Magari tutto verrà aggiornato già oggi o tutt’al più da qui a pochi giorni, ma per il momento quel che si può dire è che all’Assemblea regionale siciliana il meccanismo di monitoraggio dell’assenteismo a sala d’Ercole sembra essersi inceppato.
Non da un punto di vista tecnico – perlomeno non ci sono notizie a riguardo – ma da quello temporale.
Con il mese di settembre già iniziato, i dati divulgati dagli uffici di Palazzo dei Normanni sono fermi ad aprile scorso quando fu resa nota la partecipazione dei deputati regionali alle attività d’aula nel primo trimestre dell’anno. Da gennaio a marzo.
Nel recente passato, la diffusione delle informazioni riguardanti il numero di assenze – ingiustificate o motivate da congedi o missioni – aveva fatto discutere per il regolamento che disciplina le registrazioni ma anche per il meccanismo tecnico con cui viene rilevata la presenza degli onorevoli.
C’era chi si era indispettito per la rilevanza mediatica data al numero di assenze e chi invece contestava i dati comunicati dagli uffici, denunciando errori: in più di uno, infatti, avevano assicurato di essere presenti a dispetto di quanto registrato.
Attesa per il secondo trimestre
Per quanto il mese di agosto, con il sostanziale stop alle attività politiche delle commissioni e alle sedute di sala d’Ercole e le ferie che spettano anche al personale degli uffici, possa rappresentare una motivazione del rallentamento nell’aggiornamento dei dati, l’attesa inizia a diventare lunga.
A mancare, infatti, sono le statistiche del periodo aprile-giugno.
Guardando all’ultimo aggiornamento, è possibile dire che i dati erano arrivati entro il mese successivo alla chiusura del trimestre. In questo caso, dunque, un tempo compatibile con la pubblicazione dei nuovi dati sarebbe potuto essere il mese di luglio. Così non è stato.
Immagine pubblica
A un anno dalle nuove elezioni, sempre che non si decida di andare prima al voto e interrompere prima della naturale scadenza l’attuale legislatura, è lecito pensare che a nessuno dei deputati interessi in particolar modo che l’attenzione pubblica finisca su quanta partecipazione riscuotono le sedute all’Assemblea. Per la campagna elettorale, d’altronde, non manca molto.
Allo stato, però, si tratta soltanto di ipotesi. La certezza è che in questi anni – in cui il Quotidiano di Sicilia ha periodicamente mappato l’assenteismo – in più di uno tra gli onorevoli ha contestato a monte la capacità dei dati di rappresentare in maniera efficiente l’attività all’Ars.
Nel mirino è finito infatti il regolamento che prevede una serie di eccezioni, creando dunque una disparità di trattamento tra i settanta.
“Il dato riportato tiene conto delle presenze d’ufficio spettanti nell’intero o parte del periodo considerato, in virtù della carica rivestita dal deputato, ai sensi della normativa vigente in materia”, si legge in calce alle tabelle.
Il riferimento è al decreto del presidente dell’Ars, per ultimo emanato nella primavera del 2024, che riconosce la presenza d’ufficio ai deputati che hanno un ruolo nella giunta regionale o rivestono ruoli come il presidente di una delle commissioni legislative.
Questo di fatto fa sì che in molti risultino sempre presenti, senza tuttavia accertare la loro reale presenza tra gli scranni. A ciò, inoltre, si aggiunge la mancata considerazione delle motivazioni all’origine delle assenze. “Il presente schema è stato redatto esclusivamente sulla base dei dati elaborati in modo automatico dal sistema di votazione elettronica ai sensi del Programma per la trasparenza, e pertanto non tiene conto né di eventuali cause giustificative dell’assenza (ad esempio stato di salute, gravidanza ecc.) né di altre modalità di registrazione della presenza”, è spiegato.
Sanzioni più elevate
In ogni caso che il tema dell’assenteismo abbia avuto una sua rilevanza in questi anni è dimostrato da quanto accaduto nel 2024.
All’epoca, infatti, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno tentò di mettere un argine al fenomeno introducendo misure più stringenti – soprattutto in termini economici – nel regolamento che disciplina la gestione delle assenze.
Tuttavia, come raccontato più volte dal QdS, le novità non hanno modificato più di tanto i comportamenti degli onorevoli. Chi era solito a frequentare di rado l’aula non ha cambiato abitudini.
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