ACIREALE – Rendere il territorio attrattivo per i centri commerciali al pari delle altre zone della provincia. L’obiettivo è dell’Amministrazione guidata da Roberto Barbagallo, che ha incassato il primo importante risultato con l’approvazione in Consiglio comunale di una delibera precedentemente esitata dalla Giunta. Quest’ultima era stata votata in una seduta in cui a essere assente era stato proprio il primo cittadino. La delibera modifica le norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale (Prg) per ciò che concerne le aree commerciali, consentendo costruzioni decisamente più grandi rispetto a quelle che fino a oggi era possibile realizzare. La revisione ha riguardato i parametri edificatori. “Il mantenimento di tali parametri (quelli precedenti, nda), specie i ritiri e il rapporto di copertura – si legge nelle motivazioni della delibera di Giunta sottoposta al Consiglio comunale – rendono le aree in oggetto limitate rispetto alle aree con stessa destinazione dei comuni dell’area metropolitana, le quali, avendo parametri meno restrittivi, sono agevolate nello sviluppo progettuale e nel diventare oggetto d’investimento per gli operatori del settore”.
Consiglio comunale di Acireale: la delibera passa con 10 voti a favore e 5 contrari
Durante la seduta le modifiche sono passate con il sostegno della maggioranza, nonostante diverse assenze. Al momento del voto, in aula c’erano 15 dei 24 consiglieri. A votare a favore sono stati Valentina Pulvirenti, Carmelo Messina, Enzo Di Mauro, Paolo Monaco, Alfio Messina, Michele Greco, Simona Postiglione, Teresa Pizzo, Salvatore Licciardello e Antonino Musmeci. Contrari i consiglieri d’opposizione presenti, ovvero Matteo Sapienza, Alessandro Coco, Gaetano Di Mauro, Giuseppe Ferlito e Luciano Scalia.
Nuovi parametri edilizi: indice fondiario al 60%, altezza fino a 12 metri, distanze dimezzate
L’approvazione della delibera porterà a un incremento dell’indice di utilizzazione fondiaria dal 40 al 60 per cento, mentre l’altezza dei capannoni e delle strutture potranno raggiungere i 12 metri rispetto ai 7,5 attuali. L’aumento riguarda anche il numero di elevazioni, passando da due a tre. Diminuiscono invece le distanze minime: quelle dai confini si riducono dai dieci metri attuali a cinque, quelle tra i fabbricati da 20 a dieci. Dimezzata anche la distanza dalle strade: si potrà costruire a sette metri e mezzo mentre fino a oggi era necessario rimanere a 15 metri.
Nella delibera, tra le motivazioni a sostegno della necessità di allentare i limiti previsti dal Prg, si legge: “L’altezza massima fissata a 7,50 metri non consente di prevedere tecnologie costruttive come le travi lamellari, le travi a traliccio o la copertura a cupola, le quali in base alla luce dalle luci da coprire, necessitano di altezze molto elevate; limitando quindi la possibilità di progettare ampi spazi coperti dove il rapporto tra altezza e ampiezza è più confacente all’organizzazione spaziale delle strutture commerciali”.
E poi: “Gli attuali parametri relativi alla superficie coperta e ritiro dai confini, in relazione alla limitata estensione e alla parcellizzazione delle aree commerciali, non consentono la realizzazione di strutture funzionali alla destinazione commerciale, in quanto essere troppo restrittivi”.
Opposizione contro la delibera: “Si favoriscono le grandi strutture a scapito del commercio locale”
Il provvedimento ha suscitato diverse perplessità nell’opposizione che già prima dell’avvio della seduta d’Aula ha diramato un comunicato per mettere a conoscenza la cittadinanza. “Si è tentato di farla passare come un atto senza effetti sulle cubature, ma i fatti dicono altro: aumentano indice fondiario, altezza, numero di piani e diminuiscono le distanze. In concreto, a parità di superficie si potrà costruire molto di più. Un intervento così rilevante, che incide sull’assetto urbanistico ed economico della città, non può essere trattato come un atto ordinario né approvato in fretta, senza un confronto serio e trasparente”.
Per i consiglieri di minoranza, “si favoriscono grandi strutture commerciali, con il rischio di penalizzare ulteriormente il commercio locale e il centro storico. Scelte così – si legge nella nota – non possono essere prese senza chiarezza: è in gioco il futuro economico e commerciale delle famiglie acesi.”
Barbagallo rassicura: “Nessun favoritismo, solo un adeguamento alle norme delle altre città”
Dal canto proprio, il sindaco Barbagallo, criticato per l’assenza nella seduta di Giunta in cui è stata approvata la delibera, ha pubblicato una nota con l’intento di rassicurare i cittadini. “Non riteniamo ci siano preoccupazioni perché con questa delibera si dà semplicemente la possibilità ai piccoli lotti di poter realizzare le strutture commerciali. Non si vuole favorire nessuno, bensì adeguare le norme di attuazione agli strumenti presenti in altre città”, ha detto il primo cittadino acese.

