ACI CASTELLO – Dal vertice in Prefettura, svoltosi nei giorni scorsi, per fare il punto sulla situazione del collettore fognario di Aci Castello non sono emerse grandi novità rispetto agli incontri passati. Purtroppo, com’era prevedibile, tutti gli attori chiamati in causa per dirimere il tema della gestione sono rimasti sulle loro posizioni. E questo è un guaio perché anche i prossimi mesi trascorreranno senza che si sia in grado di avviare le procedure per la messa in funzione dell’opera che dovrebbe convogliare i reflui della riviera sino al depuratore di Pantano D’Arci, dall’altro lato della costa catanese, dopo un viaggio di circa 25 km, e permettere finalmente di liberare la riviera dal degrado dei liquami sversati in mare.
La decisione di tenere un tavolo tecnico in Prefettura era arrivata direttamente dal prefetto Pietro Signorello, che qualche settimana fa, rispondendo alla richiesta del sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, aveva deciso di convocare al tavolo tecnico tutti i responsabili dei vari enti coinvolti nell’annosa vicenda dell’impianto di convogliamento dei reflui. Di questa vicenda nei mesi scorsi ci siamo ripetutamente occupati soffermandoci in particolare sulle difficoltà per individuare il gestore unico dell’impianto i cui lavori sono stati ultimati.
Al tavolo in Prefettura tutti i soggetti coinvolti: Sie, Sidra, Ati e commissario nazionale
Alla riunione in Prefettura erano presenti il primo cittadino Scandurra, i rappresentanti dei sindaci di Acireale, Giuseppe Barbagallo e di Aci Catena, Margherita Rita Ferro. Al tavolo presenti anche il commissario nazionale per la Depurazione Fabio Fatuzzo e i rappresentanti della Sie (Società idrica etnea), il presidente dell’Ati, i rappresentanti della Sidra, dell’Area marina protetta Isola dei Ciclopi e del Genio Civile.
Il sindaco di Aci Castello, al termine della riunione, ha commentato l’esito che non sarebbe stato del tutto positivo, eccetto la presa di posizione della Prefettura che ha condiviso di spingere, in qualsiasi caso, le procedure per la messa in funzione del collettore che è stato già ultimato dalla stazione appaltante, la Regione. Trapela anche che in un futuro breve la stessa Regione dovrebbe provvedere a installare le pompe elettriche di sollevamento dei reflui per consentire un collaudo dell’opera.
Scandurra: “20 milioni di euro spesi, opera bloccata. Dietro i cavilli si nascondono interessi”
“Come Sindaco di Aci Castello – ha dichiarato Scandurra in una nota – non posso accettare che i cittadini continuino ad aspettare. Anni di attesa, promesse, rinvii, e un’opera completamente finita che resta ferma, inutilizzata, per dispute burocratiche su chi debba gestirla. 20 milioni di euro di soldi pubblici spesi. Un’infrastruttura pronta, bloccata. Dietro questo muro di competenze e cavilli legali – ha proseguito il primo cittadino – ho la netta sensazione che si nascondano interessi ben più grandi. Spero di sbagliarmi. Su una cosa, però, il Prefetto ha condiviso pienamente la mia posizione: quest’opera va attivata e i cittadini hanno diritto a risposte concrete. Lo ringrazio per la disponibilità e per l’impegno in questa direzione. Dopo Pasqua incontrerò Ati e il commissario unico per la Depurazione. Se non si sblocca l’iter, sono pronto a ogni iniziativa possibile, legale, istituzionale, pubblica. I cittadini di Aci Castello non meritano questo. E io non mi arrendo”.
Il nodo tecnico: il sifone di piazza Galatea e la pendenza che blocca il transito dei reflui
La storia del collettore fognario parte da lontano, dai primi anni Duemila, quando si cominciò a parlare di un collettore marino per smaltire i reflui in alto mare. Poi il progetto dell’allora sindaco Castorina venne bocciato e si attese sino al 2023 quando venne aperto il cantiere per la realizzazione di un collettore fognario che avrebbe portato i liquami sino alla piana di Catania. Un’opera faraonica che rischia di diventare ora un’incompiuta se non verranno definite procedure e soprattutto responsabilità nella gestione futura delle condotte.
Sembra che una delle questioni più delicate riguardi il transito dei liquami da Catania, ostacolato in particolare dalla pendenza del sifone fognario che si trova sotto piazza Galatea a Catania. Sembra, ma mai nessun tecnico ha spiegato la situazione, che il sifone realizzato decenni fa per consentire di far transitare la linea metro, avrebbe una pendenza non del tutto idonea, che impedirebbe il normale transito dei reflui verso l’area di Pantano D’Arci. Adesso sembra che l’ufficio del commissario nazionale per la depurazione abbia trovato una soluzione per superare l’ostacolo, ma ancora non si ha contezza sulle opere necessarie per bypassare l’intoppo. In questo contesto si inseriscono anche le problematiche tutte catanesi sugli allaccianti vecchio e nuovo delle fogne. Sembra che la situazione su cosa sarebbe necessario fare non sia stata ancora definita e questo impedirebbe anche all’ente deputato alla gestione del collettore di prendersi carico dell’opera della riviera.
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