Ad Augusta numerosi monumenti in stato di degrado - QdS

Ad Augusta numerosi monumenti in stato di degrado

Luigi Solarino

Ad Augusta numerosi monumenti in stato di degrado

martedì 29 Ottobre 2019 - 00:00
Ad Augusta numerosi monumenti  in stato di degrado

Dal Castello svevo alla Chiesa madre, ma anche la Porta Matri i Diu e l’ex convento San Domenico. Lo scorso 18 ottobre la soprintendente ai Beni culturali Aprile ha effettuato un sopralluogo

AUGUSTA (SR) – La città di Augusta presenta numerosi monumenti, anche di una certa importanza, che purtroppo versano da anni in stato di degrado. Quello più importante è il castello Svevo, fatto erigere dall’imperatore Federico II nel XIII secolo, che da tempo è chiuso al pubblico per il pericolo di crolli.

Per lo storico maniero sono stati previsti ben 2 progetti per la riqualificazione parziale: il primo per una somma di 5.681.000 euro; il secondo per poco più di 4 milioni di euro. Tuttavia detti interventi non hanno ancora preso il via.

Pericolanti anche i bastioni della cinta muraria sottoposti alla continua erosione del mare che ne ha causato parziali crolli. Lo scorso 8 ottobre anche la chiesa madre è stata interessata dallo sfaldamento di parte di un cornicione che è precipitato sul sottostante sagrato, fortunatamente senza causare danni alle persone. Il danno è stato causato, in quell’occasione, dal maltempo ma è innegabile che la principale chiesa della città necessiti di interventi di restauro e di riqualificazione.

La chiesa madre fu danneggiata dal sisma del 13 dicembre del 1990 e rimase a lungo puntellata fino a quando non venne sottoposta a interventi di restauro conclusisi nel 2004. Da allora, nonostante l’edificio necessiti di altri interventi, non è stato più fatto nulla. L’arciprete don Palmiro Prisutto ha richiesto un sopralluogo della Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa. Da aggiungere che le due statue acroteriali di San Domenico e San Giuseppe, poste originariamente sulla facciata e successivamente rimosse per questioni di sicurezza dopo il terremoto del ‘90, non sono state più rimesse al loro posto e non si riesce a collocarle neanche a terra. Dei quattro vasi sormontati da fiamme, anch’essi posti sul prospetto della chiesa, se ne è persa addirittura ogni traccia.

Anche la cosiddetta “Porta Matri i Diu” recentemente è stata oggetto di messa in sicurezza in quanto pericolante. Lo scorso 18 ottobre la Soprintendente ai Beni Culturali di Siracusa, Irene Donatella Aprile, insieme agli architetti, Aldo Spataro e Alessandra Ministeri, hanno effettuato un sopralluogo dei monumenti citati accompagnati dal sindaco Cettina Di Pietro. Sono stati visionati anche piazza Turati e l’ex convento di San Domenico.

Quest’ultimo edificio, ricostruito dopo il terremoto del 1693, è stato oggetto di interventi di ristrutturazione che poi si sono interrotti nel 2010 a causa della mancanza di fondi. Cettina Di Pietro, nel proprio profilo Facebook, ha dichiarato che: “Per il completamento del restauro dell’ex convento rimane sempre possibile l’intervento dell’Autorità di Sistema Portuale che già tempo addietro si era offerta per finanziare l’ultima tranche dei lavori”. Difatti l’allora presidente dell’Autorità Portuale, Andrea Annunziata, in una pubblica assemblea svoltasi nell’aprile 2018, aveva dichiarato di voler allocare nell’ex convento gli uffici dell’Ente da lui presieduto.

Tuttavia l’ex convento di San Domenico dovrebbe diventare un contenitore culturale dove allocare il Museo Civico (da anni rimasto sulla carta) ed il Museo della Piazzaforte (attualmente sistemato in tre piccole stanze del palazzo Municipale).

Il consigliere comunale di Diem25, Giuseppe Schermi, a tal proposito, ha manifestato il timore che “Con la possibile destinazione dell’ex convento a sede dell’Autorità di sistema portuale, invece di utilizzarlo per fini culturali, si voglia espropriare alla città un pezzo della memoria e dell’identità augustana”.

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