Roma, 1 apr. (askanews) – Uno spazio colorato con scivolo, altalene, aree gazebo e giochi a molla, per permettere ai padri detenuti di passare del tempo all’aperto con i propri figli e ridargli speranza. Inaugurato a Roma, nell’area esterna antistante la Chiesa giubilare della Casa circondariale “Raffaele Cinotti” di Roma Rebibbia Nuovo Complesso, il parco “Abbracci in Libertà”, uno spazio per tutelare la genitorialità e garantire la continuità affettiva familiare, realizzato dalla Fondazione Santo Versace.
Un progetto che Francesca De Stefano e Santo Versace hanno fortemente voluto, realizzato anche grazie al sostegno di Banca del Fucino, e che fa seguito all’inaugurazione di uno spazio simile realizzato a Milano, a Bollate, a maggio 2025, per far incontrare le madri detenute e i loro figli.
“Crediamo che la dignità della persona passi anche dalla possibilità di custodire i legami affettivi: offrire ai padri detenuti uno spazio dove incontrare i propri figli significa proteggere una relazione fondamentale per il loro futuro”, ha affermato Santo Versace.
Per Francesca De Stefano “il progetto nasce da una convinzione semplice: la pena non deve ricadere sui bambini. Per questo abbiamo immaginato uno spazio dove la bellezza possa diventare uno strumento di cura e di relazione, capace di custodire il legame tra un padre e suo figlio”.
Maria Donata Iannantuono, direttrice del carcere romano ha affermato che “questo progetto, non è il risultato di un’azione isolata dell’amministrazione penitenziaria, ma il frutto prezioso di una collaborazione con il privato sociale. È la dimostrazione che quando le istituzioni e il terzo settore dialogano, il carcere smette di essere un ‘corpo estraneo’ alla città per diventare un luogo di civiltà e di investimenti sul futuro”.
Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha dichiarato: “I bambini sono innocenti, far scontare loro una pena, come il non poter abbracciare i loro padri, è sbagliato. Questo è un luogo dove possono recuperare gli abbracci dei loro papà. Inoltre, è un progetto di rieducazione e la funzione rieducativa della pena è nella nostra Costituzione e favorisce il reinserimento nella società”.

