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Acireale, il tema degli incendi tiene banco in Consiglio. “Far rispettare l’ordinanza su scerbatura dei terreni”

Acireale, il tema degli incendi tiene banco in Consiglio. “Far rispettare l’ordinanza su scerbatura dei terreni”
Le immagini degli incendi degli scorsi giorni in Sicilia

Opposizione all’attacco in Assemblea. Per Ferlito (FdI) anche alcune zone pubbliche sarebbero in preda all’incuria. L’assessore Musmeci: “Tutte le aree di proprietà del Comune messe in sicurezza”

ACIREALE – Nonostante quella del 2026 sia stata finora per la Sicilia una stagione tutt’altro che facile per ciò che riguarda il contrasto agli incendi, con una vittima nel nisseno e gravi danni in tutte le province al patrimonio boschivo, ad Acireale non ci sono state criticità particolari.

Qualche rogo è divampato, ma nulla a che vedere con l’estate di tre anni fa: nel 2023 le fiamme colpirono l’intera isola a ripetizione causando danni e numerosi morti, e anche la città dei cento campanili subì conseguenze importanti.

L’incendio nella riserva naturale della Timpa, partito da un terreno privato a ridosso della statale 114, ha lasciato segni ancora oggi visibili. Quell’anno a patire le conseguenze furono anche diverse famiglie residenti nella frazione di Santa Maria Ammalati, costrette ad abbandonare le abitazioni lambite dal fuoco.

Prevenzione incendi ad Acireale: il nodo della scerbatura dei terreni

In materia di incendi, il tema che da sempre fa più discutere è la capacità delle istituzioni di prevenire o limitare gli effetti di azioni che non poche volte sono di origine dolosa.

Se dal punto di vista delle autorità giudiziarie, in molti si chiedono se non esistano gli elementi per avviare un’attività d’indagine che possa aiutare a risalire a eventuali strategie criminali di coordinamento nei giorni più caldi e ventosi dell’anno, alle Amministrazioni -sia regionali che locali – spetta la messa in campo delle misure propedeutiche alla gestione del territorio e, dunque, all’eliminazione delle condizioni che possono favorire lo sviluppo delle fiamme.

Tra queste c’è senz’altro la realizzazione dei viali parafuoco nelle aree boschive demaniali, un compito che ogni anno è affidato al comparto degli operai forestali stagionali, ma anche la scerbatura dei terreni privati all’interno dei centri abitati.

In quest’ultimo caso, spetta ai sindaci ogni anno firmare l’ordinanza che dispone la pulizia delle aree dalle erbacce secche, principale fattore che contribuisce alla propagazione degli incendi.

Il limite entro cui i proprietari devono ottemperare alle disposizioni è stabilito all’avvio ufficiale della campagna antincendio: in passato la data era fissata a metà giugno, da qualche anno è stata anticipata di un mese. Va da sé che in caso di inadempimenti la norma prevede l’irrogazione di sanzioni.

Il dibattito in Consiglio comunale sulla scerbatura

Anche di questo si è parlato nel corso della seduta di Consiglio comunale svoltasi giovedì al Palazzo di Città di Acireale. A farvi riferimento è stato il consigliere comunale Gianluca Cannavò, di recente entrato nel senato cittadino in seguito al rimpasto di Giunta che ha portato uno dei nuovi assessori a rinunciare allo scranno da consigliere.

Cannavò, legato a Fratelli d’Italia, ha deciso di aderire alla maggioranza che sostiene il primo cittadino Roberto Barbagallo. Una scelta che ha fatto discutere, se si considera che il gruppo di FdI in consiglio sta all’opposizione.

Nel proprio intervento, il neo consigliere ha sottolineato come il mancato rispetto delle ordinanze sulla scerbatura dei terreni privati andrebbe letto come azione delinquenziale da parte dei proprietari. Ad allinearsi su questa posizione è stato Giuseppe Ferlito, anche lui di Fdi, ma all’opposizione. Ferlito ha sfruttato lo spunto offerto da Cannavò per aggiungere un ulteriore elemento alla riflessione: tra i soggetti inadempienti ci sarebbe pure la stessa Amministrazione.

Le richieste dell’opposizione e la replica dell’assessore

“Il Comune ha l’obbligo di intervenire nei confronti di tutti i cittadini che non adempiono a un’ordinanza che va rispettata. Dice bene il consigliere Cannavò, con il quale una volta tanto sono d’accordo, però, se è il Comune a non rispettare l’ordinanza chi è il delinquente? L’Amministrazione, il sindaco?”, ha aggiunto Ferlito, secondo il quale sarebbero più di una le aree comunali attualmente caratterizzate da erbacce alte.

L’esponente di opposizione ha inoltre chiesto all’Amministrazione – il sindaco Barbagallo non ha partecipato alla seduta – se sia ancora valido il proposito che il primo cittadino aveva condiviso qualche anno fa. “Il sindaco disse che avrebbe individuato delle somme per intervenire in danno ai privati che non rispettano le scadenze. Ci sono queste somme?”, ha rilanciato Ferlito.

“In linea di massima, tutti i terreni di proprietà del Comune sono stati scerbati, eccetto qualche residuo. Ma sono stati già individuati e messi in sicurezza”, ha replicato l’assessore al Verde pubblico Antonio Musmeci. “Quest’anno, a differenza del passato, si è deciso di affidare il compito di effettuare la scerbatura alla Protezione civile”, ha aggiunto l’assessore.