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Abbazia di Novacella: un secolo di Sylvaner in Valle Isarco

Abbazia di Novacella: un secolo di Sylvaner in Valle Isarco

Quattro vini raccontano il legame costruito dalla fine dell’800

Milano, 10 ago. (askanews) – Il Sylvaner occupa un ruolo centrale nella produzione dell’Abbazia di Novacella, a Varna (Bolzano), dove la viticoltura accompagna la comunità dei Canonici Agostiniani dalla fondazione del 1142. Arrivato in Alto Adige intorno al 1880, il Sylvaner deriva da un incrocio naturale tra Traminer e Osterreichisch Weiss, antica varietà austriaca, mentre la sua presenza è documentata in Franconia almeno dal 1659. In Alto Adige occupa oggi 67 ettari, circa l’1% della superficie vitata provinciale, concentrati soprattutto in Valle Isarco.

Dal punto di vista ampelografico, il Sylvaner presenta grappoli di dimensione medio-grande, cilindrici o alati, e acini dalla buccia sottile. La maturazione è media e la produttività può essere elevata, aspetto che rende rilevante il controllo delle rese. Per la sua coltivazione risultano particolarmente adatti i pendii soleggiati tra 500 e 700 metri, mentre a quote inferiori l’acidità delle uve può diminuire sensibilmente. A Novacella i vigneti sono caratterizzati da terreni morenici di origine glaciale e da un clima fresco e ventilato, con marcate escursioni termiche tra giorno e notte. Il quadro geologico della valle è più articolato e comprende anche terreni derivati dall’alterazione di rocce metamorfiche nelle quali sono presenti quarzo, ardesia e mica.

Fondata dal vescovo Hartmann di Bressanone, l’Abbazia è legata alla produzione di vino da quasi nove secoli ed è considerata tra le Cantine attive più antiche al mondo. Oggi circa l’80% della produzione è costituito da vini bianchi e comprende, oltre al Sylvaner, Kerner, Muller Thurgau e Riesling. Il patrimonio viticolo nell’area di Bressanone arriva anche oltre i 900 metri di altitudine, mentre la Cantina opera con un sistema dichiarato a emissioni di anidride carbonica compensate. Nel corso del Novecento la Cantina ha progressivamente valorizzato il Sylvaner nella propria produzione. Oggi il lavoro prosegue sotto la guida del direttore Werner Waldboth e dell’enologo Lukas Ploner, con un’impostazione attenta alle caratteristiche delle diverse vigne. Il vitigno trova espressione in quattro interpretazioni, dalla Linea Classica al “Praepositus”, dal Metodo Classico “Perlaetus” fino al cru “Stiftsgarten”.

La Linea Classica è prodotta con uve provenienti dai vigneti che circondano l’Abbazia. A questa si affianca il “Praepositus”, ottenuto attraverso una selezione delle vigne considerate più vocate e concepito anche in funzione della capacità del vino di evolvere nel tempo. Una strada differente è quella di “Perlaetus”, Metodo Classico da uve Sylvaner sottoposto a un lungo affinamento sui lieviti. La varietà viene così impiegata anche nella spumantizzazione, facendo leva sull’acidità delle uve. Lo “Stiftsgarten” rappresenta invece l’approdo del lavoro dedicato alla distinzione dei terroir storici di Novacella. Presentato per la prima volta nel 2023 con l’annata 2019, proviene dall’omonimo vigneto impiantato nel 1972 attorno all’Abbazia. Nella documentazione aziendale è indicato come prima menzione di vigna nella storia della Cantina.

Foto di Albert Ceolan