“Ho letto che qualcuno ha chiesto al Governo nazionale di impugnare il Fondo per gli investimenti territoriali”, dice il commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo senza citare Peppe Provenzano né il Partito Democratico.
Il deputato nazionale e commissario siciliano forzista attacca la lettera che i deputati e senatori siciliani del Pd hanno inviato al ministro Roberto Calderoli per chiedere che venga impugnata dal governo la norma che si scrive Fit e si legge mance: “Mi sembra surreale: si chiede a Roma di bloccare finanziamenti destinati a Comuni, altri enti pubblici ed enti ecclesiastici per interventi di interesse collettivo, dalla riqualificazione delle strutture alla messa in sicurezza, fino alla valorizzazione di un patrimonio che in molti piccoli centri rappresenta anche un presidio sociale e culturale”.
La lettera è stata firmata dai parlamentari dem Anthony Barbagallo, Giovanna Iacono, Stefania Marino e Antonio Nicita. Destinatario il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, della Lega. Ma al di là dell’indirizzo sulla busta, il primo atto del Pd siciliano a guida commissariale di Peppe Provenzano è rivolto al capo del governo Giorgia Meloni.
Provenzano: “Scandalo delle mancette non può rimanere confinato alla Sicilia”
“Lo scandalo delle mancette nella finanziaria regionale non può rimanere confinato alla Sicilia”, ha ribadito l’ex ministro dem Peppe Provenzano affermando che “i deputati della destra e Schifani hanno usato i soldi pubblici, che sono di tutti, per pagarsi la loro campagna elettorale”. Secondo la nuova guida del Pd siciliano delegata direttamente dalla segretaria Elly Schlein, “è una vergogna che deve finire” ma soprattutto “Giorgia Meloni ci deve dire se condivide o no questo malgoverno, questo vero e proprio scandalo”.
Minardo risponde: “Impugnativa invocata su base politica non rende un buon servizio”
La risposta, in difesa della norma in variazione di bilancio per conto e casa Forza Italia è quindi del commissario regionale azzurro Nino Minardo: “Il Governo nazionale ha il compito di valutare la legittimità costituzionale delle leggi regionali, non di assecondare le polemiche politiche. Un’impugnativa invocata sulla base di un giudizio politico non rende un buon servizio né all’autonomia della Regione né ai territori. Trasparenza e controlli sono invece il terreno giusto del confronto: ogni finanziamento deve essere rendicontato e verificabile, ed è dai risultati concreti che se ne misurerà l’utilità”.
Cracolici replica a Minardo: “Ci vuole faccia tosta”
Se Minardo risponde a Provenzano, a rispondere a Minardo ci pensa Antonello Cracolici. Il presidente della Commissione antimafia siciliana, deputato regionale di maggiore esperienza per il Partito Democratico, ha deciso di replicare a stretto giro al commissario forzista. “Ci vuole una bella faccia tosta nel criticare l’iniziativa dei parlamentari nazionali del Pd che hanno chiesto al governo di impugnare il cosiddetto Fit (Fondo per gli investimenti territoriali) che ha distribuito 170 milioni di euro ai Comuni amici dei parlamentari del centrodestra siciliano”. Così, giusto in premessa, Cracolici che più che difendere l’iniziativa di Provenzano parte all’attacco di Minardo e del governo della Regione.
“Vorrei rassicurare l’onorevole Minardo – prosegue la replica di Cracolici – che il tema non è politico, ma di legittimità costituzionale, poiché è palese la violazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione. Sappiamo bene che per i deputati del centrodestra la Costituzione è come l’Almanacco di Topolino e non, invece, la Carta dei principi fondamentali che garantiscono uguaglianza di diritti e opportunità. La metà dei comuni siciliani è stata volutamente ignorata. In quella metà vive la maggioranza dei siciliani. Questa variazione di bilancio varata dal governo Schifani e sostenuta dalla destra siciliana ha operato per punire i Comuni che non sono riconducibili ai deputati di riferimento della destra, dimenticando che le risorse con cui si sono finanziati questi provvedimenti sono i tributi che pagano tutti i siciliani e non solo quelli del centrodestra”.
Le tabelle arrivate all’alba a Sala d’Ercole quale emendamento del governo alla norma definita Fondo per gli investimenti territoriali contenevano tutte le richieste/proposte di intervento territoriale dei deputati della coalizione di governo. L’opposizione si è astenuta dal partecipare alla norma che invece ha tentato di ostacolare senza risultato. Se ne evince che i Comuni con un parlamentare di opposizione “vicino” non hanno beneficiato di richiesta dono da mettere sotto l’albero di natale e da spendere entro il 31 dicembre. La norma, malgrado la riserva del 5% per i Comuni senza “santi in paradiso”, ha così prodotto un sensibile sbilanciamento verso alcuni Comuni beneficiari di varie voci di spesa coperti dalle casse regionali. “Ognuno – conclude Antonello Cracolici – si assuma le proprie responsabilità, compresi i ministeri che hanno l’obbligo della vigilanza sulle leggi regionali”.
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