Adesione “al 90%” allo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburanti, partito nelle scorse ore e che proseguirà fino al 18 aprile in Sicilia. Lo annuncia il segretario del Comitato trasportatori siciliani Salvatore Bellia. Prevista anche una seconda protesta, separata e a livello nazionale, guidata da Unitras/Trasportounito, che dal 20 al 25 aprile ha annunciato un fermo del settore dell’autotrasporto di merci. Le proteste sono separate, ma hanno un obiettivo in comune: quello di far approvare urgentemente misure di supporto al settore, colpito dai rincari del gasolio e dei carburanti scatenati dalla guerra in corso in Iran e nel Golfo e dalla prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, dove in condizioni normali transita circa un quinto del petrolio mondiale.
Sciopero degli autotrasportatori in Sicilia contro il caro carburante, boom di adesioni
Secondo Bella, l’adesione sarebbe stata del 90% circa. Solo la CNA FITA Sicilia ha deciso di non prendere parte all’iniziativa in attesa dell’esito dell’incontro previsto per il 17 aprile al Ministero delle Infrastrutture “per poi valutare, eventualmente, iniziative unitarie e condivise”.
Il segretario del Comitato trasportatori siciliani – parlando dello sciopero appena partito – ha spiegato che “i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri”, perché “da noi è tutto più difficile e più caro”. Alle difficoltà storiche già ben note nel settore dei trasporti, ora si aggiunge l’aumento del costo del carburante per effetto delle tensioni internazionali in atto. Un mix praticamente fatale, che “mette in ginocchio il sistema di trasporto, in particolare quello siciliano”.
La richiesta del Comitato è quella di avere risposte celeri dal Governo: “Aspettiamo le loro risposte”, dice Bellia, riferendosi ai colloqui intercorsi col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi.
Rischio blocco merci, cosa succede
Lo sciopero degli autotrasportatori provocherà sicuramente dei disagi nel trasporto delle merci. Al momento, però, la protesta del Comitato trasportatori siciliani è limitata ai porti e non sono previsti “né blocchi né presidi stradali”, come invece è avvenuto in precedenti manifestazioni. “L’obiettivo – spiega Bellia – è non rifornire le Grande distribuzione alimentare, almeno fino a che non avremo impegni scritti dal Governo nazionale”.
La notizia dello stop, anche se per adesso limitato ai porti, sta comunque generando preoccupazione tra i cittadini. Torna – dopo tanto tempo – il timore di un blocco delle merci destinate a riempire gli scaffali dei supermercati, che si aggiunge alla paura che si riducano le scorte di carburante destinato all’uso civile. Nel frattempo, tanto a livello regionale quanto nazionale si lavora a misure urgenti che possano aiutare a evitare il lockdown energetico e limitare le ripercussioni di quanto sta accadendo nell’area del Golfo sui cittadini.
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