatica, che sarà valida per tutti gli strumenti di ingegneria finanziaria a nostra disposizione. Questo nuovo sistema garantirà miglioramenti sensibili in termini di trasparenza e di rapidità d’esame delle istanze che ci perverranno dalle imprese artigiane e cooperative. In sostanza, replicheremo la funzione delle finanziarie regionali attive nel Nord Italia. Il principio è che quando si impara a specializzarsi, e questo è un risultato possibile a un’infrastrutturazione tecnologica aggiornata, i tempi per esitare le pratiche di finanziamento si accorciano. È quello che Irca d’ora in avanti si ripromette di fare”.

I principali strumenti per dare supporto alle attività artigiane e alle cooperative

Quali sono le misure con cui avete attivato finanziamenti e quali ambiti riguardano?
“Tra gli strumenti attualmente oggetto di una profonda revisione, che metteremo in campo dall’inizio del 2027, figurano i finanziamenti a breve e medio termine, sulle cui ultime istanze abbiamo deliberato fino a pochi giorni fa. I primi sostengono il capitale circolante, necessario al ciclo operativo dell’impresa. Per le aziende artigiane prevedono un importo massimo di 30.000 euro e tassi competitivi. I finanziamenti a medio termine, invece, sono destinati agli investimenti strutturali e alla crescita aziendale”.

Qual è lo strumento più strategico?
“È Più Artigianato, che consente di richiedere a Irca un contributo del 35%, cui si aggiunge l’abbattimento degli interessi. Si tratta di un’agevolazione senza precedenti per portata. Introdotta nel 2023, prevedeva inizialmente un limite del 20% sul finanziamento complessivo. L’anno scorso l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo ha innalzato tale limite, favorendo, anche grazie alla piattaforma informatica, un forte aumento delle richieste. I dati mostrano finanziamenti stimati passati dai 36 milioni di euro del 2025 agli oltre 99 milioni attuali. L’effetto leva è significativo: secondo le ultime stime, la misura genera investimenti nell’indotto per oltre 500 milioni di euro. Stiamo inoltre lavorando per estendere questo modello alle società cooperative attraverso Più Cooperazione, istituita con la legge regionale n. 14 del 2026. Attualmente, il volume complessivo dei finanziamenti è stimato in dieci milioni di euro, ma potrebbe aumentare con gli emendamenti alla finanziaria regionale”.

Diciassette milioni di euro per il comparto agricolo

Quali sono le altre misure di finanziamento programmate?
“Una riguarda l’agricoltura, settore attualmente gravato dal caro carburante e dalle problematiche ultimamente causate dalle ondate di caldo. L’avviso verrà lanciato su piattaforma informatica proprio questa settimana. Anche in questo caso si tratta di misure molto sostenute, prestiti a condizioni estremamente favorevoli, che servono a garantire sia le imprese agricole che devono fronteggiare le difficoltà connesse alle ciclicità delle coltivazioni, sia per sostenere il conto esercizio che crea sostanziose difficoltà al mondo dell’agricoltura. La copertura finanziaria attuale è di 17 milioni di euro, ma auspichiamo che questa possa essere arricchita. Si tratta di un segno di attenzione nei confronti delle imprese agricole e dello stesso Irca”.

Anche i commercianti attendono aiuti. Come si sta muovendo l’Istituto?
“Stiamo pensando a una specifica misura di finanziamento a sostegno del commercio. In particolare, come reclamato da tempo dalle associazioni di categoria, si tratta di intervenire per sostenere il conto esercizio delle piccole imprese commerciali dislocate nei centri storici, proprio quelle che subiscono gli effetti negativi derivanti dalla presenza delle strutture della grande distribuzione organizzata e, in particolare, dal gravame rappresentato dai costi di locazione che letteralmente le sopraffanno”.